Chess Tweet: Il compenso per la Donna
Kateryna Lagno, Gibilterra 2017 (Sophie Triay)
(Antonio Monteleone)
Naturalmente qui stiamo parlando di Scacchi! E sì, occhio perché, quando noi scacchisti parliamo di Donne e magari siamo ascoltati da chi scacchista non è, potremmo essere equivocati.
Quante volte vi è capitato di dire: “E qui ho proposto il cambio delle Donne”, “La mia Donna è più attiva della tua”, fino ad arrivare alla oramai leggendaria esclamazione fatta da uno scacchista, in un ristorante, che commentava ad alta voce una sua partita dove con un Cavallo avrebbe dato Scacco Matto all’avversario che esplicitò con le parole: “E in quel momento avrei preferito avere un Cavallo piuttosto che la Donna!”, con lo sgomento dei commensali del ristorante che furono sorpresi da cotanta verve e da quelle preferenze decisamente bizzarre appena espresse! Un fatto che oramai viene tramandato di padre in figlio e di cui ci s’interroga se sia realmente avvenuto!
E sì, perché capire alcune situazioni che coinvolgono le Donne, sia negli Scacchi che, questa volta sì, nella vita, è sempre stato un argomento spinoso per tutti, scacchisti e no.
Rientrando nei ranghi, la Donna negli Scacchi è indubbiamente il pezzo più potente (e qui potrei espormi di nuovo nel dire ancora “anche nella vita di tutti i giorni”, ma chiudo subito la parentesi per non scatenare un polverone), ed è il pezzo che ci guida nelle nostre scelte nel mediogioco, perché vorremmo sempre averla con noi per le mire di dare Scacco Matto al Re avversario, per il quale è sempre un grande, e spesso decisivo, supporto.
È per questo che c’è una sorta di resistenza atavica a cambiarla e, a maggior ragione, se detto cambio ne implicasse la cessione per pezzi minori, anche quando questo potrebbe essere vantaggioso. Poi, però, se ciò viene proposto da grandi nomi dello scacchismo internazionale, allora anche noi potremmo cambiare idea e prendere in considerazione la cosa.
Questo è quanto mi successe dopo aver letto il libro dedicato alla Difesa Grünfeld di Botvinnik e Estrin dove, nel Sistema Russo in cui il Nero opta per la Variante Ungherese, c’è una continuazione di forte squilibrio di materiale con la possibilità per il Bianco, concessa invero dal Nero, di entrare in una posizione dove per la sua Donna e un pedone ottiene in cambio tre pezzi leggeri, cosa giudicata in questo libro per lui vantaggiosa: ma è veramente così?
E per anni sono rimasto convinto di questo assunto, senza mai dover confrontarmi con questa idea, avendo io giocato sempre la Variante Russa contro la Difesa Grünfeld e non avendo mai trovato nessuno pronto a giocarmi detta sequenza. Sono convinto altresì che, se mai l’avessi dovuta affrontare, avrei avuto delle serie difficoltà nel trovare la giusta via di operare, perché in questo tipo di posizioni basta poco per farsi sfuggire il vantaggio, o presunto tale, e ritrovarsi inspiegabilmente a malpartito.
Penso sia per questo che, nonostante l’aleggiare di un sempre assunto vantaggio del Bianco, gli avversari a volte sfidano la sorte entrando in questo tipo di posizioni, pronti a sfruttare la minima incertezza dell’altro.

Partita decisamente interessante, soprattutto con il “Vademecum” di Sokolov che andrebbe studiato con attenzione e ricordato.
Trovo molto difficile, ad esempio, resistere alla tentazione del ripristino dei valori in campo con il guadagno della qualità, come suggerito da Sokolov e dimostrato dalla pratica, ma qui sta la forza di gioco e di capire le posizioni del giocatore di livello superiore.
Di sicuro, lo squilibrio delle posizioni derivante da un cambio della Donna per pezzi leggeri e Torri è il più difficile e, per contro, il più elettrizzante che si possa avere in partita, con esiti difficili da calcolare soprattutto per il gran numero di possibilità che si possono sviluppare mossa dopo mossa.
E a voi è mai capitato di cedere la Donna, volontariamente o forzatamente, per qualche pezzo avversario? Di esempi famosi e meno famosi, molto belli e drammatici ce ne sono tanti e chissà che non capiti l’occasione di parlarne ancora.
To be continued.