Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Stallo, non dimenticarlo!

(Riccardo Moneta)
L’indimenticato maestro Enrico Paoli paragonava una partita a scacchi ad un “castello di carte”. Basta un lieve soffio a far crollare tutto. Posizione vincente? Non rilassiamoci mai e non diamo scappatoie all’avversario, ché potremmo subire un grosso scherzo. Ciò può succedere specialmente in certe posizioni con determinate caratteristiche: pezzi pesanti ancora in campo, pedoni nemici bloccati.

[Larry Evans (a sinistra) durante il suo match del 1962 con William Lombardy]

Eccone un esempio. Posizione dopo la mossa 47.h4:

Evans - Reshevsky, 1964 dopo 47.h4
Evans – Reshevsky, New York 1964, dopo 47. h4

Il Nero doveva essere molto cauto, nonostante una figura di vantaggio. Probabilmente doveva cercare il cambio delle Donne con la manovra Dg6 e poi De6 o Dd6 a seconda della risposta del Bianco. Invece un probabile calo di attenzione lascia cadere Reshevsky nella trappola astutamente tesagli con 47.h4 da Larry Evans: 47. … Te2+ 48. Rh1 Dxg3??

Eccolo, l’ultimo pedone “mobile” del Bianco così sparisce! Non dovevi farlo, Sammy! E ora accade l’imprevisto inevitabile:

49. Dg8+! Rxg8

Evans - Reshevsky, 1964 dopo 49. ... Rxg8
Evans – Reshevsky, New York 1964, dopo 49. … Rxg8

50.Txg7+!

Perbacco, adesso? Se il Nero prende la torre (di Re o di Donna) è stallo, se non la prende c’è il perpetuo sulla settima traversa. Morale? Talvolta è fatica sprecata lottare per ore e raggiungere una posizione vinta. Cose che capitano anche ai grandi maestri …..

Scriveva Enrico Paoli, il quale un lontano giorno mi mostrò l’esempio qui sopra riportato: “ciò che tralasciamo in un attimo, tutta l’eternità non ce lo potrà restituire”.

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