Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Memorie di cent’anni fa: F. G. Lipari

5 min read

(Riccardo M.)
Questo post, se avrà un buon successo di pubblico, può essere il primo di una nuova rubrica, nuova perché forse l’unica in rete ad interessarsi di vecchi e dimenticati fatti, di nomi, di partite e di episodi di 100 (o giù di lì) anni fa, in special modo di persone, magari anche minori e pressoché sconosciute.

Gli scacchi, come del resto ogni altro settore di attività umana, non sono soltanto costituiti da personaggi celebri che li hanno innalzati ai vertici. Dietro di loro esiste ed è esistito un esercito in movimento e in spostamento geografico in grado di offrire in ogni momento nuova linfa nel mondo per la diffusione e la conoscenza del gioco.

In fin dei conti anche noi di UnoScacchista, normali persone delle quali forse non si leggerà mai in nessun libro o rivista, siamo parte di questo enorme esercito di militi ignoti. Ogni tanto è perciò giusto e saggio ricordare qualcuno di tali ignoti, consegnare alcuni di loro ad un piccolo spazio all’interno della enorme e accogliente rete di internet.

E allora proviamo. E partiamo dalla nostra bella Sicilia, dove un tempo anche gli scacchi avevano trovato i loro anni di gloria, al punto che a Palermo uno dei più importanti circoli italiani, La “Accademia Scacchistica Palermitana”, era riuscita a mandare alle stampe, fra il 1921 e il 1926, una simpatica e ben diretta rivista mensile di circa 16 paginette, diretta dal professore di matematica (un altro!!) Giuseppe Cancelliere: “L’Alfiere di Re”.

Quando si parla degli scacchi in Sicilia non ci si può assolutamente allontanare da un testo cartaceo benemerito, un lavoro accuratissimo di Santo Daniele Spina dal titolo “i giocatori siciliani: 1500-1975”. Scorrendo la lunga lista, ci fermiamo alla pagina 264, dove troviamo il nome di Francesco Giuseppe Lipari.

Lipari. Un cognome tipicamente siciliano, particolarmente diffuso nel palermitano e nel trapanese, così come il suo quasi omonimo “Licari”, cognome diffusissimo in specie nel paese di Petrosino (Trapani). In effetti un Luigi Licari, romano con padre di Francavilla di Sicilia (Messina), è anche stato iscritto per 14 anni, tra il 1981 e il 1993, al circolo romano “Steinitz”, ed è oggi uno dei nostri più fedeli lettori.

Lipari e Licari!? Non posso far a meno di aprire una parentesi etimologica “blitz” e ricordare qui quella che è la (probabile, non certa) origine dei due cognomi siculi: Lipari dovrebbe derivare dalla parola greca che si legge “liparòs”, che significa “oleoso”, “grasso”, quindi “terreno fertile”, mentre Licari da quella del greco antico “alykares”, ossia “lavoratori delle saline”.

E torniamo appunto al personaggio di cui ci occupiamo oggi, riprendendo dal testo dello Spina alcune notizie sul nostro personaggio odierno: Francesco Giuseppe Lipari.

“Attivo a Palermo (1910-11, 1913, 1915-17, 1919-24, 1938, 1946), Napoli (1923). Giocatore a tavolino di prima categoria. Compositore e solutore di problemi. Si classificò 5° a Palermo nella gara di soluzione indetta dal Good Companion di Filadelfia (1915). Collaboratore e poi redattore dell’ “Alfiere di Re” (dal 15.6.1921 al 1924), curava la rubrica “Finali e posizioni da vincere”. Iscritto all’USI (1910-11). Socio della “Accademia Scacchistica Palermitana” (1913 e 1916). Socio della sezione scacchistica del “Circolo della Cultura” (1920), del Dopolavoro Provinciale (1938) e della Sezione Scacchistica del Circolo della Stampa (1953). Frequentò anche il “Caffè Saladino” (1913). Promotore del gioco con sottoscrizione di premi (1920)”.

Lo Spina aggiunge altri particolari: Lipari si classificò 7° nel 1917 al torneo dell’Accademia Scacchistica Palermitana giocatosi al “Caffè Saladino”, nel 1923 giocò in quinta scacchiera il match “Palermo-Napoli”, nel 1920 offrì ricchi premi per un torneo organizzato dalla sezione scacchistica del “Circolo di Cultura” di Palermo.

In conclusione, pochissimo sappiamo di Francesco Giuseppe Lipari, neppure i dati anagrafici essenziali. Sappiamo solo della sua passione per il nostro gioco e della sua rubrica. Immaginiamo che si trattò di una persona abbastanza fortunata, dal momento che negli anni della prima guerra mondiale riusciva a divertirsi con gli scacchi e che (visti i “ricchi premi” da lui messi a disposizione) doveva essere un personaggio noto a Palermo ed anche piuttosto benestante.

Dalla sua rubrica ho scelto, quindi con i suoi commenti, questo frammento di partita giocata a Pardubitz (Cecoslovacchia) il 5 agosto del 1923.

Prokes-Schulz, 1923


Saprete ormai che non mi piace in genere mostrare partite senza accennare (quando posso) a chi l’ha giocata. Di Ladislav Prokes, forte scacchista e compositore di Praga (1884-1966) vi abbiamo già brevemente parlato alcuni anni fa, qui (https://unoscacchista.com/2017/05/04/ladislav-prokes/).

Ho infine pensato che il Lipari sarebbe contento di vedere oggi sul nostro Blog almeno qualche mossa da lui in persona giocata. Ed allora chiudiamo il post con una sua combinazione che non troverete facilmente altrove (in quanto la partita è pressoché introvabile, non certo perché la combinazione sia difficile da vedere!):

Lipari-Ippolito, 4.2.1924


Da ultimo, una domanda al comune di Palermo, alla giunta comunale di oggi, al sindaco Leoluca Orlando: ma perché nel vostro archivio storico, sul vostro sito, fitto di tantissimi nomi (una lista lunghissima!), non ha trovato posto quello di Francesco Giuseppe Lipari? E di altri scacchisti … O il motivo è un altro? Ripeto, della sua vita sappiamo poco, troppo poco, pressoché nulla, e probabilmente a Palermo c’è qualcuno che potrebbe dirci qualcosa di più su di lui. In fin dei conti Lipari è stato uno degli alfieri de L’Alfiere di Re e della Accademia Scacchistica Palermitana: un piccolo contributo al secolare cammino italico degli scacchi lo ha dato anche lui.

Ma probabilmente i solerti funzionari di Palermo hanno completamente dimenticato gli scacchisti; non si spiega altrimenti l’assenza ingiustificata da quell’archivio anche del professor Giuseppe Cancelliere (1889-1959), che fu fondatore de “L’Alfiere di Re” ed anche il più forte giocatore siciliano degli anni Venti. L’amata Palermo, i cui colori tante volte Cancelliere e Lipari hanno rappresentato, ha voltato loro le spalle? Si può rimediare, però.


P.S.: Sotto il titolo: “Palermo: Porta Felice, nei primi anni dello scorso secolo”.

2 thoughts on “Memorie di cent’anni fa: F. G. Lipari

  1. Bravi! Di tanto in tanto, oltre ai grandi nomi, non è male portare sotto un cono di luce personaggi semisconosciuti che si sono spesi per la diffusione del nostro bel gioco!

    1. Salvatore, ciao. Ti ringrazio per il bel commento a nome di tutti. Anche i tuoi post sono molto interessanti e stanno contribuendo allo straordinario successo del Blog. A presto!

Rispondi a Salvatore Tramacere Annulla risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: