Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Aristides Martinez, il protettore di Capablanca

Torneo di New York 1915

(Mario Spadaro)
Aristides Martinez (1836 Cuba – 4 Ottobre 1922 Great Neck, Nassau County, New York, USA), trascorse la maggior parte della sua vita negli Stati Uniti. Non fu il solito migrante povero in cerca di fortuna, perché apparteneva all’alta borghesia essendo un commerciante che aveva un fiuto speciale per gli affari.

Il suo intuito gli aveva fatto capire che in una grande nazione ancora in fase di espansione commerciale, avrebbe trovato un benessere ancora più grande di quello che aveva raggiunto nell’isola.

Infatti divenne comproprietario dell’azienda Longman & Martinez di Manhattan, impresa di produzione e commercializzazione di vernici e colori, che negli Stati Uniti dominò il mercato del settore per un trentennio (l’imponente edificio ancor oggi esistente ma dismesso, testimonia la grande importanza della fabbrica).

Aristides Martinez, foto aggiunta da Grand Army of the Republic (una delle tante associazioni di cui faceva parte)
[https://it.findagrave.com/memorial/220456964/aristides-martinez]

Fu il presidente del Manhattan Chess Club per ventidue anni a partire dal 1898, restando sempre un forte sostenitore dell’Avana Club de Ajedrez che visitava una volta l’anno.

Nel suo discorso di accettazione per il suo primo mandato come presidente, Aristides ha detto:

«New York dovrebbe essere in grado di sostenere un club di scacchi con diverse centinaia di membri, e spero di essere in grado di aiutare la crescita in quella misura. A L’Avana avevamo alcuni uomini che erano disposti a fare qualsiasi cosa per aumentare l’interesse e non c’era difficoltà a raccogliere duemila dollari ogni anno per l’intrattenimento dei padroni del mondo. Spero di far conoscere questo club ovunque e farò di tutto per produrre quel risultato. »

Questa volontà di spendere soldi a sostegno degli scacchi era una caratteristica evidente degli scacchi cubani, evidenziata chiaramente da Steinitz: «L’Havana è l’Eldorado degli Scacchi. Lì si trovano veri dilettanti, che giocano davvero per amore del gioco e per la promozione del nostro nobile passatempo, a beneficio di tutta la comunità degli scacchi e senza riguardo per l’interesse personale. Invitano i più forti maestri di scacchi, che remunerano liberamente e trattano con l’ospitalità più premurosa e generosa, senza alcun altro scopo che sviluppare l’abilità dell’ospite per l’intrattenimento degli scacchi in generale.» W. Steinitz «International Chess Magazine», aprile 1888.

Da tenere presente che mentre l’afflusso di maestri da tutto il mondo a Cuba per diverse ragioni ha contribuito ad aumentare il livello degli scacchi sull’isola, allo stesso tempo gli emigranti cubani hanno contribuito a promuovere gli scacchi nelle aree metropolitane degli Stati Uniti; così la porta cubana ha oscillato con reciprocità in entrambe le direzioni.

Martinez fu uno di quei sostenitori del gioco sempre pronti, quando l’occasione lo richiedeva, a fornire i fondi necessari per il progresso della causa e la sua liberalità e i suoi modi cordiali gli fecero guadagnare molti favori, come testimonia la sua lunga permanenza in carica.

Fu membro della Camera di Commercio di New York, del New York Athletic Club, del Metropolitan Club, del Lotos Club, della Down Town Association, del Drug Club, dell’Union Club, del South American Club e del Club de Ajedrez de L’Avana, ed era molto orgoglioso delle decorazioni della Croce Rossa Spagnola e dell’Ordine Simon Bolivar, che aveva ricevuto.

Annual Meeting at Saratoga, August 28 – September 3, 1899
Officers and members of the New York State Chess Association
[Fonte: American Chess Magazines 1899]

Nota: nella foto vi sono oltre ad Aristides Martinez, un giovanissimo Frank James Marshall, John Lindsay McCutcheon, ideatore dell’omonima variante della difesa Francese, Franklin Knowles Young (erroneamente indicato come J. W.Young) uno dei mandarini dal bottone giallo, e Walter Penn Shipley, giocatore e grande organizzatore di eventi scacchistici.

