Uno Scacchista

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Carlsen vince anche nella “Variante Casablanca”

(UnoScacchista)
È bello vedere nuove idee per offrire sfide diverse a giocatori e spettatori. Come ho anticipato qualche giorno fa, nello scorso fine settimana Magnus Carlsen, Viswanathan Anand, Hikaru Nakamura e Amin Bassem si sono affrontati a Casablanca, in Marocco, in una particolare sfida incrociata a cadenza Rapid e a doppio girone all’italiana. Il torneo è stato infatti giocato con la nuova “Variante Casablanca” degli scacchi, a metà tra gli scacchi classici e il Chess960.

Il concetto è semplice e, per me, affascinante. La partite inizia da una posizione che non è quella classica ma quella di una partita del passato scacchistico selezionata dagli organizzatori. Ovviamente le posizioni devono essere di parità, in modo che nessuno dei giocatori usufruisca di un vantaggio predeterminato, ma per il resto la partita si svolge come una normale partita.

Questo formato è stato ideato in occasione del centenario della fondazione della FIDE e, oltre ad essere interessante di per sé, è anche un’occasione per ripercorrere alcune delle partite che hanno fatto la storia degli scacchi e permettere a quattro giocatori di farlo rappresentando le quattro principali federazioni continentali (Europa, Asia [che include l’Oceania], Americhe e Africa).

E’ chiaro che si è trattato di una esibizione, anche se di altissimo livello, ma il risultato della competizione è stato duplice: Carlsen si è confermato più forte alla scacchiera, vincendo posizioni soprattutto grazie al suo stile, ed è stato interessante vedere come le preferenze dei migliori giocatori moderni siano state raramente in accordo con le mosse dei grandi del passato, anche quando le posizioni erano sicuramente note.

Già, perché la selezione dell posizioni di partenza è stata resa ancora più coinvolgente perché gli organizzatori hanno sempre offerto tre opzioni a un gruppo scelto di selezionatori: ve ne darò i dettagli durante la cronaca. Ecco i risultati e la classifica finale.

Carlsen di fatto ha vinto tutti i mini-match, mentre Amin Bassem non è andato oltre due patte su 6 partite. Vediamo rapidamente le posizioni da cui sono iniziate le partite. Una volta selezionate le partite, i giocatori hanno ricevuto le mosse fino alla posizione di partenza, con due minuti a disposizione per giocarle sulla scacchiera e prepararsi alla partita.

Per il primo turno, la scelta tra le tre posizioni proposte è stata effettuata dai due GM che hanno commentato in diretta l’evento: Jan Gustafsson e Daniel Naroditsky. La loro scelta è stata la partita tra Chigorin e Steinitz del 1889, un Gambetto Evans! In entrambe le partite si è imposto rapidamente il bianco (Carlsen e Nakamura), mentre a L’Avana si impose Steinitz con il Nero: i GM di oggi sono migliori attaccanti o peggiori difensori?

Per il secondo turno, sono stati gli stessi giocatori ad effettuare la scelta, caduta sulla partita tra Xie Jun e Alisa Galliamova, giocata nel match per il titolo mondiale nel 1999. Questa volta i giocatori hanno seguito più fedelmente i piani originali delle due giocatrici, per poi pattare entrambe le partite in finali di Torre.

Per il terzo turno è stato chiamato a scegliere il pubblico online. Fra le tre posizioni tratte da partite di match mondiali, è stata scelta quella tra Karpov e Kasparov del match del 1985. Con il Nero, Anand ha seguito solo parzialmente le mosse di Kasparov, finendo comunque per pattare come nella partita originale, mentre Carlsen ha giocato la posizione del Nero in maniera più originale, finendo per battere Amin Bassem.

La seconda giornata di gioco è iniziata con la scelta fra le tre posizioni qui sotto, effettuata dalla vice-presidente della FIDE e dall’addetto-stampa dell’organizzazione del torneo. Ricordo che nessuno, nè i selezionatori né i giocatori, sanno i giocatori che hanno creato le posizioni né quando e dove sono state giocate.

La scelta è caduta su una delle partite del match del 1935 tra Alekhine ed Euwe. I giocatori di oggi hanno seguito ben poco la partita originale (che fu vinta da Alekhine), finendo in posizioni sostanzialmente pari, anche se Nakamura è poi riuscito a battere Amin Bassem.

Di nuovo gli spettatori delle dirette in streaming hanno deciso la posizione di pertenza, stavolta per il quinto turno. Di nuovo si è vista sulla scacchiera una posizione giocata tra Karpov e Kasparov, stavolta dal loro match del 1987. La partita originale fu vinta da Kasparov, ma a Casablanca nessuno dei giocatori ha seguito le sue mosse. Sia Nakamura che Carlsen hanno giocato diversamente, senza ottenere un vantaggio tangibile (anche se poi Carlsen ha battuto lo sfortunato Amin Bassem nel finale).

Per l’ultimo turno di nuovo sono stati i giocatori a scegliere la posizione a loro avviso più interessante. Di nuovo è stata scelta una posizione tratta dal match per il titolo mondiale femminile del 1999, che evidentemente doveva essere stato molto ricco di idee. Carlsen ha seguito il piano della partita originale per qualche mossa, ma pur deviando in seguito non è andato oltre la patta che gli garantiva la vittoria finale. Anand ha optato invece per un piano più aggressivo ed ha vinto contro Amin Bassem anche grazie a una svista del GM egiziano.


I giocatori sembra abbiano gradito l’esperimento, che li ha costretti a confrontarsi con aperture e schemi di gioco oggi non usuali. Se alcune partite selezionate erano fin troppo famose per non essere conosciute, ci sono state anche posizioni praticamente sconosciute per i quattro GM e questo testimonia di nuovo la ricchezza degli scacchi.

Alla fine della fiera, comunque, è sempre Carlsen l’uomo da battere, a qualunque cadenza e in qualunque variante.

Spero davvero che verrà data un’altra chance alla “Variante Casablanca”, che consiglierei di sperimentare di tanto in tanto: conoscere le partite del passato e capire come poterle giocare con le conoscenze di oggi è sicuramente un ottimo esercizio!


(Le foto sono tutto recuperate dai comunicati stampa degli organizzatori, che ringrazio)

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