Sulle 64 caselle: la storia del CUIS e l’ascesa degli scacchi universitari italiani
(Vincenzo Costabile)
La competizione tra università non si gioca soltanto nei laboratori, nelle biblioteche o nelle aule di lezione. Da qualche anno, infatti, un nuovo terreno di confronto si è aperto tra gli atenei italiani: quello delle 64 caselle. È così che nasce il CUIS, il Campionato Universitario Italiano a Squadre di scacchi, un’iniziativa che dal 2020 riunisce studenti e docenti in una sfida tanto sportiva quanto intellettuale.
L’idea prende forma nel pieno della crisi pandemica, quando l’impossibilità di incontrarsi di persona spinge le università a reinventare il modo di fare comunità. Le prime edizioni si sono disputate online, sulla piattaforma Chess.com, con una cadenza rapid di 10 minuti + 5 secondi e mini‑match di andata e ritorno su una decina di scacchiere.
Nel 2020 e nel 2021, tra le 8 e poi 12 squadre partecipanti, a imporsi è stata la Sapienza Università di Roma, guidata dal Maestro Internazionale Miragha Aghayev, che ha dominato entrambe le edizioni.
Premiazione Sapienza campione (2020- 2021)
Nel 2022 il testimone passa all’Università di Padova, che conferma la propria forza anche nel 2023, raggiungendo la Sapienza nel numero di “scudetti”. Sono anni in cui il CUIS cresce, si consolida e diventa un appuntamento atteso nel panorama universitario italiano.
Il 2024 segna una svolta. L’Università di Bologna decide di ospitare la competizione in presenza, riportando finalmente i giocatori davanti alle scacchiere reali. Pur non essendo ancora sotto l’egida federale, il torneo assume un carattere più strutturato: le squadre sono composte da quattro giocatori più eventuali riserve, e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni.
Nello stesso anno Bologna ha accolto anche un evento di respiro internazionale: il Primo Torneo Internazionale di Scacchi tra Università, ospitato nelle sale storiche della Biblioteca Universitaria di Bologna. Tra scaffali antichi e manoscritti preziosi, i partecipanti possono persino ammirare antichi trattati di scacchi esposti all’ingresso, come un ponte simbolico tra la tradizione del gioco e la sua vitalità contemporanea.
Alma Mater International 2024
Dal 14 al 16 giugno 2024, le università italiane si confrontano con squadre provenienti da tutto il mondo: Yale University, University of Cambridge, Panthéon‑Sorbonne, Università del Bosforo, Eindhoven University of Technology, Maastricht University, Lund University, University College Dublin, NTNU, Università Cattolica di Lublino.
Un mosaico di culture, accenti, stili di gioco e tradizioni accademiche che trasforma il torneo in un vero laboratorio di scambio e crescita.
In questa occasione ho avuto l’onore di accompagnare la squadra della Sapienza Università di Roma come capitano‑giocatore, vivendo dall’interno l’intensità delle partite a 45 minuti + 10 secondi, la concentrazione dei giocatori, le analisi post‑partita e le conversazioni spontanee tra studenti di continenti diversi.
È stato un evento che ha unito sport, cultura e accademia in una forma nuova e sorprendente: giocare a scacchi come modo di incontrarsi, conoscersi, costruire ponti.
Qui è possibile visionare tutte le partite giocate in diretta su scacchiere digitali.
E qui un video di presentazione dell’evento.
A trionfare sono stati gli olandesi dell’Eindhoven University of Technology, ma il vero successo è stato l’incontro tra università e la consapevolezza che anche un gioco millenario può diventare terreno fertile per l’innovazione e il dialogo internazionale contemporaneo.
L’anno successivo, sempre a Bologna, le stesse sale della biblioteca della più antica università italiana hanno ospitato anche i campionati nazionali. L’evento è ormai cresciuto in prestigio e competitività: quell’anno ha partecipato il campione italiano, il Grande Maestro sardo Francesco Sonis.
A vincere è stata la Bicocca di Milano, mentre noi della Sapienza ci classifichiamo settimi su 16 squadre.
CUIS Bologna 2025
Anche in virtù della vittoria dell’anno precedente, è la Bicocca a ospitare l’edizione 2026, disputata il 7 marzo a Milano. Anche questa volta ho avuto il piacere di capitanare la squadra della Sapienza, composta da un gruppo eterogeneo e affiatato: il Maestro FIDE indiano Honi Arora, studente di ingegneria; il Maestro nazionale Federico Casagrande, come me studente di psicologia; e un nucleo di prime nazionali e candidati maestri — Riccardo Grammatico, Melissa Maione, Filippo Moretti e me.
La competizione si è articolata su 7 turni e ha visto la partecipazione di 20 squadre provenienti da tutta Italia.
Abbiamo concluso con 4 vittorie, un pareggio (proprio contro i futuri campioni dell’Università di Padova) e due sconfitte.
CUIS Milano Bicocca 2026
Padova si laurea campione per la terza volta, chiudendo imbattuta con 11 punti (4 vittorie e 3 pareggi), superando per spareggio tecnico la Bocconi, anch’essa a 11 punti (5 vittorie, 1 pareggio e una sconfitta).
A completare il podio è la squadra ospitante, la Bicocca, con 10 punti (5 vittorie e due sconfitte).
Noi della Sapienza, perdendo l’ultimo match proprio contro la Bocconi, ci piazziamo sesti, a pari punti con i quarti (9 punti).
È stata, come ogni anno, una competizione entusiasmante e combattuta, che ha consolidato l’amicizia tra noi studenti e rafforzato i rapporti istituzionali tra gli atenei.
Quest’edizione, inoltre, si è svolta sotto il patrocinio della Federazione Scacchistica Italiana, e la cerimonia di premiazione è stata condotta dal Presidente Luigi Maggi, che ha annunciato la sede della prossima edizione: Pordenone.
Concludo con una partita commentata della sfida all’Alma Mater International 2024 tra La Sapienza di Roma e l’Universita turca Boğaziçi. Si potrebbe dire che qui ho difeso la cristiana Italia da una invasione turca, con un sacrificio di torre e un matto di pedone.

Vincenzo Costabile è nato nel 1991 a Cosenza. Si è trasferito a Roma la prima volta nel 2009 per studiare psicologia all’università. Partecipa a tornei di scacchi dal 2008, raggiungendo nel 2009 la categoria Prima Nazionale con elo FIDE di 1900. E’ diventato istruttore FSI nel 2013. Ha conseguito il titolo di laurea triennale in Scienze Psicologiche. Ha esperienza di insegnamento della disciplina scacchistica a giovani, adulti e bambini. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche, calabresi e romane. Nel 2018 è diventato arbitro della Federazione Scacchistica Italiana. Ha lavorato come insegnante di italiano per i migranti e come educatore in Sudamerica. Nel 2024 è diventato istruttore FIDE seguendo il corso con il GM indiano Ramesh e il MI svedese Jesper Hall.