Quando José Raúl Capablanca arrivò a New York il 2 agosto 1904 non si trovò da solo, ma ebbe a portata di mano l’amicizia e la comprensione del mecenate Aristides Martinez, che già conosceva il giovane scacchista ed i suoi successi sull’isola; tale era la sua fiducia in lui che dopo il match Capablanca – Corzo del 1901 offrì una costosa coppa d’argento per il vincitore del torneo dell’Avana del 1902, promosso dalla stampa come il «Campionato di Cuba».

Però Capablanca, ancora in fase di formazione, non fece un buon torneo e terminò al quinto posto, ben al di sotto di Juan Corzo.

Ciò non impedì a Martinez di aprirgli le porte del Manhattan Chess Club, al punto che le pubblicazioni statunitensi chiamavano il nuovo talento degli scacchi come «il protetto» del club.

Aristides Martinez
American Chess Bulletin 1905 pag. 189

Cominciarono così le partecipazioni di Capablanca ai tornei di New York, prima a quello del 1911 in cui a causa di una inopinata sconfitta con Roy Black, terminò al secondo posto (+8 =3 -1) a mezzo punto da Marshall; questo torneo fu di preparazione al fortissimo torneo di San Sebastiano svoltosi lo stesso anno, nel quale il mondo scacchistico conobbe la forza di Capablanca, che arrivò al 1° posto davanti ai migliori giocatori di quel tempo (+6 =7 -1).

Continuò con quello del 1913 (1° posto con +10 =2 -1), nello stesso anno 2° posto a L’Avana sempre a mezzo punto da Marshall con +8 =4 -2 ed ancora nel 1913, torneo Rice Chess Club, 1° posto con +13 =0 -0.

Nel 1914 partecipò al grande torneo di San Pietroburgo terminando al 2° posto a mezzo punto da Emanuel Lasker con +10 =6 -2, ma circolarono voci che, considerato il grande vantaggio di punti già accumulato, nelle ultime partite avesse buttato alle ortiche la vittoria per alcune «distrazioni femminili», elementi diversivi che avrebbero caratterizzato la sua vita privata in maniera ricorrente.

Seguirono il torneo del 1915 (1° posto con +12 =2 -0) su cui faccio un approfondimento sia sul torneo sia sulla foto, quello del 1916 (1° posto con +12 =4 -1) e quello del 1918 (1° posto con +9 =3 -0) sul quale concludo con una disamina finale ed una partita famosa.

Torneo di New York 1915
Questa immagine è la copia di quella pubblicata a pagina 3 del Brooklyn Daily Eagle, 22 aprile 1915

Per illustrare il torneo di New York del 1915, è necessario ritornare all’immagine iniziale per capire, per prima cosa di quale luogo si tratti (dato che la sala non è quella del Manhattan Chess Club in cui abitualmente si svolgevano i tornei), poi come si chiamavano esattamente tutti i presenti (poiché l’immagine originale apparsa sul Brooklyn Daily Eagle, ci è giunta molto degradata e sbiadita, con i nomi dei personaggi puntati con abbreviazioni e non per esteso e per giunta con qualche errore) ed infine qual era il ruolo di ciascuno dei 21 soggetti (di cui uno completamente estraneo al mondo scacchistico), dal momento che i partecipanti al torneo erano solo otto ed erano seduti ai tavoli.

Qualche lettore dirà che l’immagine pubblicata non è sbiadita, ma addirittura è molto chiara; confermo che l’immagine originaria (riportante la didascalia dei nomi) è pervenuta in cattive condizioni, quella che vedete qui non è una fotografia bensì un fotogramma di film!

