Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Regole enigmatiche del gioco degli scacchi

(Riccardo Moneta)
Oggi si parla tanto di Freestyle. E’ senz’altro un bene, in ogni campo, che si cerchino strade nuove, ma è quasi una beffa per me che ho imparato relativamente da pochi anni le regole ufficiali e tradizionali del gioco degli scacchi.

(Lawrence Alma-Tadema, Giocatori egiziani di scacchi, 1865, collezione privata)

Non meravigliatevi troppo. Il punto è che, quando ero bambino, mio nonno mi regalò una scacchierina da viaggio in plastica, pieghevole, che vide in bella mostra in una tabaccheria di Milano. Una mezza “monnezza”, come diciamo qui a Roma. Ma contava il gesto ed io ho ugualmente perdonato nonno Gaetano, il quale neppure amava molto gli scacchi perché li considerava “un gioco di guerra” mentre lui sosteneva di essere un lontano parente e ammiratore di Ernesto Teodoro Moneta, che fu premio Nobel per la pace (unico italiano nella storia!) nel 1907.

Ebbene, io allora non sapevo nulla di scacchi, non avevo in famiglia chi me li potesse insegnare e pertanto potevo affidarmi esclusivamente al classico “foglietto di istruzioni” che era provvidenzialmente (ma non tanto) presente all’interno della piccola confezione. Non dimenticate che in quegli anni non c’era internet e neppure (per tutti) la TV, ma solo la radio, dove quasi gli unici sport trattati erano il ‘pallone’ di “Tutto il calcio minuto per minuto” di Roberto Bortoluzzi (ma solo a partire dal 1959) e il ciclismo con la radiocronaca dell’arrivo del “Giro d’Italia” e poi (dal 1962) con “Il processo alla tappa” di Sergio Zavoli.

Oggi ci sorrido. Se vi va di sorridere un minuto e mezzo con me, vi posso ricordare alcune precise parole contenute in quel curioso foglietto di istruzioni, che  ritrovai tanto tempo più tardi, durante un trasloco, fra le mie vecchie carte “milanesi”. E vi assicuro che non è affatto uno scherzo. Eccole, quelle curiose istruzioni:

La Regina può muoversi in tutte le direzioni, ma su una sola direzione per ogni mossa

E questa era sicuramente la regola più semplice da capire.

Il Cavallo va dove vuole (sic!), cioè salta dal nero al nero, dal nero al bianco o viceversa

Ecco perché quando un mio avversario un giorno mi giocò Cc3xd8, catturando la mia Donna nera, non ebbi nulla a che ridire, visto che il Cavallo va dove decide lui ….

Solo il Cavallo può saltare, quando incontra davanti una pedina dell’avversario; ma il giocatore, se gli conviene, può anche rinunciare di batterla e quindi di non muovere il Cavallo

Dubbi seri, quasi amletici, qui potrebbero sorgere.

Non si può stare con due pedine dello stesso colore sul medesimo quadrato. Infatti non si può battere una pedina del proprio colore

Ma allora se sono pedine di colore opposto possono stare contemporaneamente sul medesimo quadrato? Mah!

“Nel caso in cui, per le perdite gravi di pedine da una parte e dall’altra, si rende impossibile lo Scacco Matto, la partita è rimandata”

Rimandata? Ecco il motivo per cui io non pattavo mai, anche quando giocavo contro me stesso, …. e avevo decine di partite “rimandate” e impossibili da vincere sia per il Bianco sia per il Nero.

checkmate-1926(1) MAGRITTE
René Magritte, Scacco matto, 1926

Finalmente un giorno, purtroppo parecchi anni dopo, sfogliai “l’ABC degli scacchi” del generale Ugo Pasquinelli e tutto mi fu sufficientemente più chiaro. Era un po’ troppo tardi per sfidare Botvinnik o Tal ….. ma non abbastanza tardi per evitare di premere il grilletto del disegno di Magritte che vedete qui sopra! Non lo feci, ovviamente, altrimenti non avrei mai potuto raccontare questa storia, e sarebbe stato imperdonabile.

Adesso in ogni modo mi rendo conto perché da giovane sentivo diversi genitori affermare che “… gli scacchi sono un gioco troppo difficile per i miei figli“: evidentemente anche i loro nonni avevano regalato ai nipoti scacchierine con quelle istruzioni o con istruzioni parecchio simili …

E così, probabilmente anche per motivi banali come questo, con foglietti di istruzioni che sono in realtà “foglietti di distruzioni“, accadde che la grande storia scacchistica italiana, con i suoi Leonardo da Cutro, Gioacchino Greco, Pietro Carrera, Domenico Ponziani, Serafino Dubois eccetera … , trovò un ventesimo secolo piuttosto avaro di grandi maestri e di risultati. I compilatori di quelle strampalate istruzioni seppero fare tanti danni quasi quanti ne stanno facendo oggi certi altrettanto strampalati sostenitori dei dazi.

In conclusione, state sempre attenti sia a ciò che regalate sia a ciò che ricevete in regalo! E non fidatevi troppo delle istruzioni allegate.

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