Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

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La Federazione Russa sospesa per tre anni!

(UnoScacchista)
Le premesse c’erano tutte e, trascorsi i termini concessi per ottemperare alla decisione del Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) di Losanna, la FIDE non ha avuto alternative al sospendere la Federazione Russa (RCF) per tre anni. Pur non essendo una sorpresa per quanto concerne la decisione in sé visto l’iter legale, fa comunque scalpore la sospensione delle Federazione di una nazione così importante nel panorama scacchistico mondiale. Ora, la partecipazione della Russia alle vicine Olimpiadi è seriamente a rischio.

Tutta questa storia ha inizio nel settembre 2023, quando la Federazione Ucraina (UCF) presentò un esposto alla CAS in merito alle attività della RCF nei territori occupati dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, che la Russia ha unilateralmente dichiarato come parte dello Stato. L’annessione di Crimea, Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson non è stata riconosciuta a livello internazionale e, con una decisione molto articolata, il CAS ha accettato le ragioni degli accusatori.



Sono seguiti ricorsi e controricorsi, richiamati nella decisione sul caso denominato “CAS 2024/A/1091”, pubblicata l’11 marzo 2026 e contenente prescizioni dirette ed esplicite:



Questa la mia traduzione, che spero sia sufficientemente chiara e fedele all’originale in inglese:

La Federazione Scacchistica Russa è sanzionata come segue:

(A) Entro 90 giorni dalla presente decisione, la Federazione Scacchistica Russa cesserà di organizzare attività ed eventi scacchistici nella città di Sebastopoli e nelle regioni di Crimea, Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporozhye; e pubblicherà comunicati, anche alla Federazione Internazionale degli Scacchi, a conferma di tale cessazione.

(B) Qualora la Federazione Scacchistica Russa non si conformi al punto (A) di cui sopra, la sua affiliazione alla Federazione Internazionale degli Scacchi sarà automaticamente sospesa, ai sensi dell’articolo 13.1(f) del Codice Etico e Disciplinare (sottoparagrafo intitolato “Esclusione temporanea dall’affiliazione”), per un periodo di tre anni; a meno che e fino a quando la Federazione Scacchistica Russa non si conformi, in modo soddisfacente per la Federazione Scacchistica Internazionale, al contenuto del paragrafo (A) di cui sopra, nel qual caso la sua affiliazione riprenderà automaticamente.

(C) Nel caso in cui la Federazione Scacchistica Russa abbia versato 45.000 euro alla Federazione Scacchistica Internazionale in ottemperanza alla Decisione, quest’ultima dovrà restituire tale importo senza indugio.


I 90 giorni concessi alla CFR per conformarsi alla decisione sono scaduti il 9 giugno scorso e quindi, logicamente, la Federazione Russa è stata sospesa per decisione della FIDE. Anche quest’atto era tutt’altro che scontato, vista l’influenza della CFR nei vari comitati della FIDE e la presenza del russo Arkady Dvorkovich alla presidenza. In effetti c’è stata anche vivace schermaglia sui social, ma la FIDE non ha potuto rischiare di essere estromessa dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per non aver implementato una decisione del CAS.



L’ufficialità della sospensione è in un comunicato pubblicato il 10 giugno 2026 sul sito della FIDE. A parte il documento ufficiale, è importante leggere con attenzione ciò che la FIDE ha pubblicato sul suo sito:



Ecco di nuovo una mia traduzione in italiano:

Il Consiglio della FIDE ha esaminato lo stato di attuazione della decisione emessa dal Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) riguardante la Federazione Scacchistica Russa. Dopo aver preso in esame le informazioni presentate, il Consiglio rileva che i requisiti stabiliti nella sentenza del CAS non sono stati soddisfatti entro i termini previsti.

Di conseguenza, e ai sensi dell’articolo 26.10 dello Statuto FIDE, il Consiglio delibera di imporre la sanzione della sospensione temporanea dell’affiliazione alla Federazione in questione, con effetto immediato.

Al contempo, il Consiglio ribadisce il proprio impegno a tutelare i diritti e gli interessi dei singoli giocatori di scacchi. In conformità con i regolamenti FIDE e tenendo conto delle raccomandazioni del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), rimarranno in vigore le misure necessarie per garantire che i giocatori idonei possano partecipare alle competizioni scacchistiche internazionali alle condizioni stabilite dalla FIDE.

Il Consiglio sottolinea che la presente decisione riguarda la Federazione Membro e non costituisce una limitazione delle opportunità di partecipazione a disposizione dei singoli giocatori, in conformità con i regolamenti e le decisioni FIDE applicabili.

Il Consiglio della FIDE rimane fedele ai principi di buon governo, al rispetto delle decisioni degli organi giurisdizionali competenti e alla tutela degli interessi della comunità scacchistica mondiale. In conformità con l’articolo 26.10 dello Statuto della FIDE, il Consiglio della FIDE ha inoltre deciso di sottoporre la questione della conferma della sanzione inflitta a seguito del lodo del TAS e della decisione del presente Consiglio al voto della prossima Assemblea Generale della FIDE.


