Si può non vedere ben quattro matti in una mossa?

(Topatsius)
Certo che si può! Eccome! E non occorre essere degli “spingipedoni” di quarta categoria di circolo. Può accadere anche in partite di qualche importanza e fra giocatori di decente livello. E’ accaduto, ad esempio, quest’anno nel corso del secondo turno del campionato di Russia a squadre.

Protagonista dell’orribile quanto incredibile misfatto è stato Boris Ofitserian (diciottenne Maestro FIDE di Elo 2421), di nero, contro Maxim Vdovin (anni 16, Elo 2139). Ofitserian aveva giocato fino al tratto numero 32 una partita (quasi) da incorniciare, pur avendolo il bianco un po’ aiutato nel realizzare la rete del matto. Ma al trentatreesimo tratto di cosa si è trattato? Tutti (ma chi lo sa, a questo punto?) avremmo visto che spostando l’alfiere e con lo “scacco di scoperta” c’è il matto, e non uno ma quattro addirittura diversi: Ac1, Ad2, Ag5 e Ah6 e sempre matto è!

Ma forse Boris, che tra l’altro non era affatto in zeitnot, voleva giocare ancora un poco; e allora ha deciso di intrattenersi per qualche altro tratto muovendo 33… f5+ 34.Re5? (per evitare il matto si doveva dare qui la Torre con 34.Txf5) 34… Af4+ 35.Rxf4 De4+ e il giovane Vdovin ha abbandonato.

Abbiamo assistito, insomma, ad un’altra curiosa pagina della infinita enciclopedia mondiale degli scacchi. Ne vedremo delle altre, anche più belle.

PS: Forse il giovanotto russo avrebbe avuto meno problemi con la posizione del diagramma, nel quale il Bianco muove e NON matta in 1 mossa.

Karl Fabel - Il B muove e NON matta
Karl Fabel – Il Bianco muove e NON matta

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