La meravigliosa partita di Frank Parr riprodotta in un arazzo
(Mario Spadaro)
Frank Parr (Wandsworth, Londra, 17 dicembre 1918 – Epsom, Londra, 28 dicembre 2003) è stato un giocatore di scacchi inglese, sia a tavolino che per corrispondenza ed essendo morto all’età di 85 anni ha avuto una delle carriere di scacchi più lunghe mai registrate.
Partecipò al London Boys’ Championship (Under 18) del 1933 e del 1934 (in cui sfiorò la vittoria), e vinse il Campionato del 1935, dopo aver vinto il London Boys’ Championship per il 1934/35.

Nel 1936 debuttò nel British Championship di Bournemouth, arrivando 5° con il punteggio di 6/11, in cui ottenne una vittoria contro Sir George Thomas, e questo diede inizio alla sua lunga e notevole partecipazione a questo specifico evento.

Nel British Chess Championship, Blackpool, del 1937 terminò al centro classifica (6-7 posto) con punti 5½; sempre nel 1937 fu aggregato come riserva nella squadra inglese per un incontro anglo-olandese disputatosi ad Amsterdam, ma senza giocare; infine terminò al 6-9 posto con punti 8, nel 47th City of London Club Championship.
Nel 1938 arrivò al 6-7 posto con punti 10 su 18 nel 48th City of London Club Championship e fu in questo torneo che creò il suo capolavoro, la partita della vita che ogni scacchista vorrebbe giocare (Reinfeld e Chernev, nel loro Fireside Book of Chess, affermarono che, a loro avviso, la partita poteva essere considerata la migliore partita d’attacco di tutti i tempi), contro George Shorrock Ashcombe Wheatcroft (un illustre avvocato e professore di diritto) che aveva vinto il British Correspondence Championship nel 1935 e giocava partite alla cieca.


Ho notato però che nella parte bassa dell’arazzo vi è la seguente scritta: F.[rank] Parr V.[ersus] G.[eorge] S.[horrock] A.[shcombe] Wheatcroft 1938 ed all’estrema destra J.Parr 1975; Parr aveva sposato la signorina Violet Joan Crockford (che morì nel 1983), quindi forse l’arazzo fu un regalo della moglie.
Nel 1939 fece parte della squadra che incontrò su dieci scacchiere quella olandese, in trasferta a L’Aia; giocò in nona scacchiera contro Emile Mulder, vincendo una partita e pattando nell’altra.
Sempre nel 1939 vinse addirittura il torneo principale di Hastings, anche se a causa della guerra già iniziata, tutti i grandi maestri di primo piano non parteciparono e lo stesso Parr giocò in uniforme essendo stato richiamato nell’esercito; nonostante le assenze importanti vincere un torneo con giocatori come Morry e Golombek non è cosa da poco conto; la guerra che durò dal 1939 al 1945 gli tolse (come a tanti giovani di quel tempo) un bel pezzo della sua vita personale e scacchistica, e senza il conflitto mondiale sarebbe andato certamente molto più in alto nella scala degli scacchi.

Dopo la guerra, il lavoro (svolgeva l’attività di fattorino alla Borsa di Londra) e le responsabilità familiari (divenne padre di tre figli e una figlia; il figlio maggiore David Parr (1944-2003) fu un buon maestro di scacchi, purtroppo morì alcuni mesi prima di suo padre, mentre un altro figlio, Peter Parr (1946-2013), anche lui buon giocatore, emigrò in Australia diventando ben noto nei circoli di scacchi locali), gli sottrassero più tempo e le sue partecipazioni agli eventi scacchistici diventarono meno continue.
Si dedicò al gioco postale e vinse il campionato britannico di scacchi per corrispondenza nel 1948 (condiviso con Gabriel Wood), nel 1949 (condiviso con H. Israel), nel 1950 e nel 1956.
Saltò la partecipazione ad alcuni campionati inglesi, mentre in altri non raggiunse prestazioni di rilievo, ad eccezione di quello del 1955 (3/5 posto con vittorie su Wade e Penrose) e soprattutto quello del 1956 in cui sfiorò la vittoria finendo secondo a mezzo punto da Conel Hugh O’Donel Alexander.


Continuò a prendere parte agli annuali tornei Hastings Challengers e l’ultimo fu quello del 2002/2003 nei quali dopo la prima e la seconda generazione di scacchisti, giocò pure con i giovanissimi della terza generazione.
