Il matto arriva direttamente su calcio d’angolo

(Topatsius)
Perché inventarsi lunghe, oscure combinazioni? Perché provare astrusi schemi sui calci di punizione o d’angolo? Perché sacrificare due o tre figure per spingere per forza un pedone in ottava o un’ala sinistra in un’incerta e scomoda corsa di contropiede? Lo sapete o no che certe volte basta un semplice colpetto (da fermo) che arriva il matto senza complotto, diretto e in un sol botto? Come sarebbe, non ci credete?

Guardate qua, allora, e poi riparliamone.

Foulds-Lang, Auckland 1956

Questa partita fu giocata nel 1956 da due poco conosciuti neozelandesi. L’idea del Bianco è semplicissima. La vedete? … … …

Se non l’avete vista in meno di dieci secondi è meglio che riposiate per sempre la scacchiera in un cassetto: siete negati, non vincerete mai una partita in brillantezza. Lo vedete o no che ci sarebbe il matto con Te8 se le colonne “e” e “c” non fossero ostruite? E allora “disostruiamole”, no?

18.Dxd5+ exd5 19.Ab6+ axb6  20.Te8 matto

Come l’uovo di Colombo, vero? E quell’anno Frederick Alexander Foulds vinse il titolo di campione neozelandese. Altrettanto può accadere nel gioco del calcio. Molto semplice: basta saper battere i corner come sapeva fare l’uruguayano ex interista Alvaro Recoba, oppure come ha dimostrato di saper fare lo scorso 4 agosto Junior Sornoza, attaccante ecuadoregno della squadra del Fluminense in una partita di Coppa del Sud America giocata contro il Defensor Sporting.

Clip video tratta da GoalsArena.org

Qualcuno di voi potrebbe eccepire che l’estremo defensor del Defensor non è stato troppo attento. Ma tant’è: tentar non nuoce, e il gol è stato spettacolare, indimenticabile per chi l’ha siglato e per chi l’ha subito.

Proprio come quel facile matto visto poco fa, anch’esso venuto all’improvviso e da lontano, dalla prima traversa bianca. Buona giornata e … buona partita se sarete allo stadio!

One thought on “Il matto arriva direttamente su calcio d’angolo

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  1. Curiosità: Il gol olimpico (calcio d’angolo) è stato realizzato per la prima volta dal calciatore argentino Cesáreo Onzari, in una partita amichevole tra le squadre dell’Argentina e dell’Uruguay, giocata a Buenos Aires nell’anno 1924. Il nome avvenne perché quell’anno gli uruguaiani avevano vinto alle Olimpiadi di Parigi.

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