Tal insegnava ad attaccare e a vincere
(Riccardo Moneta)
Mikhail Tal ci ha insegnato anche qualcos’altro: ci ha insegnato a vivere gli scacchi con spregiudicatezza e con gioia, con ironia e con buon umore, anche nelle circostanze meno favorevoli e più difficili. E’ stato di gran lunga, fra tutti i campioni sovietici, il più esuberante, estroverso e (non soltanto sulla scacchiera) divertente.
Tal, che era nato il 9 novembre del 1936 a Riga (Lettonia), combatté a lungo con un avversario implacabile: la malattia; eppure seppe sempre restare ottimista e positivo, fino agli ultimi mesi. Tra gli aneddoti su di lui c’è questo, che lui stesso raccontava. “Si era in ospedale, e giocai 4 partite in simultanea, bendato, contro 4 pazienti. Vinsi due partite e pareggiai la terza” “E la quarta?” – gli chiesero. “Nella quarta avevo una posizione inferiore, ma il mio avversario fu costretto all’abbandono: dovevano urgentemente portarlo in sala operatoria!” Grandioso!
Passiamo alla cronaca. Uno dei tornei interzonali più incerti e drammatici della storia degli scacchi fu quello di Subotica, città della Serbia del nord ad appena 10 km dal confine con l’Ungheria. Si era nel giugno-luglio del 1987. Ci si attendeva una lotta equilibratissima fra i rappresentanti di tre nazioni: URSS, Inghilterra e Ungheria. E così fu, anche se due dei tre sovietici, Chernin e l’ex campione mondiale Smyslov, persero presto la scia dei migliori e arrancarono fino alla fine nel centro-classifica.
La classifica finale risultò questa:
Sax (HUN), Short e Speelman (ENG) 10,5
Tal (URSS) e Ribli (HUN) 10
Determinanti furono le due sconfitte subite da Ribli con entrambi i rappresentanti inglesi. Zoltan Ribli era così infuriato a fine torneo che rifiutò di giocare una partita di spareggio con Tal per decidere la ‘prima riserva’ nel Torneo dei Candidati (tre erano gli ammessi). Altrettanto decisiva fu la vittoria di Gyula Sax contro Nigel Short, così come l’inopinata sconfitta di Tal contro il penultimo arrivato, l’indiano Prasad. Nessuno terminò imbattuto. Speelman perse la sua unica partita proprio con Tal, dal quale, ormai cinquantunenne, non ci si poteva forse attendere una qualificazione ma delle bellissime partite certamente sì.
E così fu. Tal, il “più grande attaccante della storia degli scacchi”, anche a Subotica lasciò il segno indelebile della sua grandissima classe. Vediamo, appunto, come riuscì a piegare il capelluto londinese Jonathan Speelman:
Tal – Speelman
Subotica (YUG), 24.06.1987
Qualcuno (mia madre) diceva che da giovane io giocavo mosse da G.M… E’ vero: mosse come questa 28… e5?? del buon Grande Maestro Speelman mi erano piuttosto consuete!!
Viva l’autoironia!