Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Brillantezze 1976 (1): da Liebert a Tisdall

(Riccardo Moneta)
Questa nuova rubrica sostituisce per il 2026 i “Cinquant’anni e non li dimostra”. Non cambia molto in effetti: sempre di mezzo secolo indietro si torna e sempre si potranno ammirare conclusioni spettacolari a volte non abbastanza conosciute. In fin dei conti, come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”, ogni tanto “bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla”. O no?

A proposito, voi, e mi rivolgo ovviamente ai lettori meno giovani, avete qualche vostra partita del 1976 che ha avuto una conclusione molto brillante? Sì? Scriveteci!

1.Heinz Liebert, matematico, è un maestro internazionale (dal 1966) tedesco, nato in Polonia nel 1936. Heinz ha avuto sempre gli scacchi in casa, dal momento che anche la moglie, Ursula Höroldt Liebert (1933-1998), è stata negli anni ’60 una delle più forti giocatrici della Germania Orientale. Liebert è un personaggio semplice e modesto. Pensate che in occasione del suo 77° compleanno gli venne chiesto di ricordare la sua notevole prestazione del 1956 in un torneo internazionale in Mongolia, dove fu autore di un 13 su 15. E lui (nota tratta da “Umfassend Sportlich Vital”, un sito di Halle) disse così: “In Mongolia? Potevo giocare quello che volevo e le partite finivano sempre bene per me”.  Da quel giorno divenne celebre col soprannome di “Leone di Ulan Bator”, anche se, come ricorda lo stesso Heinz, “in Mongolia non ci sono leoni”.

Heinz Liebert

Questo che vedete qui di seguito è sicuramente uno dei suoi migliori ‘ruggiti’!:

Wolfgang Uhlmann – Heinz Liebert
Dubna 1976


2. Il Grande Maestro Jonathan Tisdall, oggi giornalista freelance, è un bel personaggio, che meriterebbe un post tutto per lui. Vedremo. Intanto vi diciamo che è nato a New York nel 1958 da madre giapponese e padre irlandese e che ha la doppia nazionalità irlandese e norvegese (ed è stato per tre volte campione norvegese di scacchi, antesignano di Carlsen).

Ecco come un diciottenne Jonathan chiudeva in bellezza una sua partita con l’americano Jacobs.

Tisdall – Jacobs
USA 1976

Jonathan Tisdall, una vaga somiglianza con Nakamura?

3. Gli scacchi giocati per corrispondenza non sono mai tramontati, nemmeno oggi nonostante Internet, benché il numero degli affezionati sia di gran lunga calato da 50 anni a questa parte. Le prime tracce di partite giocate per corrispondenza risalgono alla metà del secolo XVII, quando sembra che a tale attività si dedicassero mercanti veneti e croati. Non sappiamo se Lukic, il giocatore protagonista della prossima combinazione, fosse anche lui di nazionalità croata, sappiamo solo che ha meritato di apparire fra le nostre pagine:

Ganza – Lukic
Corrispondenza 1975-1976

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