I luoghi degli scacchi: Las Vegas

(Claudio S.)
“Twilight zone” è stata una splendida, indimenticabile, serie televisiva in bianco e nero, del genere fantascientifico, dei primi anni ’60, serie che fu poi tradotta e doppiata in Italia sotto il nome de “Ai confini della realtà”. In un memorabile episodio (il n. 17 dei complessivi 36) intitolato “La febbre” i due protagonisti, una coppia attempata della provincia americana, vincono ad un concorso un soggiorno premio a Las Vegas…..

Entrano in uno dei numerosi casinò, tra i gridolini di meraviglia e di eccitazione della moglie e i continui brontolii del marito, un tipo noioso e moralista, visibilmente contrario a quell’ambiente che giudica vizioso e niente affatto interessante. La moglie dopo vari tentativi lo convince a non andare a letto dopo cena e ad accompagnarla al casinò. Il vecchio trova per caso un dollaro per terra e poiché non lo considera guadagnato onestamente, lo infila in una slot-machine.
La macchina, dopo aver prodotto la combinazione vincente, si illumina gioiosamente e vomita una cascata di tintinnanti monete d’argento. L’uomo man mano, suo malgrado, sotto gli occhi impotenti della moglie, si fa prendere dalla febbre del gioco sino a spendere tutti i suoi risparmi e infine a divenire preda di allucinazioni nelle quali si vede inseguito dappertutto nel lussuoso albergo dal maledetto attrezzo mangiasoldi che egli chiama ormai “mostro dotato di una volontà propria”. Alla fine, terrorizzato da tali visioni e braccato dal mostro, il poveretto si getta da una finestra e muore. Come sappiamo, dietro il moralismo spesso si cela il vizio represso.
Il Male non esiste di per sé, come dicono molti di luoghi come Las Vegas, ma alberga silente dentro di noi e può, nei momenti più inaspettati, germogliare e produrre i suoi frutti avvelenati.


Las Vegas 1999- Dopo lunghe polemiche, la FIDE decide di abolire i diritti del campione uscente, ed organizza un mondiale ad eliminazione diretta, con partite normali e spareggi a gioco semilampo e lampo. Assenti Kasparov, Anand e Karpov, la finale è tra i sorprendenti Khalifman e Akopian.

L’ex-presidente della FIDE Florencio Campomanes effettua la prima mossa del match tra Akopian e Khalifman (foto originale di Elizabeth Karnazes)

Las Vegas, Campionato del Mondo FIDE, 1999

Finale: Khalifman – Akopian 3,5-2,5

Semifinali: Akopian – Adams 2,5-0,5 e Khalifman – Nisipeanu 3,5-2,5

Quarti: Adams – Kramnik 3,5-2,5 , Akopian – Movsesian 2,5-1,5 , Khalifman – J.Polgar 1,5-0,5 e Nisipeanu – Shirov 1,5-0,5

Ottavi: Kramnik-Topalov 3-1 Adams-Dreev 4-2  Movsesian-Fedorov A. 3,5-2,5  Akopian-Georgiev 1,5-0,5  Polgar J-Zvjaginsev 3-1 Khalifman-Gelfand 2,5-1,5 Nisipeanu-Ivanchuk 2,5-1,5 Shirov-Short 1,5-0,5

3°turno: Kramnik-Korchnoi 1,5-0,5 Topalov-Psakhis 1,5-0,5 Adams-Almasi 1,5-0,5 Dreev-Rublevsky 1,5-0,5 Fedorov A.-Timman 1,5-0,5 Movsesian-Leko 2,5-1,5 Georgiev-Svidler 1,5-0,5 Akopian-Bareev 2,5-1,5 Polgar J.-Magem 1,5-0,5 Zvjaginsev-Krasenkov 1,5-0,5 Gelfand-Lautier 4-2 Khalifman-Asrian 1,5-0,5 Nisipeanu-Leitao 2,5-1,5 Ivanchuk-Shipov 2-0 Short-Beliavsky 1,5-0,5 Shirov-Milos 3-1


Puoi trovare “I luoghi degli scacchi” nelle principali librerie on-line, come MondadoriStore, ibs e laFeltrinelli.

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