Terremoto in FIDE: Dvorkovich sanzionato dalla UE, fa due passi indietro
(UnoScacchista)
Ho usato la parola “terremoto” ma non è la metafora più adatta, perché, al contrario degli eventi sismici, la decisione della Unione Europea di inserire Arkady Dvorkovich nella nuova lista di persone sanzionate con misure restrittive era nell’aria da tempo. Gli effetti di questa decisione della UE sono dirompenti per la FIDE, con Dvorkovich che ha deciso di sospendersi dall’incarico di Presidente e di rinunciare alla sua candidatura per un terzo mandato.
Primo passo indietro: l’autosospensione di Dvorkovich

La cronaca sembra aver ricevuto un’accelerazione improvvisa, ma in realtà i segnali c’erano tutti e anche le conseguenze delle sanzioni UE erano note, visto il precedente di Kirsan Ilyumzhinov che nel 2015 venne sanzionato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti: pur con tutti i distinguo, il fatto bloccò le attività finanziarie della FIDE portando alla chiusura dei conti correnti presso i principali istituti bancari.
Stesso destino anche per Sergey Karyakin, sanzionato dalla UE a febbraio del 2025. Solo pochi giorni fa era stato proposto dal presidente della Federazione Russa Filatov come possibile candidato alla presidenza FIDE e l’ex-sfidante al titolo di Campione del Mondo ha dichiarato che sarebbe impossibile farlo a causa delle sanzioni UE.
In effetti, tra le restrizioni più importanti che derivano dall’inserimento in quella lista, ci sono l’impossibilità di avere conti correnti intestati presso gli istituti bancari accreditati con la UE (come visto nel caso di Ilyumzhinov anche se per motivi diversi) e l’impossibilità di viaggiare negli Stati Membri dell’Unione: entrambe condizioni evidentemente incompatibili con le prerogative e i compiti del presidente della FIDE.
La decisione del 23 luglio della UE ha posto quindi Dvorkovich di fronte ad una situazione oggettivamente insostenibile e, confermando la risposta data a Giugno ad una domanda esplicita di Bachar Kouatly, ha immediatamente comunicato la decisione di autosospendersi dall’incarico di presidente della FIDE.
Importante distinguo: Dvorkovich non si è dimesso ma solamente autosospeso. Ciò significa che rimane nominalmente Presidente della FIDE, nella speranza che un suo possibile (e annunciato) ricorso venga accettato, e lascia aperta la possibilità di un suo intervento durante le elezioni presidenziali di Samarcanda a settembre, visto che potrà essere fisicamente presente.
Di fatto, oggi il Presidente ad interim della FIDE è l’ex-Campione del Mondo e Vice-Presidente della FIDE Viswanathan Anand.
Molte sono le possibili letture della decisione della UE, ma non mi sento di dire che sia una mossa mirata a colpire il mondo scacchistico o ad influenzare le prossime elezioni. Come dimostrato dalla domanda posta da Kouatly a giugno, l’inserimento di Dvorkovich nella lista dei sanzionati era una concreta possibilità, che si è probabilmente realizzata nei tempi tecnici dopo la caduta di Viktor Orbán in Ungheria, visto che l’ex primo ministro ungherese aveva ripetutamente posto il veto alle proposte di sanzioni.
Secondo passo indietro: il ritiro della candidatura alla presidenza
Strettamente collegato alle sanzioni, nei tempi e nelle conseguenze, è il discorso della candidatura di Dvorkovich per un terzo mandato da Presidente FIDE. Per gli stessi motivi per cui si è autosospeso e Karyakin non ha potuto considerare una sua candidatura, il suo stato di sanzionato gli impedisce di confermare la sua candidatura da poco annunciata. Il problema non è la sua eventuale ineleggibilità, ma la impraticabilità della sua eventuale Presidenza appesa alla speranza di una cancellazione delle sanzioni, che renderebbe altamente improbabile un voto a suo favore da parte dei delegati delle circa 200 Federazioni elettrìci.
Da notare che la candidatura non era stata ancora formalizzata (c’è tempo fino a domani 26 luglio), suggerendo che proprio l’imminenza della decisione della UE ha consigliato di evitare un passo che con tutta probabilità avrebbe fatto cadere tutta la cordata.

A probabile testimonianza che l’eventualità della sanzione era stata contemplata, ieri il candidato Vice-Presidente Timor Turlov ha comunicato con un post su Facebook che sarà lui il candidato presidente del ticket “ex-Dvorkovich”, con Anand di nuovo candidato Vice-Presidente. Non sono state annunciate modifiche al ticket, che vede quindi al suo interno ancora il Presidente della FSI Luigi Maggi; è quasi certo, comunque, l’ingresso di un’altra figura per ricostituire il pacchetto completo dei candidati.
Le elezioni di settembre diventano più confuse
Guardando oltre la presidenza Dvorkovich (ora Anand), la lotta per la successione si è complicata. Oltre alla cordata Turlov e alle annunciate cordate Buettner e Rosenstein, a sorpresa la Federazione Russa ha formalizzato il suo supporto alla candidatura del redivivo Ilyumzhinov che torna in lizza dopo la sconfitta del 2018.
Si susseguono notizie sulla costituzione dei ticket e le dichiarazioni di supporto a una candidatura o ad un’altra, lasciando un quadro di difficile lettura visto che non si può sapere con certezza se le Federazioni che avevano dichiarato supporto alla candidatura Dvorkovich la confermeranno per Turlov.

Nel gioco delle parti che ogni elezione comporta, non è così assurdo pensare che ogni Candidato lavori per ottenere un numero di voti da portare poi in dote ad un altro candidato in cambio di ruoli nel nuovo “governo”. Potrebbe essere possibile una convergenza tra le candidature di Buettner e di Rosenstein, così come Ilyumzhinov potrebbe decidere di portare i suoi voti verso Turlov, in una battaglia tra candidati tedeschi e candidati dell’area russa.
Attendiamo la formalizzazione delle candidature e le dichiarazioni di sostegno che si susseguiranno nelle settimane da lunedì alle elezioni di Samarcanda. La FIDE è davanti a un bivio molto importante: dare continuità alla gestione russo-centrica degli ultimi decenni o voltare pagina verso una gestione più imprenditoriale a trazione tedesca.