I Finali questi sconosciuti: quelli interminabili di oltre cento mosse
(Antonio Monteleone)
Si sa, quando arriviamo al Finale crediamo che la partita stia lì lì per finire. E invece spesso è il momento in cui la partita vive quello che si può definire “un nuovo inizio”, con un percorso irto di ostacoli da mettere a dura prova la resistenza fisica dei due contendenti.
Quello che andremo a vedere è un interessante e lunghissimo Finale che al suo inizio sembra avere un esito scontato, ma che nel suo proseguito dimostra di avere in serbo tante di quelle sottigliezze che, a prima vista, non sono ben visibili ma che si possono intuire con una più attenta analisi e una capacità di comprensione superiore.
Diciamo che Abdusattorov le ha provate tutte, dimostrando di come una posizione apparentemente persa nasconda sempre delle risorse difensive tali da porre sempre dei problemi all’avversario.
Per contro, Yakubboyev ha giocato le sue carte entrando in un Finale sostanzialmente pari ma con pratiche chance di vittoria. Torre e Alfiere contro Torre non è infrequente da vedere sulle Scacchiere, e di sicuro la parte in vantaggio non ha nulla da perdere nel giocarlo, soprattutto con le attuali cadenze di gioco, mentre il Nero deve far attenzione ad ogni mossa, entrando in una sorta di campo minato con il pericolo sempre dietro l’angolo.
Ma i vari libri sui Finali danno qualche traccia al difendente, identificando due piani difensivi quali “la Difesa Cochrane” e “la Difesa della seconda Traversa“, più delle posizioni di base di vittoria e di patta con Studi di Philidor del 1749 e Lolli del 1763!
Ne avete mai sentito parlare di questi metodi difensivi o avete mai riportato sulla Scacchiera questi Studi? Il fatto è che più si entra nel dettaglio e più ci si rende conto di quanto sia vasto il nostro mondo e di quanto tempo ci vorrebbe non solo per studiare e apprendere il tutto, ma anche per cercare di capire di cosa semplicemente si stia parlando! Chissà, in un prossimo post…
E se un assoluto genio come Abdusattorov può perdersi in queste complicazioni, non possiamo che prenderne atto e, senza arrabbiarci ma accettando quanto la Scacchiera ci rimanda, perderci anche noi e lasciarci andare nel turbinio dei nostri pensieri e delle nostre analisi, seguendo i versi del Grande Poeta Malinconico: “… e il naufragar m’è dolce in questo mare.“!