Scaccobollo – Bobby Fischer 11° Campione del Mondo 1972-1975
“Il gioco degli Scacchi, il Re dei giochi, attraverso la filatelia: la Regina degli hobby”
(Roberto Cassano)
Robert James Fischer, detto “Bobby” (Chicago, 9 marzo 1943 – Reykjavík, 17 gennaio 2008), è stato l’undicesimo campione del mondo di scacchi dal 1972 al 1975. Col titolo raggiunse il punteggio Elo di 2785.
Ci sono campioni del mondo che hanno costruito una lunga carriera, difendendo più volte il titolo e lasciando dietro di sé decine di match e centinaia di partite. E poi c’è Bobby Fischer il cui regno durò soltanto tre anni e fu preceduto da una delle più straordinarie scalate al vertice nella storia degli scacchi, ben riassunta dal nostro Capece qui. Inevitabilmente, essendo noi del blog ‘figli di Fischer’, qui c’è molto altro su di lui.

Fischer non è stato esclusivamente lo sfidante americano che affronta e batte il campione sovietico: è diventato un’icona universale degli scacchi e la filatelia ha raccontato Fischer in diverse occasioni. Ne scegliamo due, molto diverse tra loro: una emissione contemporanea al suo trionfo di Reykjavík che ricorda il match quando era già diventato leggenda e una, molto più tarda, postuma, dedicata direttamente alla sua figura.

Il primo francobollo non raffigura direttamente Fischer. È però probabilmente il francobollo più importante per raccontare la sua conquista del titolo mondiale. L’Islanda lo emise il 2 luglio 1972, per celebrare il Campionato del Mondo di Reykjavík tra Fischer e il campione in carica Boris Spasskij. Una di curiosità: il 2 luglio avrebbe dovuto essere la data d’inizio del match ma le ben note vicende organizzative fecero slittare la prima partita all’11 luglio e, quindi, è stato emesso prima che Fischer diventasse campione del mondo, anzi, quando venne stampato non solo il risultato della sfida era ancora tutto da decidere ma non si sapeva ancora con certezza se il match si sarebbe giocato.
Il valore facciale è di 15 corone islandesi. Il disegno è essenziale e allo stesso tempo molto efficace. Il paese che ospitò il match e le poste islandesi scelsero la scacchiera e il mondo: il planisfero del mondo sovrapposto alla scacchiera, quasi a suggerire che quell’incontro sportivo non sarebbe stata soltanto una sfida fra due grandi giocatori ma un avvenimento destinato a interessare il mondo intero. E così fu.

Fonte: Emissione filatelica ufficiale della Repubblica di Gibuti (2023).
Questa seconda immagine mostra un foglietto filatelico (francobollo e poster commemorativo) emesso dalla Repubblica di Gibuti nel 2023 per il 15° anniversario della scomparsa di Bobby Fischer (1943-2008).
Il celebre Bobby Fischer è raffigurato in primo piano, pensante con la mano sinistra sulla fronte e nel francobollo in alto a sinistra mentre affronta il sovietico Petrosjan (chissà perché lui e non Spassky?). Fischer è quello che il grande pubblico ha imparato a riconoscere: sempre molto concentrato davanti alla scacchiera, con quell’espressione assorta che sembra escludere tutto ciò che esiste al di fuori delle 64 caselle.
Riporta il valore facciale di 1000 FD (franchi gibutiani), la dicitura REPUBLIQUE DE DJIBOUTI, oltre ad una breve sintesi storica in lingua francese che ricorda Fischer divenne campione degli Stati Uniti non ancora quindicenne e, nel 1972, campione del mondo vincendo il cosiddetto «match del secolo» a Reykjavik contro lo sfidante sovietico Boris Spassky, in piena Guerra Fredda. Qui non c’è più soltanto Reykjavík. Non c’è soltanto il Campionato del Mondo. C’è anche l’uomo.
Quello che vinse, per otto volte consecutive il Campionato statunitense dal 1958 al 1966, dall’età di 15 anni fino a suoi 23 (in quello del 1963-64 vinse addirittura tutte le partite).
Ma anche quello delle numerose richieste, dei molti ritiri e dei molti ritorni, ne ricordiamo alcuni:
- quando al torneo dei candidati del 1962 di Curaçao (vinse Petrosjan, seguito da Keres e Geller e Fischer terminò al quarto posto +8 =12 -7) accusò i giocatori sovietici di accordarsi tra di loro per delle patte veloci per giocare al massimo contro gli avversari non russi. La FIDE, decidendo di dare maggiore spazio ai giocatori non sovietici, cambiò il regolamento, in modo da togliere ai sovietici qualsiasi possibilità di accordo o macchinazione ma Fischer non rimase soddisfatto e dichiarò che non avrebbe più giocato in tornei all’estero;
- quando non si presentò al torneo interzonale di Amsterdam del 1964.
- Quando richiese una borsa di 5.000 dollari per partecipare alle Olimpiadi di Tel Aviv dello stesso anno, che gli fu rifiutata e quindi non vi partecipò.
- Quando nel periodo tra il 1962 e il 1967 Fischer si ritirò quasi totalmente dall’attività agonistica. Partecipò però, giocando per via telematica dal Marshall Chess Club, al Capablanca Memorial, che si tenne nel 1964 a L’Avana.
- Quando nel 1967 Fischer ritornò sui suoi passi, accettando di partecipare al torneo interzonale di Susa, in Tunisia. Dopo dieci turni era in testa con ampio margine, ma scoppiò una disputa sulle sue pratiche religiose con gli organizzatori, non si presentò alla partita successiva e fu squalificato.
Forse l’aspetto più singolare di Fischer è che dopo il 1972 non giocò più un match ufficiale per il Campionato del Mondo. Nel 1975 avrebbe dovuto difendere la corona contro Anatolij Karpov, ma le sue richieste sulle condizioni del match non furono accolte dalla FIDE e lui non giocò. Il titolo passò così a Karpov senza che Fischer fosse stato sconfitto sulla scacchiera.
(Qui la rubrica precedente e qui tutti gli articoli di questa rubrica)
[Come è consuetudine si cercherà di seguire cronologicamente, senza avere la pretesa di essere esaustivi, quanto scritto sulle maggiori riviste scacchistiche italiane da vari autori (Ariodante Agostinucci, Oscar Bonivento, Giuseppe Scoleri Cardelli, ecc.); a tutto ciò si aggiungeranno informazioni dai vari cataloghi italiani ed esteri e anche dal web, facendo largo utilizzo delle immagini cortesemente rese disponibili da Roberto Cardani, titolare del gruppo Facebook ‘Filatelia e Scacchi’, che ringraziamo.]