Uno Scacchista

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I Finali questi sconosciuti: quelli semplicemente… difficili

Peter Svidler mostra la mossa vincente per Aronian nella Sinquefield Cup 2025 (Lennart Ootes)

(Antonio Monteleone)
Eh sì, da noi in redazione c’è qualcuno che ha la passione per le “Figure Retoriche” e in particolar modo per gli “Ossìmori”! Quella contraddizione in termini che a volte (o spesso?) ci accompagna nelle nostre azioni scacchistiche, facendoci compiere quegli errori che compromettono posizioni all’apparenza semplici da condurre in porto con un risultato positivo.

Questa volta vi proponiamo tre Finali, più o meno all’apparenza semplici che racchiudono però una certa dose di veleno da lasciare alla fine con l’amaro in bocca.

Lo spunto è tratto da Finali giocati in due tornei finiti di recente, di cui uno decisamente di alto livello, a dimostrazione che negli Scacchi niente è veramente semplice.



E sì, è proprio quella: la stessa corsa che abbiamo già visto in un altro Finale pubblicato il mese scorso. Sicuramente Chatalabashev deve aver letto il post e tutto per lui è stato più facile!

Alla fine, complimenti a Cecere per aver tenuto testa fino alla fine al più quotato avversario e peccato per lo scivolone finale. Il risultato è stato che Chatalbashev si è avviato a vincere il torneo in solitaria con un bel 8 su 9 e lui purtroppo si è prodotto in quello che in gergo viene definito “l’Arrocco Lungo”, perdendo altre due partite, ma vincendo l’ultima e totalizzando in ogni caso un buon 5 su 9.

Ma che questi Finali “semplici”, siano alla fine un percorso minato anche per i più forti, lo dimostrano questi due che andiamo a vedere tratti dallo stesso torneo e, quando il caso dice la combinazione, nello stesso turno.


GCT25 – Un momento della partita Gukesh-Aronian (Lennart Ootes)


La cosa divertente è che mentre i due giocatori stavano commentando la posizione finita la partita, dimostrando di non avere avuto la minima idea uno del pericolo scampato, l’altro dell’occasione fallita, si è avvicinata una persona (un organizzatore, un altro giocatore?) che ha fatto vedere a entrambi la mossa vincente del Nero.

Sia Gukesh che Aronian all’inizio cercano di capire a quale posizione si faccia riferimento, visto che sulla Scacchiera sono rimasti i due Re al Centro a ratificare l’avvenuto pareggio. E, soprattutto, la fissano con sguardo interrogativo non infastiditi, ma con attenzione stupita per capire l’esatta sequenza descritta: ma chi era questa persona che evidentemente conoscevano e della quale tenevano in considerazione quanto stava loro dicendo? Il commentatore non lo specifica (“… someone arrive…”), ma dal solo braccio che viene inquadrato e, soprattutto, dalla mano affusolata, potrei supporre che sia una donna, nella speranza di non prendere il classico abbaglio. (No, nessun abbaglio, Uberto mi ha appena comunicato che la persona in questione è la IM Irine Sukandar, quattro volte Campionessa Indonesiana e vincitrice di due Campionati Femminili Asiatici. Deve avere anche una bella personalità, vista l’attenzione con la quale i nostri due contendenti l’ascoltavano!)

GCT25 – Irine Sukandar mostra a Gukesh e Aronian la manovra vincente (Lennart Ootes)

Sta di fatto che, man mano che la spiegazione procede, i due fanno ben capire di non aver preso minimamente in considerazione quella mossa che, con il senso del poi, sembra ora essere giusta e semplice da vedere. Infine, la spiegazione di Irine chiarisce il seguito, fino a quando le facce dei due giocatori s’illuminano, dimostrando di aver capito e dalla bocca di Gukesh scappa un “Oh my God, oh my God” che la dice tutta sulla carica emotiva in lui ancora presente, smorzata alla fine dalla franca risata di entrambi i giocatori non appena firmati i formulari.

Ma adesso, anche se “a bocce ferme”, la domanda è: la mossa vincente era veramente difficile da vedere? Cosa ha impedito a Gukesh di prenderla in considerazione e, soprattutto, cosa ha spinto Aronian a mettere la Torre in una Casa dove sarà poi sotto attacco, perdendo di fatto un tempo decisivo? Una sorta di inspiegabile cecità di entrambi i giocatori, cosa rara a questi livelli. Domande alle quali, naturalmente, non c’è risposta e fa parte di quell’imponderabile che rende avvincente e imprevedibile il nostro fantastico gioco.

Il video è della, oramai, sempre presente ChessBase India, con il commento del simpatico IM Sagar Shah.

L’altro Finale, dello stesso torneo e dello stesso turno, è quello tra i tre il più semplicemente… complicato!


GCT25 – Abdusattorov e Firouzja in azione (Lennart Ootes)


Ma allora, questo finale è semplice o complicato? Diciamo che, visto il livello dei due contendenti, una analisi accurata sarebbe stata sufficiente a far desistere dall’effettuare la presa dell’Alfiere, a patto di tenere in considerazione le fantastiche evoluzioni del Cavallo che in questo caso è ottimale in attacco e, soprattutto in difesa. Ma allora, perché Firouzja l’ha giocata? Mossa giocata d’istinto velocemente senza tanti calcoli? Forse e forse anche complice l’eventuale ristrettezza di tempo che lo ha costretto ad agire velocemente prendendosi dei rischi, con l’effetto di un caso veramente raro di un suo errore di valutazione.

Cosa ne dite? Quante volte vi è capitato di giocare una posizione nella quale avete messo il pilota automatico e l’avversario vi ha sorpreso con una difesa inaspettata? O per contro, di pensare a una facile spartizione del punto e siete caduti in una botola che si è aperta improvvisamente con conseguenze nefaste?

Questo è il segreto irrisolto dei famosi Finali (e non solo) semplicemente difficili!

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