Bobby Fischer e le 60 partite da ricordare. Meno una.
(Riccardo Moneta)
Non so quanti di voi lettori ricordano il match mondiale del 1972 e ricordano (e magari ancora posseggono) l’affascinante volume dello stesso Fischer dal titolo “60 partite da ricordare di Bobby Fischer” che, uscito negli USA nel 1969, ebbe il culmine del suo successo proprio nel 1972, al punto che in Italia andarono presto esaurite tutte le copie delle tre edizioni che videro la luce, grazie alla Ugo Mursia ed., fra luglio e settembre di quell’anno. Io ho la terza.
Scriveva Bobby nella prefazione che “… tutte le 60 partite qui proposte contengono, secondo me, qualche cosa di memorabile e di eccitante … persino le mie tre sconfitte”.
Eppure una di quelle tre sconfitte mi parve subito incredibile, memorabile sì, ma solo grazie a due sviste inconcepibili, la prima di Tal e la seconda di un Fischer appena sedicenne che non avrebbe approfittato di una svistaccia del Nero per ribaltare l’esito della partita e venne così infilzato dal più esperto (21 anni) sovietico di Lettonia.
Curiosamente, però, né nelle note di Fischer né nel commento iniziale del GM Larry Evans c’erano accenni al fattaccio, in quanto Evans si limitava a scrivere genericamente che “un attento lettore scoprirà nelle note di Fischer una chiara eco della forte emozione che lo attanagliava durante questa drammatica partita. Fischer si lascia sfuggire la vittoria, in apertura, e in seguito molte occasioni di pattare, dimostrando drammaticamente come una posizione sempre superiore possa diventare di colpo persa, a causa di piccoli errori di valutazione apparentemente insignificanti”.
Guardate alla pagina 112, se ritroverete il citato libro sui vostri scaffali, e ricostruite la partita fino al tratto numero 50.Rc4-b4 di Fischer.
Questa è la posizione:
Fischer-Tal, Belgrado 1959, Torneo dei Candidati
Qui nel volume leggiamo che seguì 50… Aa1??
Ma come è stato possibile pensare a 50… Aa1?? Adesso Fischer avrebbe potuto giocare l’evidentissima 51. Tc8+, vincendo.
Ed invece il ragazzo americano optò per 51.a4?? b2 e fu 0-1.
Non so se qualcuno chiese lumi, dopo aver letto il libro, a Fischer stesso o a Tal o a Evans su tale ignominiosa conclusione. Io ritenni che Fischer non potesse aver deciso di pubblicare una partita conclusasi così goffamente. Pensai ad un errore di stampa della mia edizione e m’informai all’epoca. Ma parve che tutte le edizioni, anche straniere, perfino quella russa, riportassero la medesima conclusione.
Solo parecchi anni dopo mostrai casualmente quella pagina ad Enrico Paoli. Anche lui mi confermò che si era accorto di quella stranezza e suggerì che doveva essersi trattato, appunto, di un errore del primo stampatore, seguito da tutti i successivi, senza che nessuno si fosse mai sognato d’intervenire per ripristinare l’andamento esatto di quelle ultime misteriose mosse della partita.

Nella posizione del diagramma, dopo il tratto del Bianco 50.Rb4, il nero a parere di Paoli avrebbe giocato in realtà 50… Rc7 e, dopo lo spostamento della Torre bianca su qualunque casa, allora sì che sarebbe seguito 51… Aa1 52.a4 b2! con abbandono da parte del campione americano, visto che 53.Rxc3 sarebbe stata controbattuta dal “micidiale“ (come scrive Bobby) scacco di scoperta b1=D+!
Oggi, grazie ad internet ed agli immensi archivi elettronici di cui disponiamo, simili errori di stampa vengono immediatamente intercettati, mentre all’epoca si dovevano inseguire i protagonisti o gli organizzatori del torneo, o andare a consultare i formulari, per avere i dovuti chiarimenti in casi dubbi come questo che vi abbiamo presentato. E così oggi non si può più sbagliare.
