Un piccolo gioiello tattico
(Daniel Perone)
Non molto tempo fa ho trovato e acquistato da una bancarella dell’usato l’annata 1956 della rivista argentina Caissa. Sfogliando le pagine, fra tantissimi articoli attinenti i tornei di quell’epoca ne ho trovato uno evidenziato dai caratteri in neretto che ha catturato subito la mia attenzione.
Di che cosa parlo? Di una partita conclusa non appena iniziata!
Il commento, né troppo lungo né troppo breve, spiegava ai lettori i vantaggi della doppia minaccia. Anche se penso che molti di voi conosciate questa brevissima partita mi fa piacere riproporla:
Ammetto che sono rimasto molto sorpreso dalla scoperta di questa partita perchè la particolare posizione finale mi frullava in testa. Il giorno seguente mi son seduto davanti alla scacchiera e dopo aver disposto i pezzi come nel diagramma, li osservavo concentrato, quasi ipnotizzato …
Poi di colpo il momento magico, l’intuizione, il ricordo che avevo già visto qualcosa di simile nel libro “Motivos Tácticos Básicos” (J. Caramia) nel quale viene riportato un duello molto meno noto ma altrettanto interessante:
Dopo la cosiddetta “forchetta di pedone” che attacca due pezzi contemporaneamente, c’è una combinazione non difficile da vedere e anche se non è spettacolare obbliga il bianco a perdere materiale o arrendersi.
Poi, spronato dalla curiosità mi sono imbattuto nella ricerca di altri esempi e nel gironzolare in Internet ho trovato una partita “gemella” di quella argentina:
Tre partite diverse, tre epoche diverse ma tutte concluse dalla stessa micidiale mossa. È sorprendente come un’idea tanto semplice possa lasciare un’impronta così forte. In tutti i tre casi l’impatto visivo resta notevole.