A questo punto ci viene in aiuto l’American Chess Bulletin 1915 pag.91 che rende noto quanto segue: «Un episodio particolarmente degno di nota in relazione a questo torneo è il fatto che una vera scena di scacchi, e niente meno che il turno di apertura di questo torneo, è stata riprodotta in film in vari cinema in tutto il paese. Il 17 aprile, su iniziativa dei signori Pathe-Freres, i giocatori, i membri del comitato e altri importanti sostenitori del gioco si recarono nello studio presso la sede di quella nota azienda e, sotto la direzione del signor Raymond J. Brown, direttore di Pathe News, posarono davanti alla cinepresa che produsse i filmati che avrebbero fatto conoscere meglio al grande pubblico gli scacchi e alcuni dei suoi principali esponenti. Nella seduta principale, i giocatori erano raffigurati seduti in coppia nel turno di apertura, mentre eseguivano le loro mosse, regolavano gli orologi e registravano i punteggi, con arbitri e spettatori raggruppati sullo sfondo; inoltre, c’erano sedute separate per Capablanca e Marshall in pose individuali.»

La Pathé Frères è una società cinematografica francese, fondata nel 1896 da Charles Pathé, insieme ai fratelli Émile e Théophile; il cortometraggio iniziava proprio con il torneo di scacchi di New York per alcuni minuti, poi proseguiva con altri svariati argomenti.

Ho fatto una ricerca per vedere se era possibile rintracciare il filmato (Pathe News No. 32 del 1915) nell’archivio British Pathé – Explore the world’s finest newsreel Archives, ma non è in elenco; invece ho scoperto che ancora esiste su IMDb, sito web proprietà di Amazon e quindi di Jeff Bezos, ma per quanto è nelle mie conoscenze tutti i loro video sono assoggettati da copyright anche per gli spezzoni.

Ajedrez en el cine mudo (3) [Gli scacchi nel cinema muto (3)]
https://ajedrezlatitudsur.wordpress.com/2025/08/05/el-ajedrez-en-el-cine-mudo-primera-parte/

Questa immagine è nel sito Ajedrez Latitud Sur, ma il relativo video è stato rimosso (altri video sono invece presenti). La ricerca per immagini di Google porta a ChessBase, dove vi è un articolo di Sergio Ernesto Negri pubblicato nel 2021 col titolo Ajedrez en el cine mudo (3), proprio come indicato nella locandina di sopra, ma pure qua non vi è più traccia del video e neppure dell’immagine (negli articoli 1 e 2 dello stesso autore invece vi sono due film, ma anche qui uno è stato oscurato). Se ne deduce che il cortometraggio è sottoposto a ferreo copyright.

Adesso esaminiamo tutti i personaggi del fotogramma:

Torneo di New York 1915_numeri.jpg
Torneo di New York 1915 (foto con i personaggi numerati)

