Marostica, uno spettacolo nello spettacolo

(Massimo De C.)
Tra le numerose manifestazioni a carattere storico-folcloristico, che si tengono nel nostro bel paese durante il periodo estivo quella di Marostica, in provincia di Vicenza, merita senza dubbio uno dei posti d’onore per la scenografia e l’accuratezza nella ricostruzione di una contesa amorosa sfociata in un duello non cruento ma intellettuale, di cui la partita a scacchi è la sua espressione.

[Dal Zotto Antonio, vecchia veduta di piazza degli scacchi, Marostica (VI), scansione di cartolina anni ’50 del Novecento]

L’evento prende spunto dalla storia di due giovani ragazzi innamorati della bella Lionora, figlia di Taddeo Parisio, il Castellano di Marostica; siamo nel 1454 e la ragazza viene contesa fino al punto che decidono di battersi in duello, anche se vietato dalla legge era considerato “normale” per le questioni di cuore, ma per evitare inutili spargimenti di sangue il Castellano  bandisce tra i due pretendenti una partita a scacchi: chi vincerà la prenderà in sposa, mentre chi perderà avrà in moglie Oldrada, la sorella di Lionora.


La cronaca: sono arrivato a Marostica domenica 9 settembre, con buon anticipo sull’orario previsto per lo spettacolo (ore 17) poiché mi immaginavo una notevole affluenza di spettatori e, in effetti, erano veramente tanti che affollavano tutte le stradine attorno alle mura del castello che domina l’ingresso alla cittadina.

Marostica è molto bella e caratteristica ed è circondata dai monti; guardando di fronte ad una delle porte d’ingresso si possono osservare delle mura che corrono sul crinale di un monte ed arrivano ad un altro castello, distante circa due chilometri, che domina la cittadina dall’alto chiamato Castello superiore, mentre quello dove si svolge la partita a scacchi è chiamato Castello inferiore (Castello da basso).

Partita al Nobile
Ziogo de li Scacchi
che se zuga nel campo grande
del Castello da basso della città de
Marostega nel mese di settembre
[1]

Pur nel poco tempo avuto a disposizione, ho potuto dare uno sguardo sommario alla cittadina, con i suoi caratteristici scorci e stradine dove si trovano botteghe con ogni genere di articoli. E’ uno di quei luoghi dove si respira un’aria piacevole, dove le tradizioni, e non solo quella legata all’evento scacchistico, sono ancora molto vive.

Marostica, veduta generale dal mio punto di osservazione (fotografia di Massimo De Carolis)

Dopo aver preso posto nella tribuna ed aver pazientemente atteso l’ingresso di quasi tutti gli spettatori – 3.000 posti disponibili erano quasi tutti occupati – lo spettacolo è finalmente cominciato.

Impressionante, ed anche emozionante, almeno per me, il preludio allo spettacolo: dopo che è stata rimossa la copertura dalla pavimentazione del cortile del castello per mostrare la famosa scacchiera, è seguito un corteo di personaggi – oltre 550 compresi i figuranti – che avrebbero preso parte alla rievocazione storica.

Ingresso e posizionamento dei pezzi (durata 4’ e 32’’ – video di Massimo De Carolis)

La rievocazione è resa come in una commedia dove tutti i personaggi, vestiti secondo la moda dell’epoca, dialogano in dialetto veneto e descrivono i momenti essenziali che hanno portato alla sfida sulla scacchiera; tutti gli ordini alle milizie vengono ancora impartiti nella lingua della “Serenissima Repubblica di Venezia”: … per amor de Madonna Lionora, fia puta del Castelan, i Nobili Missieri Vieri et rinaldo se già desfidà a tutta oltranza, ma messer Parisio, Castelan, gà ordenà che dito duelo creunto non se fazza pena la testa, e che la sfida sia combatuda nel Campo Grande del Castelo al Nobil Zioco de li Scacchi a pezzi grande et vivi, armadi de Nobil Insegne de Bianco et de Negro…[2]

Le varie scene sono intervallate da spettacoli vari, quali danze, sfilate di nobildonne, uomini d’arme, cavalieri e sbandieratori (questi ultimi meritano una menzione particolare perché sono fiorentini, notoriamente rinomati in questa arte).