Ho evidenziato in grassetto le parti che mi sembrano più rilevanti per immaginare la strategia dell’attuale consiglio della FIDE (che, ricordo, decadrà durante le prossime Olimpiadi, in concomitanza delle quali si svolgeranno le elezioni per la nomina del nuovo Consiglio e del nuovo Presidente).

  1. viene comunicato ufficialmente che la sospensione richiesta dal CAS è stata amministrata come richiesto
  2. viene confermato che rimarranno in vigore le controverse misure approvate il 14 dicembre del 2025 che permettono ai giocatori di Russia e Bielorussia di partecipare alle competizioni FIDE internazionali. [NdA: il 18 giugno verrà discusso dalla CAS un ricorso presentato dalla UCF anche contro la legittimità di questa decisione]
  3. viene sottolineato che la partecipazione dei giocatori singoli, anche se tesserati con la CFR, viene garantita
  4. viene deciso di sottoporre la “questione della conferma della sanzione” all’Assemblea Generale della FIDE (che si svolgerà in concomitanza con le Olimpiadi in Uzbekistan).

Il tentativo di “sterilizzare” la sanzione imposta dal CAS è secondo me evidente. I punti 1 e 4 sono in evidente contrasto, ma la decisione di far votare l’Assemblea Generale sulla conferma della sanzione da un lato dice che la FIDE non ha intenzione di accettarla, dall’altro avverte che è pronta ad uscire dal CIO se i membri dell’Assemblea Generale decideranno per non confermare la sospensione della Russia.

Se non fosse per la chiara volontà di preservare l’immagine e il ruolo della CFR nella FIDE e nel panorama scacchistico, il tutto non avrebbbe senso. Si sposa bene, però, con le dichiarazioni del presidente della CFR Andrey Filatov (“Ci riserviamo il diritto di contestare la decisione del Consiglio della FIDE“) e del Direttore esecutivo della CFR Alexander Tkachev (“La CFR è soggetta esclusivamente alla costituzione e alla legislazione della Federazione Russa“).

I punti 2 e 3 sono invece propedeutici a garantire la participazione della squadra russa alle prossime Olimpiadi. La linea che si vuole far passare è che, essendo consentito ai giocatori di partecipare alle “competizioni FIDE internazionali”, sarà possibile inviare una squadra composta di atleti russi, magari sotto una bandiera o con un nome “neutro”.

Come ha fatto prontamente notare George Mastrokoukos, ex funzionario FIDE ed ECU, lo statuto della FIDE lo vieta espressamente all’articolo 13.6:



La traduzione, sempre mia e non ufficiale, sembra piuttosto chiara:


13.6 Durante il periodo di sospensione, la Federazione sospesa perde i propri diritti ai sensi dell’art. 10 e i suoi funzionari e le squadre nazionali non possono partecipare ad alcun congresso, competizione, evento o attività della FIDE. Giocatori, arbitri e allenatori possono comunque partecipare a competizioni individuali e altri eventi, sotto la propria bandiera nazionale o sotto la bandiera della FIDE, salvo diversa decisione del Consiglio o dell’Assemblea Generale.


A sostegno di questa interpretazione, lo stesso Mastrokoukos ricorda che la Bulgaria fu sospesa dalla FIDE nel 2016/17. In conseguenza di ciò non partecipò alle Olimpiadi di Batumi del 2018, né come squadra “neutrale” né con un nome di fantasia.


E adesso?

Poiché sembra evidente che la CFR non abbia nessuna intenzione di interrompere le proprie attività nei territori ucraini occupati, la sospensione resterà in vigore fino ad una eventuale decisione clamorosa della Assemblea Generale della FIDE. Nel frattempo i giocatori tesserati con la CFR continueranno a poter partecipare alle competizioni internazionali, ma alla Russia non dovrebbe essere consentito di schierare le sue squadre alle Olimpiadi di Samarcanda in Uzbekistan (che si svolgeranno a partire dal 15 settembre).

E’ innegabile che un fatto del genere sia clamoroso, ma è altrettanto evidente come tutta la gestione della FIDE, tuttora pesantemente influenzata dalla Russia, sia ormai giunta ai limiti della tollerabilità. Il Presidente Dvorkovich ha intenzione di ricandidarsi e la CFR ha confermato il suo sostegno, ma gli effetti deleteri di tale situazione mette a serio rischio anche la FIDE stessa: Dvorkovich è soggetto a sanzioni internazionali che, tra le altre cose, rende addirittura impossibile una gestione normale dei flussi economici della FIDE, inclusa la possibilità di avere conti correnti aperti.

Come ogni 4 anni, le Federazioni facenti parte della FIDE hanno la possibilià di esprimere il loro voto e confermare l’attuale gestione o votare per un cambiamento che, a mio parere, è più che mai necessario. Speriamo si formi almeno una cordata alternativa e che le Federazioni trovino il coraggio di voltare pagina.

 

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