Emil Joseph Diemer

(Marco B.)

Come si fa a scrivere un articolo su un maestro di scacchi dal passato nazista che finisce i suoi giorni in un ospedale psichiatrico e che riteneva di aver svelato i misteri di Nostradamus? Eppure su questo maestro tedesco sono già stati scritti dei libri e la sua apertura prediletta ha avuto l’onore di libri di teoria che continuano a uscire ancor’oggi (letteralmente, gli ultimi sono del 2017).

Emil Joseph (Josef) Diemer nasce nel 1908 a Radolfzell sul lago di Costanza e viene contagiato quasi subito dal morbo scacchistico. Non è però abbastanza forte e quindi per vivere fa il giornalista di scacchi e per questo aderisce al partito nazista. Vorrei poter dire che lo fa “solo” per questo, ma purtroppo non sembra: Diemer si auto entusiasmava per qualunque cosa intraprendesse ed è nazista convinto fin dal 1931. Di questi anni sono i libri sui tornei di Monaco 1936, Ostenda 1937 e AVRO 1938.

senechaud

Dopo la guerra riprende a giocare e crea la “setta” degli adoratori del gambetto Blackmar-Diemer (ne abbiamo parlato e ne parleremo), e intorno ai cinquant’anni ha il suo periodo migliore come giocatore; dotato di un senso tattico pericolosissimo, il suo motto è giocare per dare matto fin dalla prima mossa. Nei guai con la federazione tedesca (accusa presidente e dirigenti di omosessualità) gioca soprattutto in Olanda; oltre agli scacchi gli prende la fissa dell’occultismo, della cabala e di Nostradamus. Di quest’ultimo dichiara di aver decifrato tutte le profezie… e non c’è da meravigliarsi se finisce in un ospedale psichiatrico a Fußbach/Gengenbach, con i medici che gli proibiscono gli scacchi. Guarisce nel 1971 (o meglio gli viene permesso di giocare di nuovo a scacchi), ma non avendo introiti degni di questo nome, rimane come ospite nell’ospedale psichiatrico dove vivrà fino alla morte avvenuta nel 1990.

Sul suo gambetto sono stati scritti molti più libri di quanti vi aspettereste da un’apertura minore, e almeno tre sulla sua vita [vedi nota]. Il libro di Dany Senechaud è quello che preferisco, oltre a foto e dettagli sulla vita di Diemer ci sono anche le aperture che giocava ed è un piccolo manuale di aperture … hmm … diciamo particolarmente aggressive e scorrette (non mancano il gambetto Elefante e il mio vecchio amore, il gambetto Lettone).

Per curiosità vediamo una divertente miniatura di Diemer col nero, quando aveva quasi settant’anni, un sacrificio ben noto, ma sempre attraente e didattico!

Heinz Krebs – Emil Joseph Diemer
Germania, 1974
Gambetto Englund
1. d4 e5 2. Cf3 (il bianco non è molto aggressivo) e4 3. Cfd2 d5 4. c3 Ad6 5. e3 Cf6 6. Ae2 c6 7. O-O h5! (banzai!) 8. f3

KrebsDiemer

8 … Axh2+! (che altro? mi provocano e reagisco!) 9. Rxh2 Cg4+ 10. fxg4? (10. Rg1 era meno collaborativa) hxg4+ 11. Rg1

KrebsDiemer2

11… Th1+! (dopo 11… Dh4 12. Tf4! il nero sta molto meglio, ma è ancora lunga) 12. Rxh1 Dh4+ 13. Rg1 g3 0-1


[nota]

  • Georg Studier: Emil Joseph Diemer, ein Leben für das Schach im Spiegel seiner Zeit. Dresden 1996.
  • Dany Sénéchaud: Emil Diemer (1908–1990), missionnaire des échecs acrobatiques. France, 3rd ed., 2003
  • Alan Dommett: Emil Josef Diemer 1908-1990, A Life Devoted to Chess – Book Guild Ltd 2003

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