  1. José Raúl Capablanca y Graupera, il vincitore del torneo
  2. Eduard Lasker, si classificò al 5/6 posto ex-aequo, era un lontano parente di Emanuel Lasker
  3. Jacob Bernstein, si classificò al 5/6 posto ex-aequo, era un giocatore di origine lituana
  4. Frank James Marshall, si classificò al 2 posto, in quel tempo era il più forte giocatore statunitense
  5. Abraham Kupchik, si classificò al 3/4 posto ex-aequo, di origine russa, a causa della morte del padre mentre il torneo era in corso, non poté rendere al massimo delle sue possibilità
  6. Oscar Chajes, si classificò al 3/4 posto ex-aequo, era nato a Brody allora in Austria-Ungheria, oggi in Ucraina
  7. Albert Beauregard Hodges, si classificò al 7/8 posto ex-aequo
  8. Einar Michelsen, si classificò al 7/8 posto ex-aequo, era un giocatore di origine danese
  9. Gustav Henschel Koehler, spettatore, vinse il campionato del Manhattan Chess Club nel 1898 e nel 1905
  10. Raimond J. Brown, direttore della Pathé Frères
  11. Leon Rosen, spettatore, nel gennaio del 1910 sconfisse José Raúl Capablanca (terzo turno), Jacob Rosenthal (semifinale) e J. Marder (finale), e vinse il torneo del Rice Chess Club a New York
  12. Frank Percival Beynon, spettatore; promettente scacchista canadese di 26 anni che morirà tre anni dopo in un’azione di battaglia durante la prima guerra mondiale
  13. John Levi Clark, spettatore, discreto giocatore
  14. Herman Helms condirettore del torneo, coeditore dell’American Chess Bulletin,
  15. Onorevole Frank I. Cohen, ex Maestro dei Lavori di Glasgow, dove si era interessato alla promozione degli scacchi, e poi residente a New York, fece il discorso di apertura del torneo
  16. Julius Finn, spettatore, di origine polacca, tre volte campione dello Stato di New York, arbitro al Campionato Mondiale di Scacchi del 1921, giocato tra Emanuel Lasker e José Raúl Capablanca all’Avana. Fu uno degli organizzatori del torneo di scacchi di New York del 1924 e presidente del torneo di New York del 1927
  17. Hartwig Cassel, condirettore del torneo, coeditore dell’American Chess Bulletin
  18. William Moralis de Visser, dei Manhattan e Brooklyn Chess Club, giocatore della vecchia guardia (vi è una sua bella partita su YouTube) fu l’arbitro del torneo e l’ultimo giorno fece il discorso di chiusura
  19. Aristides Martinez, il personaggio di questo articolo
  20. Frank Rice Marshall, figlio di Frank Marshall, dopo la morte del padre gestì insieme alla madre il Marshall Chess Club, morì all’età di 50 anni nel 1963
  21. Mrs. Caroline (Carrie) Dorothea Krauss moglie di Marshall; quando suo marito morì nel 1944, ha gestito prima insieme al figlio il Marshall Chess Club, e dopo la scomparsa di quest’ultimo, da sola fino alla sua morte, avvenuta nel 1971.

Edward Lasker raccontò un aneddoto relativo alla sua partita con Capablanca, che con orologio in moto ritardava ad arrivare (ed anche questa volta si sussurrava maliziosamente, che l’indugio era dovuto alle ormai solite «distrazioni femminili»).
Dopo una lunga attesa di circa 50 minuti il disperato Lasker, che non voleva assolutamente vincere la partita in questo modo (per scadenza del tempo), telefonò a Capablanca nell’hotel dove alloggiava.

Quando Capablanca rispose, Lasker gli disse: “Dove sei? Stai per perdere la tua partita!“. Capablanca rispose: “Stavo per andarmene. Arrivo subito. Perché mi hai chiamato? Questo mi fa perdere un minuto!“.
Capablanca, nonostante non avesse quasi più tempo a disposizione e pur essendo costretto a giocare lampo, vinse la partita alla 68a mossa.

E adesso concludo col torneo di New York del 1918, nel quale venne giocata per la prima volta una variante epocale, utilizzata anche ai nostri giorni.

American Chess Bulletin 1918 pag. 252

La foto del torneo è molto significativa, perché mostra Aristides Martinez alle spalle di Capablanca, quasi come un angelo custode, e quando dietro le spalle vi è qualcuno di cui fidarsi, su cui potere contare, pronto a fornire sostegno ed aiuto in ogni modo offrendo supporto morale o pratico, allora si acquista sicurezza e con essa la serenità di scelta nelle azioni da compiere.

Scrive Capablanca (Mi carrera ajedrecistica): «Avendo il bianco, dovevo affrontare Marshall, il quale, con mia sorpresa mi permise di impostare la Ruy López, cosa che non aveva fatto per circa dieci anni, dopo il nostro storico match. La ragione di ciò era che aveva scoperto e preparato una variante per utilizzarla espressamente contro di me, e l’aveva tenuta nascosta per due anni, aspettando l’opportunità di giocarmela in torneo.»



Riprendiamo la partita per vedere come si è svolta.

Partita di grande interesse, come testimoniato dal numero di maestri che sono intervenuti per suggerire le loro analisi; il geniale Marshall è stato vittima delle complicazioni da lui stesso create, mentre è emerso il grande virtuosismo difensivo di Capablanca, anche in posizioni molto complesse e difficili.

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