E quella famigerata partita tra Fischer e Tal oggi potrete trovarla correttamente riportata ovunque, pure (e soprattutto) in “I Luoghi degli Scacchi” (vol.2, pg 65) di Claudio Sericano/R.Moneta, ed. Youcanprint 2015. Non ditemi che non avete questo nostro imperdibile lavoro nella vostra libreria! In quel volume a Claudio piacque riportare un altro singolare episodio relativo alla stessa partita, così come era stato narrato dai maestri sovietici Vasiliev e Krogijus:
“Mikhail passeggiava in sala mentre il tratto era a Bobby, che poteva, muovendo 22.Tae1, metterlo in seria difficoltà. Con la coda dell’occhio Tal osservò che l’altro scriveva la mossa ponendo poi il formulario in bella vista quasi dalla parte dell’avversario, evidentemente cercando di far notare la “Tae1”. Tal sbirciò e vide che la mossa era proprio quella che lo preoccupava. Ma continuò a passeggiare impassibile. Fischer rimase vittima della sua stessa trappola, ritenne sbagliato il piano originario e mosse un altro pezzo”.
Nella sua autobiografia “The Life and games of Michail Tal“, il campione lèttone aggiunge altri particolari su quello che successe durante la partita.
Nella posizione del diagramma, Fischer scrisse sul formulario la mossa 22.Tae1, senza dubbio la più forte, non come al suo solito in notazione descrittiva, ma in quella algebrica, simile a quella russa! Quindi spinse il formulario in maniera abbastanza evidente verso di me. “Si aspetta una conferma” pensai, ma… come reagire? Non era il caso di farsi vedere infastidito e se avessi sorriso avrebbe potuto pensare a un qualche “trucco”, quindi feci la cosa più naturale. Mi alzai con calma e cominciai a passeggiare su e giù per il palco. Incrocia Petrosian, scambia con lui qualche battuta scherzosa e mi rispose con lo stesso tono. Il 15enne Fischer, che era ancora essenzialmente un ragazzino cresciuto, rimase seduto con un’espressione confusa sul volto, guardando inizialmente alla prima fila degli spettatori, dove sedeva il suo secondo, poi me. (…) Quando più tardi chiesi a Fischer perché non avesse giocato 22. Tae1, mi rispose: “Be’, ti eri messo a ridere quando l’avevo scritta sul formulario!”
E poi veniteci a dire che la psicologia non c’entra niente con l’andamento e i risultati delle partite di scacchi!
Così concludeva Claudio: “A fine partita l’americano si mise poi d’impegno a dimostrare che la “22.Tae1” non era buona, e che, se aveva perso, la colpa era più che altro da attribuire alla “… folla presente che schiamazzava e fischiava”.
Senza dubbio Bobby dev’essere stato per un bel po’ tormentato dal dubbio di quella non giocata “Tae1”, tanto che nel libro confessò: “mi sembra di aver analizzato questa posizione per secoli ….”.
E, a proposito di folla schiamazzante, Fischer scriveva ancora: “… più tardi m’informarono che in sala vi erano molti appassionati di calcio; forse qualche partita era stata rinviata e di conseguenza quel giorno a Belgrado gli scacchi erano la principale attrazione”.
A questo punto, se non la conoscete o non ve la ricordate, sarete probabilmente incuriositi da una partita così discussa. Potete guardarla subito qui con noi:
Mikhail Tal vinse quel Torneo dei Candidati del 1959, con 20 punti su 28, precedendo i connazionali Paul Keres (18,5), Tigran Petrosjan (15,5) e Vassilj Smyslov (15). Un buon 5° posto fu appannaggio del giovanissimo Fischer, il quale per lungo tempo non avrebbe dimenticato la durissima lezione (0 a 4) che gli impartì il campione di Riga quell’anno in terra slava.
Fischer si sarebbe preso la rivincita su Tal (e su Petrosjan) a Bled, ancora in Yugoslavia, due anni dopo, nel 1961, nel grande torneo che concluse imbattuto con p. 13,5 su 19, ma ancora una volta quel diavolo di Tal, vincendo tre partite più di lui, seppe staccarlo di un punto intero (14,5/19) e aggiudicarsi così, certo meritatamente, il suo ennesimo importante trofeo.