Ingresso e posizionamento dei pezzi (durata 0’ e 43’’ – video di Massimo De Carolis)

In tutto questo contesto, la partita di scacchi vera e propria occupa un tempo piuttosto limitato (meno di mezzora) anche se gioca un ruolo essenziale nella narrazione. Innanzitutto, la scenografia, scacchiera e figure, è veramente suggestiva: Re e Regina con i loro paggetti a reggere i mantelli, cavalli e cavalieri, torri (molto somiglianti a delle vere torri) manovrate da persone; poi la ricostruzione delle mosse, non semplicemente enunciate come in un testo di scacchi nella consueta notazione algebrica, ma rese in versi poetici e sempre in dialetto veneto dell’epoca.

Per ragioni di tempo, la partita deve avere dalle 16 alle 20 mosse ed essere spettacolare, così da durare circa 20 minuti e mantenere alto il livello dello spettacolo e l’attenzione anche del pubblico non esperto; la partita non è quella realmente giocata dai primi due contendenti nel 1454 perché non si ha conoscenza di quelle mosse e la partita viene scelta fra le più famose partite della storia degli scacchi. Quest’anno è stata riprodotta l’ “Immortale” giocata tra Anderssen e Kieseritzky a Londra nel 1851 dove il bianco vinse sacrificando praticamente tutto e dando matto al nero con soli tre pezzi minori, due cavalli e un alfiere.

In molte altre occasioni sono state rigiocate altre belle partite come ad esempio la ‘Sempreverde’, giocata tra Anderssen e Drufesne a Berlino nel 1852, oppure quella giocata da Morphy contro due forti dilettanti in consultazione (Duca di Brunswick e il Conte Isouard) all’Opera di Parigi nel 1858 o, infine, come il capolavoro di Schlechter, la sua ‘Immortale’, giocata contro Fleissig a Vienna nel 1893 e mostrata al pubblico nell’edizione del 1954 diretta da Mirko Vucetich.

Il Castellano consegna le figlie Lionora e Oldrada (durata 1’ e 50’’ – video di Massimo De Carolis)

Dopo due ore o poco più, lo spettacolo si è concluso con il Castellano che consegna le due figlie ai due contendenti: Lionora a Vieri da Vallonara, che vinse la sfida a scacchi, e Oldrada a Rinaldo d’Angarano.

Nei tempi moderni, la tradizione della rievocazione della partita a scacchi viventi di Marostica venne iniziata dal Prof. Pozza nel 1923, subito interrotta e poi ripresa a partire dal 1954, nell’anno del suo 500° anniversario. Oggi è uno degli spettacoli italiani storico-folkloristici più richiesti e rappresentati nel mondo (Bruxelles 1958, New York e Los Angeles 1984, Vancouver 1986, Roma e Stoccarda 1987, San Paulo 1991, Chicago 1992, Toronto 1997, Lugano 2001, Melbourne 2003). Offre a tutti, appassionati e non del nobile gioco, uno spettacolo di forte suggestione per la ricostruzione scenica e per l’impiego di mezzi e persone, unitamente alla ricchezza di costumi d’epoca, che consiglio vivamente a tutti di ammirare almeno una volta, ricordando che si svolge sempre nel secondo fine settimana di settembre degli anni pari. Il prossimo appuntamento sarà nel 2020.


[1] Vucetich M., La partita a scacchi, a cura della ‘Pro Marostica’, 1955.
[2] Vucetich M., Op. cit., dal depliant all’interno.


Massimo De Carolis è nato a Roma nel gennaio del 1956. Diplomato nel 1976 come perito elettrotecnico, è tuttora nel mondo del lavoro. Gli scacchi sono diventati la sua passione dal 1972 e dal 1988 è socio dell’Accademia Scacchistica Romana. Ha iniziato a giocare nei tornei ufficiali FSI relativamente tardi (1989) ed è CM nel gioco a tavolino.

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