Miniatura, il naufragio in apertura
(Topatsius)
E’ difficile vederne oggi di aperture disastrose, perché (quasi) tutti i giocatori di torneo ricordano a memoria migliaia di varianti che sfociano nella parità anche dopo 20, 22 o 24 mosse. Non era così negli anni ’50, quando non era rarissimo veder ancora terminare partite in una quindicina di mosse, partite che una volta venivano definite “miniature”.
La parola ’miniatura’ proviene dal verbo latino “miniare”, che a sua volta deriva da “minius”, il pigmento che si estrae dal cinabro, un minerale dal color rosso intenso. E col cosiddetto “circoletto rosso” venivano infatti evidenziati i disastrosi errori che ponevano fine ad una partita prim’ancora che uno dei due contendenti se ne fosse reso compiutamente conto.
Vediamone un paio, di queste ‘miniature’.
Kunin – Oksengojt
Mosca, 1958
Seconda partita.
Khasin – Lilienthal
Mosca, 1955
Del vincitore di quest’ultima partita, Abram Khasin, vi ha già parlato Mario Spadaro qui sul Blog in questo post: “Abram Khasin il longevo“