Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

(Riccardo Moneta)
Oggi vi dovete accontentare di una simpatica “spigolatura”. Ciò di cui scrivo è successo realmente e non è un aneddoto misterioso. Cose simili ogni tanto accadono nella pratica dei tornei e magari è capitato anche a qualcuno dei nostri lettori.

Voi quante volte avete sentito dire “acconcio” dal vostro avversario una frazione di secondo prima (o dopo??) che lasciasse su una casa il pezzo preso in mano?

Un caso tra i più noti, o meglio notissimo, è stato quello della partita Matulovic-Bilek all’interzonale di Sousse del 1967, quando Matulovic (nella foto più avanti) ritirò una mossa perdente dichiarando “j’adoube” (acconcio) e l’arbitro confermò la mossa nonostante i reclami di Bilek: da quel momento il giocatore jugoslavo venne simpaticamente soprannominato J’adoubovic. Secondo alcune fonti Matulovic dopo la mossa sbagliata avrebbe addirittura già premuto l’orologio!

Come dite? Ah, ci avete provato anche voi a fare il J’adoubovic? E vabbeh, è una reazione istintiva ed umana, qualche psicologo la definì perfino “talvolta inconsapevole”, io vi posso capire e (ma solo perché non sono un arbitro …) giustificare. Le norme però sono sufficientemente chiare e semmai vi consiglio ogni tanto di andare a rileggere il testo del regolamento FIDE, all’articolo n.4: “l’esecuzione della mossa”, uno stralcio del quale riportiamo qui a margine (1).

il G.M. Milan Matulovic, 1935-2013

Sta di fatto che oggi si è un po’ più inflessibili che nel passato, quando regole non scritte di cavalleria consentivano talora al giocatore distratto (o più furbo) di cavarsela. Ma non sempre era così. Non lo fu a Vienna nel 1912 durante una partita fra due giocatori che non mi pare abbiano lasciato altra traccia nella storia del nostro gioco: L.Klein e Hold.

Ecco la posizione, il tratto è al Bianco:

Klein-Hold, Vienna 1912

Il conduttore dei pezzi bianchi prese in mano il suo “Af6” e lo pose in “d8”: 1. Ad8. Quasi contemporaneamente si accorse che stava lasciando indifeso il pedone “e5”, attaccato dalla stessa Torre nera che lui intendeva attaccare.

Pardon”, bisbigliò herr Klein, disponendosi ottimisticamente a ritirare la mossa. Trovò tuttavia un inaspettato osso duro nell’ingegner Hold. Costui, rigidissimo, non ci pensò un secondo a dire ad alta voce: “Eh, no! Mi dispiace: pezzo toccato, pezzo giocato!”, e appena un altro secondo dopo afferrò la sua Torre catturando quel pedone così inopinatamente rimasto incustodito: 1… Txe5??

Trappolone o fatalità? Mah? Comunque è evidente come la fretta sia in certe circostanze una pessima consigliera.

Klein giocò 2.d4 e (giusta punizione?) la Torre nera restò intrappolata. Hold decise di abbandonare immediatamente: 1-0.

La bellezza della posizione finale sta nella particolarissima circostanza che questa Torre in trappola ha tutte le 14 case della sua “croce” libere, e tutte e 14 (!) sono controllate da pezzi e pedoni avversari!

Un tempo qualcuno mi disse che questo della torre intrappolata nella sua croce era un tema caro ai problemisti ed era chiamato, se non sbaglio, “Grab”. Da verificare.

Potremmo sfuggire, ahimè, a tanto tormento, se, rimembrando le errate mosse, rigiocar potessimo” (Johann Wolfgang von Goethe)


Nota (1)

Articolo 4: L’esecuzione della mossa

4.1 Ogni mossa deve essere giocata con una sola mano.

4.2 Acconcio dei pezzi od altro contatto fisico con un pezzo:

4.2.1 IIl/la solo/a giocatore/trice avente il tratto può aggiustare uno o più pezzi nelle loro case, a condizione che abbia precedentemente espresso la propria intenzione (per esempio dicendo ‘j’adoube’ o ‘acconcio’).

4.2.2 Ogni altro contatto fisico con un pezzo, tranne i contatti chiaramente accidentali, sarà considerato intenzionale.

4.3 Eccetto per quanto previsto nell’Articolo 4.2.1, se il/la giocatore/trice avente il tratto tocca sulla scacchiera, con l’intenzione di muovere o catturare::

4.3.1 uno o più dei propri pezzi, deve muovere il primo pezzo toccato che possa essere mosso;

4.3.2 uno o più pezzi avversari, deve catturare il primo pezzo toccato che possa essere catturato;

4.3.3 un pezzo o più pezzi di ciascun colore, deve catturare il primo pezzo avversario toccato con il proprio primo pezzo toccato oppure, qualora ciò sia illegale, muovere o catturare il primo pezzo toccato che possa essere mosso o catturato. Qualora non sia chiaro se sia stato toccato per primo il pezzo del giocatore o quello dell’avversario, si considererà che il pezzo del giocatore sia stato toccato prima di quello avversario.

4.4 Se un/a giocatore/trice, avendo il tratto:

4.4.1 tocca il Re e una Torre, deve arroccare da quel lato, sempre che ciò sia legale;

4.4.2 occa deliberatamente una Torre e quindi il proprio Re, non gli è consentito arroccare da quel lato in quella mossa, e la situazione è regolata dall’Articolo 4.3.1;

4.4.3 volendo arroccare, tocca il Re e quindi una Torre, ma l’arrocco da quel lato è illegale, il/la giocatore/trice deve fare un’altra mossa legale con il proprio Re (il che può includere l’arrocco con l’altra Torre). Se il Re non ha mosse legali, il/la giocatore/trice è libero di eseguire una qualsiasi mossa legale;

4.4.4 promuove un pedone, la scelta del pezzo è compiuta quando il pezzo ha toccato la casa di promozione.

4.5 Se nessuno dei pezzi toccati secondo gli Articoli 4.3 o 4.4 può essere mosso o catturato, il/la giocatore/trice può fare una qualsiasi mossa legale.

Parecchie persone, ai nostri tempi, purtroppo non lo sanno o fanno finta di non saperlo, ma è sempre molto meglio studiare che non studiare, sapere che non sapere (e sarebbe indispensabile farlo prima di accingersi a qualunque seria attività, e non durante o dopo), perché, come saggiamente recita un proverbio russo: “studiare è luce, non studiare è oscurità”.

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2 pensieri su “Trappola per caso

  1. Articolo bellissimo, molto interessante volevo condividerlo con amici scacchisti, ma non ci sono riuscita

    1. Ti ringraziamo per i complimenti, carissima Rosamary. Per la condivisione è semplicissimo, sia da PC sia da cellulare, non c’è nessuno che ti può aiutare?

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