Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

“g7” oppure “g11”?

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(Topatsius)
Preparatevi anzitutto a un post un po’ diverso dal solito. “g7” o “g11”? Ebbene, finché gli scacchi si giocheranno su di una tavoletta con 64 caselle non vedremo mai un alfiere in g11 o un sacrificio di Torre in g11.

Lapalissiano, in verità, anche se consiglierei di sottoporre l’affermazione di cui sopra a qualche programma di scacchi (non si sa mai …).

Nel mondo però le cose potrebbero andare diversamente. Infatti al presidente USA pare non bastino più le attuali 7 colonne del mondo (i “g7” o “G7”): Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti e Italia (sì, ci siamo pure noi, anche se a qualcuno parrà strano …). Lui dice di volerne non 8 ma addirittura 11, di colonne (un “g11”), imbarcandone in funzione anti-Cina altre 4, ovvero Russia, India, Australia e Corea del Sud.

Il personaggio, in realtà, di queste 4 terrebbe molto, e per ovvie ragioni, ad imbarcarne una soltanto (troppo facile indovinare quale), ma a questo punto è opportuno che si fermino le analisi del mio Nalimov (o Lanimov?), e perciò io ripiego sulla tradizione: g7 e la casa g7.

Qui, sulla mia cara casa g7, più che un alfiere in fianchetto mi piace sempre vedere un bel sacrificio di Torre. O meglio: due sacrifici di Torre, come questi che vediamo oggi, tratti da due partite fra quelli che il mio Nalimov (o Laminov?) considera tra i primi 4 giocatori al mondo fra gli anni ’50 e ’60 (??).

Rang-Winkel, Copenhagen 1955

 Il conducente dei pezzi bianchi (uno che nella sua carriera ha utilizzato col Bianco esclusivamente e sempre l’apertura … Bird) è più astuto di un presidente USA e ha notato che non può posizionare il suo cavallo nella casa f6 a causa della fastidiosa presenza del pedone nero g7. Questo pedone va perciò eliminato ad ogni costo:

Bang! Anzi: Rang. E’ finita. E passiamo all’altra.

Lepiskin-Kosterin, URSS 1963

Vi dispiace se qui la casa speculare g2 prende il posto di quella g7? Fa nulla, vero? L’importante è la grazia della combinazione, no? Ed è pure giusto mostrare una vittoria del Nero dopo quella del Bianco! O no? Che ne dice il presidente già citato? Come? Ah! Ha finalmente deciso di giocare la variante “Art Acevedo”? Bene, molto bene, era ora.

Aggiungo ancora che il Lepiskin di questa partita non va confuso con il meno noto Vladimir Lepeshkin e che secondo la Pravda era un parente di Vasilij Mitrokhin (notizie non confermate da Lanimov, ndr).

Sono passati 8 anni dalla precedente partita e la prima versione di Lanimov (o Manilov?) è nel frattempo troppo invecchiata e perciò arrugginita.

Di conseguenza provo io a spiegare perché il conducente dei bianchi dopo 3….Dg5 ha abbandonato. E, come disse quel celeberrimo “Grande Maestro” polacco: “se sbaglio, correggetemi”.

Dunque … ecco che … no, ci ho ripensato, non spiego un bel nulla: è talmente facile, irrisoriamente facile, facilissimo, che ve lo trovate da soli il perché. Da soli o col vostro maledetto Lanimov.

“Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono” (Aristotele)

1 thought on ““g7” oppure “g11”?

  1. Una precisazione da programmatore di programmi di scacchi: le “tablebase” citate non sarebbero comunque applicabili, perché arrivano al massimo a 7 pezzi (compresi Re e pedoni). Questi articoli sono sempre molto interessanti, perché spaziano a 360° nel mondo degli scacchi, non limitandosi a fornire solo tattiche e strategie. Grazie.

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