Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Sofonisba Anguissola

(Adolivio Capece)
Nata nella nobile famiglia piacentina degli Anguissola, Sofonisba fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea e rappresentò la pittura italiana rinascimentale al femminile.
Nacque a Cremona probabilmente nel 1528 ma forse nel 1532; era la prima dei sette figli (uno solo maschio, l’ultimo) di Amilcare Anguissola e di Bianca Ponzoni, entrambi di famiglia nobiliare.

Imparò a giocare a scacchi da bambina, come poi anche tutte le sorelle e il fratello, poiché il padre riteneva la conoscenza del gioco fondamentale per l’educazione.
Sofonisba partecipò come figura di spicco alla vita artistica delle corti italiane, data anche la sua competenza letteraria e musicale, ed ebbe una fitta corrispondenza con i più famosi artisti del suo tempo.

Allieva di Bernardino Campi e influenzata da Tiziano e Correggio, come pittrice fu citata anche nelle “Vite” di Giorgio Vasari grazie a Michelangelo Buonarroti che aveva affermato che la giovane fanciulla ‘aveva talento’.
Fu il padre di Sofonisba a scrivere a Michelangelo e a mandargli i disegni della figlia allora poco più che ventenne.
Fra quei disegni c’era anche un Fanciullo morso da un granchio, nel quale la giovanissima artista cremonese aveva colto l’espressione del dolore infantile con un’invenzione che piacque molto al grande artista fiorentino.
Quella smorfia di dolore la si ritroverà poi nel “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio.

Uno dei quadri più rappresentativi di Sofonisba è “Partita a scacchi” dipinto nel 1555. Questo:

Raffigura le sorelle della pittrice, Lucia (a sinistra), Minerva (a destra) e Europa (che guarda), mentre giocano, sotto l’occhio vigile di una fantesca.
Il quadro fu firmato e datato dalla pittrice stessa: “Sophonisba Angussola virgo Amilcaris filia ex vera effigie tres suas sorores et ancilam pinxit – MDLV.”
Sofonisba scelse il soggetto scacchi perché, come detto, sia lei sia le sorelle giocavano, inoltre all’epoca il gioco era diffusissimo e anzi era considerato un esercizio intellettuale eccellente per le donne, mentre erano loro vietati i giochi di carte e i dadi.
Gli scacchisti hanno ricostruito la posizione: Lucia con la Regina (nella mano destra) ha catturato un pezzo nero (nella mano sinistra) e ha dato scacco matto a Minerva.
Va notato però che la scacchiera è posta in modo errato, cioè con la casa in basso a destra del giocatore nera e non bianca. Un errore, sebbene all’epoca la posizione della scacchiera non fosse ancora stata definitivamente codificata, errore che troviamo anche in altri quadri del Cinquecento, per esempio in quello di Hans Muhlich del 1552 che raffigura il Duca Alberto V e la consorte che giocano a scacchi, o in “Due gentiluomini che giocano a scacchi” di Paris Bordon. In realtà l’errore è arrivato fino ai giorni nostri: si pensi a “Giocatori di scacchi” di Massimo Campigli del 1921.

Nel 1559 Sofonisba fu scelta da Filippo II di Spagna come dama di corte della regina Elisabetta, forse anche proprio perché giocava a scacchi.
E infatti a corte ebbe occasione di mettere in mostra le sue doti di scacchista, dato che il Nobil Giuoco era molto apprezzato e praticato.
Ricordiamo che Filippo II (1527-1598) era succeduto al padre Carlo V sul trono spagnolo nel 1556; è noto per la pace di Cateau-Cambrésis (1559), la vittoria sui Turchi a Lepanto (1571) e la creazione della “Invencible Armada“.

Antonio Moro, “Ritratto di Filippo II” (1557, museo del Prado)

Alla corte di Filippo II non solo gli scacchi erano molto diffusi, ma il re stesso era grande appassionato e anche un buon giocatore: e sicuramente giocò spesso con la Anguissola.
E a corte Sofonisba conobbe anche il celebre Ruy Lopez, cui Filippo II assegnò un vitalizio con la motivazione di “miglior giocatore di scacchi del Cinquecento”.
Sofonisba fu la ritrattista della famiglia reale e dei personaggi più importanti della corte e dopo la morte nel 1568 della regina, sua protettrice, si prese cura delle sue due figlie.

Nel 1573 Sofonisba lasciò la corte di Madrid poiché sposò il nobile siciliano Fabrizio Moncada e si trasferì in Sicilia: così, purtroppo, si perse la celeberrima sfida scacchistica di due anni dopo tra Ruy Lopez e il nostro Leonardo da Cutro, considerati nell’ordine i primi due campioni del mondo (ufficiosi) di scacchi. La sfida, vinta da Leonardo, fu immortalata molti anni dopo da un celebre dipinto di Luigi Mussini.

Nel 1578 Moncada fu ucciso dai pirati: rimasta vedova, Sofonisba lasciò l’isola, ma un anno dopo si sposò in seconde nozze con il nobile genovese Orazio Lomellini a Pisa.
Nel 1615 tornò a Palermo, dove Orazio aveva diversi interessi.
In tutti questi anni Sofonisba aveva continuato a dipingere raggiungendo grande successo, tanto che il celebre Antoon van Dyck espresse grandissima ammirazione per la sua arte.
Nella Galleria di Brera a Milano è conservata una sua ‘Pietà’.
Sofonisba morì a Palermo il 16 novembre 1625; fu sepolta nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi, dove ancor oggi si trova la lapide del sacello nella navata destra.


P.S.: nell’immagine sotto il titolo: “Autoritratto di Sofonisba Anguissola”, proprietà del museo Lancut di Polonia.

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