Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Un ricordo di Mario Monticelli

Mario Monticelli (foto dal sito ajedrez365[dot]com)

(Massimo Cecchini)
Primo scacchista italiano che riuscì a trionfare in un torneo internazionale all’estero (Budapest 1926), precedendo celebri giocatori come Rubinstein, Kmoch, Colle, Reti, Tartakower e Yates: basterebbe questo per ricordare Mario Monticelli. Nato a Venezia il 16 marzo 1902, morì a Milano il 30 giugno 1995, esattamente 30 anni fa.

Il successo al forte torneo ungherese valse a Monticelli il rispetto e la considerazione dei più forti professionisti stranieri dell’epoca. Da allora la sua presenza ai vertici dello scacchismo nazionale fu costante: si laureò campione italiano per tre volte (1929, 1934 e 1939), fece parte della rappresentativa italiana a varie edizioni del Torneo delle Nazioni per l’assegnazione della coppa Hamilton-Russell, anticipatore delle odierne olimpiadi scacchistiche, ottenendo sempre buoni punteggi individuali.

Budapest, 1926 – Monticelli è il quinto seduto da sinistra

Riuscì a primeggiare in altri tornei nazionali, come al torneo magistrale di Bologna 1925 e al memorial Crespi di Milano 1938, oltre a vari tornei minori. Incrociò le armi contro campioni del mondo ed ex: nel 1929 incontrò Capablanca, prima a Budapest, dove riuscì a pareggiare un bel finale di Torre, Alfieri e pedoni per parte e poi, a distanza di pochi giorni, a Barcellona, dove invece perse; nel gennaio 1930, al primo turno del forte torneo internazionale di Sanremo, affrontò il campione del mondo Alekhine, che era in forma strepitosa; infine, nel 1948, al termine della sua carriera, venne sconfitto nella sua città natale da un altro famoso giocatore non professionista, ma che divenne campione del mondo, il matematico olandese Max Euwe.

Giocò piuttosto poco, risultando così sempre un po’ fuori allenamento, non essendo un professionista del gioco, ma un giornalista, prima al Gazzettino di Venezia e poi al Corriere della Sera di Milano. Forse per questo i suoi risultati internazionali nei tornei degli anni Trenta furono nettamente inferiori all’exploit ottenuto a Budapest, eppure la sua classe risalta tuttora in singole splendide partite. Come giornalista si fece apprezzare anche per la sua capacità nel raccontare i principali avvenimenti scacchistici.

Monticelli è ricordato anche per aver dato il suo nome ad una variante d’apertura, una linea minore della difesa Bogo-Indiana, nota oggi come Monticelli trap.

Non si sa se questa linea sia stata preparata a casa o trovata sulla scacchiera – le notizie su di lui sono scarse, essendo Mario molto riservato – fatto sta che, sulla scorta delle sue partite oggi note, che si possono seguire sui vari siti scacchistici, riuscì ad usarla solo una volta, proprio al torneo internazionale di Budapest 1926, contro Ladislav Prokes, un maestro cecoslovacco.

Era il 7 luglio ed era in programma il 10° turno del torneo nella capitale magiara.

Mario Monticelli – Ladislav Prokes
Budapest, 07/07/1926 (10^ turno)
Ovest Indiana (E16)

La partita, dopo le mosse iniziali


In questa trappola caddero molti famosi e forti giocatori (Korchnoi, Seirawan, Nisipeanu); capitò anche a Capablanca contro Euwe nel 1931, in due partite giocate ad Amsterdam durante il loro match per rafforzare le loro pretese di un incontro contro Alekhine, valevole per il titolo mondiale. Capablanca mostrò che questo tranello si può confutare se il Nero gioca con attenzione. Il piano di Capablanca si basa sulla possibilità della Donna e del Cavallo neri di distruggere la sicurezza del Re bianco con le spinte di uno o più pedoni centrali. Nel mediogioco il più piccolo errore del Nero o una lieve imprecisione può condurre il Bianco alla vittoria.

Max Euwe – José Raul Capablanca
Amsterdam, 08/07/1931 (8^ del match)
Ovest Indiana (E16)


Max Euwe – José Raul Capablanca
Amsterdam, 10/07/1931 (10^ del match)
Ovest Indiana (E16)


Monticelli e Rosselli (L’echiquier maggio 1929, foto via E.Winter, CN 7360)

Brillante e schivo allo stesso tempo, Mario Monticelli ha lasciato una traccia indelebile nella storia dello scacchismo italiano.


Massimo Cecchini è nato a Vigevano (PV) nel 1966. Dopo il conseguimento della laurea magistrale in Economia, ha ripreso a cimentarsi nei tornei e al termine del 2008 ha conseguito la 1^ categoria nazionale. Istruttore FSI dal 2006, ha insegnato e insegna il gioco alle giovani generazioni. Da sempre appassionato della storia di questo gioco.

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