L’eredità di Fischer tra moglie, figlia e nipoti
Bobby Fischer e Miyoko Watai (forse) [fonte chess . com]
(Mario Spadaro)
Bobby Fischer ottenne la cittadinanza islandese pochi anni prima della sua morte; aveva acquistato una grande tenuta in Islanda, dove morì nel 2008 senza lasciare testamento, e venne sepolto nel cimitero di Laugardaelakirkjugardur vicino a Selfoss, ubicato nella parte meridionale del paese.
Secondo la legge islandese, il coniuge di una persona che muore senza testamento, eredita un terzo del patrimonio ed i figli ereditano due terzi in modo uguale (senza figli eredita tutto la moglie).
A reclamare la sua cospicua eredità, valutata in più di 2 milioni di dollari (tra immobili, preziosi, denaro, libri, cimeli e manoscritti) vi furono tre presunti eredi.
In primis Miyoko Watai, che dichiarava di aver sposato Bobby nel 2004.
In secundis Marilyn Ong, la quale affermava che sua figlia Jinky era figlia di Bobby.
In tertiis i nipoti maschi di Fischer (figli di Russell Targ e di Joan Fischer sorella di Bobby), Alexander Targ di professione medico anestesista e Nicolas William Targ di professione avvocato (dalle notizie che ho raccolto non risulta che la loro sorella, Elisabeth Targ di professione medico psichiatra, si sia associata ai fratelli per concorrere nella pratica di contenzioso legale).
Naturalmente questi ultimi sostenevano che il loro zio non avesse contratto alcun matrimonio e che non era il padre biologico di Jinky (lasciando alle parti avverse l’onere della prova di quanto asserivano), e quindi risultavano essere i parenti più stretti del de cuius.
La prima parte in causa concorrente all’eredità ad essere eliminata fu Marilyn Ong, la quale aveva affermato che Bobby aveva generato sua figlia Jinky e li aveva sostenuti finanziariamente quando viveva nelle Filippine ed aveva continuato a farlo dopo essersi trasferito in Islanda (la signora Ong presentò una foto nella quale vi erano Bobby, Jinky e lei stessa sdraiati in un letto).
Poiché non vi erano campioni del DNA di Bobby nell’Ospedale dove morì, la Corte Suprema islandese ordinò che i resti di Bobby fossero riesumati per determinare se lui fosse il padre di Jinky; l’esito dell’esame fu negativo e l’affermazione di paternità risultò pertanto falsa (per cui il test determinò solamente che la signora Ong aveva avuto un’altra relazione contemporaneamente a quella intrattenuta con Bobby).

Diverso il caso di Miyoko Watai, nata l’8 gennaio 1945 a Tokyo, che imparò a giocare a scacchi dopo essersi laureata alla Meiji Pharmaceutical University divenendo farmacista di professione; ha vinto il campionato femminile giapponese nel 1975 ed è stata segretaria generale della Japan Chess Association, nonché arbitro internazionale.
Dopo che Fischer vinse il Campionato del Mondo nel 1972, divenne una sua fan, ritagliò ogni articolo su di lui ed iniziò a studiare le sue partite; quando Fischer visitò la Japan Chess Association nel 1973 al fine di trovare sponsor per una rivincita con Spassky, Watai fu scelta per accompagnarlo in un breve tour di Tokyo.
In seguito a questo incontro, Fischer le chiese di andarlo a trovare negli Stati Uniti mentre si recava in Colombia per le Olimpiadi di Scacchi Femminili del 1974; in quel periodo Fischer viveva a Pasadena, in California, avendo aderito all’organizzazione religiosa Chiesa di Dio ed abitava in una struttura del centro religioso.
Durante la sua visita a Fischer, uscirono per visitare la città, andarono a cena e si recarono anche a Disneyland ed a Las Vegas; in seguito, continuarono a frequentarsi ed a scambiarsi lettere.
Mentre Fischer era in fuga dal governo degli Stati Uniti (era ricercato per violazioni delle sanzioni internazionali all’ex Jugoslavia nel 1992, avendo organizzato lì la rivincita del match con Spassky), Watai lo visitò anche in Ungheria; Fischer finì in Giappone per cercare di promuovere il suo orologio per gli scacchi e scoprì che gli piaceva stare lì perché nessuno lo riconosceva e i fotografi lo lasciavano in pace.
Bobby alla fine si stabilì a vivere in casa di Watai, nel centro di Kamata nell’Ota Ward di Tokyo convivendo con lei, ma fu solo dopo il suo arresto all’aeroporto internazionale di Narita, perchè viaggiava con un passaporto statunitense non valido (il passaporto non era scaduto come termini, ma era stato revocato), che decisero di sposarsi per evitare l’estradizione negli Stati Uniti.
Watai si recò al reparto dell’ufficio dell’Ota per registrare il loro matrimonio, ma la richiesta non venne accettata perché Fischer non era in grado di presentare i documenti che venivano forniti dall’ambasciata degli Stati Uniti per sposare una donna giapponese.
Inoltre si attivò in ogni modo per cercare di liberare Bobby con il sostegno dei suoi fan, fondando il «Comitato per la Liberazione di Bobby Fischer».
Questo gruppo iniziò ad intraprendere azioni legali per impedire al governo giapponese l’estradizione di Fischer; le iniziative intraprese ritardarono la procedura dando la possibilità di cercare ulteriori alternative.
Nel frattempo Bobby venne trasferito dalla cella dell’aeroporto di Narita, al centro di detenzione di Ushiku (prefettura di Ibaraki).
Tra i sostenitori di Bobby vi fu pure John Bosnitch, che era un consulente di Fischer a Tokyo, e che concorse ad aiutarlo a cercare asilo politico, tentando di fargli ottenere la cittadinanza tedesca.

