Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Creta 2026: la lezione sull’autobus

(Uberto Delprato)
Uno dei tanti ricordi che riporto da Creta, è una informale lectio magistralis che Carlos Garcia Palermo ha sviluppato, con leggerezza, sul bus che stava riportando quasi tutti i giocatori italiani all’aeroporto di Heraklion. Mentra parlava con Giulio Borgo di un po’ di tutto, dalla preparazione fisica alle esperienze di trainer, Carlos ha commentato tecnicamente un giudizio di Nigel Short espresso in uno dei suoi podcast.

L’antefatto è il match segreto che Short giocò nell’estate del 2003 contro l’allora ventenne Ruslan Ponomariov. Il giovane ucraino era diventato Campione del Mondo FIDE a gennaio 2022 e sembrava possibile un suo match contro Garry Kasparov. Da qui l’idea del match di allenamento contro uno dei GM più forti di quegli anni (Short aveva un Elo pari a 2701). L’incontro si svolse a Yalta e finì 4,5 a 3,5 per Ponomariov, che era veramente in stato di grazia.

L’ottava e ultima partita fu vinta dall’inglese, che riuscì a sfruttare l’alfiere in più in un finale dove il rischio di patta era alto a causa della presenza del famigerato “pedone sbagliato”. Le partite del match sono state rese pubbliche qualche anno fa, quindi non stiamo svelando nessun segreto, ormai. Vediamo quella che secondo Short fu una posizione chiave.

Nigel Short – Ruslan Ponomariov
Yalta 2003, 8ª partita del match



La partita continuò con


Karpov-Korchnoi, Bagujo 1978 (Chess News)

Carlos non ha elaborato nulla sul finale di Bagujo, confidando ovviamente sulla cultura scacchistica di chi lo stava ascoltando. Lo riporto brevemente qui per chi non lo ricordasse o conoscesse:

Viktor Korchnoi – Anatoly Karpov
Bagujo City 1978, 5ª partita del match mondiale


ESTCC 2026, 65+, Carlos Garcia Palermo (foto Zetta Grapsa)

E’ a questo punto che Carlos afferma che Short sbaglia nel dire che le due posizioni sono uguali e patte. Nella partita di Short, in effetti, il pedone bianco è in a2, mentre in quella di Korchnoi è in a3.

E quindi?” verrebbe da chiedersi. Carlos la fa semplice (come spiegazione): nella posizione finale della partita di Bagujo, dopo 124. Ag7 c’è lo stallo, ma se il pedone bianco fosse stato in a2, il Nero avrebbe potuto giocare 124… a3, finendo poi per perdere con il Re così lontano dal lato di Donna.

In effetti, basta utilizzare le tablebases per avere conferma di quanto ha detto Carlos: nella posizione del diagramma della variante citata da Short per la sua partita contro Ponomariov, il Bianco è dato vincente, mentre in quella di Korchnoi la partita è valutata patta.

Certo, ci vuole molta tecnica per far andare il Re nero verso l’angolo h8, ma in linea teorica si può fare“, ha concesso Carlos, che ha anche spiegato come ha fatto a essere sicuro del risultato a gioco perfetto delle due posizioni. Durante l’analisi della partita di un suo studente, il risultato previsto dal computer non era la patta che era ipotizzabile conoscendo l’esito della partita di Bagujo. Da lì la ricerca e la sintesi del giudizio: col pedone in a2 si vince, col pedone in a3 si patta.


Al di là del valore pratico di questa affermazione, a me ha colpito il fatto che tra le curve del tragitto da Hersonisson ad Heraklion, senza scacchiera e con solamente il bagaglio della propria cultura scacchistica, sia stato possibile raccontare e ricostruire un finale così tecnico semplicemente citando una partita del 1978 e una del 2003.

I tre giorni del Condor (fotogramma)

Nel film “I tre giorni del condor”, uno dei clienti del bar dove va regolarmente Robert Redford, ascolta una conversazione ricca di argomentazioni non banali ed esclama “Ecco perché vengo in questo bar la mattina: faccio colazione e imparo molte cose“. Nel nostro caso, ecco perché avere l’occasione di condividere del tempo di qualità con i Grandi Maestri serve sempre: si prende un autobus e si imparano molte cose!

PS: Si imparano molte cose, ma la cultura per comprenderle, quella bisogna portarsela da casa!

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