Poiché tutti i tentativi effettuati non ebbero il successo sperato, tramite amici che Fischer aveva in Islanda, tra cui Sæmi Rock Palsson, guardia del corpo di Bobby nel 1972 ed il grande maestro Fridrik Olafsson, ottenne la cittadinanza in quella nazione in quanto il suo match con Spassky giocato nella capitale, contribuì a rendere famoso il paese in tutto il mondo.
Il 21 marzo 2005 il Parlamento islandese votò di concedere la cittadinanza islandese a Fischer, con 40 voti favorevoli, 2 astensioni e 0 contrari e pertanto gli fu consentito il permesso di trasferirsi lì.
La signora Watai, che rimase in Giappone, viaggiò spesso in Islanda per trascorrere del tempo con lui (altre fonti invece asseriscono che si trasferì subito stabilmente in Islanda con suo marito e vi restò anche dopo la sua morte).
Quando Fischer morì, nonostante che lei avesse esibito una copia della sua licenza di matrimonio certificata dall’ambasciata giapponese, un tribunale islandese non riconobbe l’unione, richiedendo una documentazione aggiuntiva.
Nel 2009 la Corte Suprema islandese annullò una decisione del tribunale municipale secondo cui Watai era legittimamente erede, affermando che la prova definitiva del matrimonio avvenuto il 6 settembre del 2004 non era stata resa disponibile.
Dopo un iter burocratico durato alcuni anni e la presentazione di ulteriore documentazione, questa volta ritenuta sufficiente, il 2 marzo del 2011, la Corte distrettuale di Reykjavík sentenziò che Miyoko Watai era stata la moglie del defunto gran maestro degli scacchi Robert James Fischer e pertanto era la sua erede legale.
Il giudice del tribunale, Ingridur Eiriksdottir, stabilì che il matrimonio era legale e dichiarò che i nipoti di Fischer dovevano pagare a Watai 6,65 milioni di corone islandesi (in dollari $ 57.520 ed in euro 41.000,00) come costi per spese legali.
L’avvocato dei nipoti Gudjon Olafur Jonsson, rilasciò una dichiarazione alla radio di stato islandese, nella quale si diceva che molto probabilmente i suoi clienti avrebbero impugnato la sentenza facendo ricorso alla Corte Suprema dell’Islanda, ma in seguito riconoscendo che l’appello non avrebbe avuto successo, il ricorso non ebbe luogo, dal momento che non si è più sentito parlare di questa vicenda, e così finalmente, l’ombroso e ribelle Bobby Fischer poté riposare in pace.

A mio parere, penso che l’eredità di Fischer sia andata con merito, alla persona che veramente lo ha amato.

Concludo con una miniatura di Miyoko Watai:
Appendice con nota dell’autore

Fotogramma estratto da un video di You Tube

Fotogramma estratto da un video di You Tube
Le foto di questo articolo (tranne quella con la presunta figlia Jinky Ong, quella con Palsson e quella finale), anche se pubblicate da altri siti, provengono dagli album donati dal Presidente Marcos a Bobby Fischer per commemorare la sua visita nelle Filippine nel 1973 (dopo quella avvenuta nel 1967).
Gli album si trovavano in un deposito a Pasadena, abbandonato da Fischer quando fuggì dagli Stati Uniti e finirono in un mercatino delle pulci locale.
Ignoro come siano arrivati in possesso di un influencer argentino (candidato maestro, istruttore, giornalista) dal cognome italiano, che ha elaborato le fotografie trasformandole in tre video (uno a colori per il 1973 e due in bianco e nero per il 1973 ed il 1967), e che li ha pubblicati sia sul suo canale You Tube che su ChessBase: Chess News.
Da quest’ultimo sito i video sono state cancellati, mentre sono ancora presenti su You Tube (da cui li ho scaricati prima che spariscano anche da qui).
Nelle foto in cui Bobby appare in compagnia di una bella ragazza, alcuni ritengono di riconoscere accanto a lui una giovanissima Miyoko Watai, però altri pensano che non sia lei ma una non identificata ragazza filippina (da tenere in considerazione che le foto sono state fatte durante un ricevimento in onore di Fischer, e la ragazza porta acconciatura, trucco ed abbigliamento che valorizzano molto l’aspetto fisico rimodellandolo).
La perplessità deriva anche dal fatto che la sola foto di cui si ha certezza dell’identità di Miyoko da giovane in quel periodo, è stata scattata male eliminando una parte della testa, mentre tutte le altre foto pervenute su di lei ritraggono una donna piuttosto avanti negli anni.

Fotogramma estratto da un video di You Tube
Però la vecchiaia è impietosa e lascia i suoi segni (e lo dico per esperienza personale) ed anche per Fischer anziano è difficile pensare che sia quel pimpante giovanotto di un tempo.
Come la maggior parte delle cose che riguardano Bobby, pure per le foto familiari vi è una situazione controversa ed opinabile.

Molto interessante. Grazie