Ladislav Prokes

(Riccardo M.)
Sfogliando le pagine di una pubblicazione di mezzo secolo fa mi sono imbattuto in uno dei tanti e mai abbastanza apprezzati articoli di Enrico Paoli. Stavolta Paoli ricorda Ladislav Prokes, spentosi a Praga (dove sempre visse:1884-1966) l’anno precedente.

Prokes è stato un ottimo giocatore: per la Cecoslovacchia partecipò alle Olimpiadi del 1927, ‘28 e ‘31 (e nel ’31 la Cecoslovacchia fu terza) e in torneo seppe battere gente del calibro di Tarrasch, Schlechter e Flohr. Fu campione di Praga nel ’28 davanti a Flohr, Treybal e Opocensky.

E’ stato dal ‘56 un arbitro internazionale, ma soprattutto un eccezionale rappresentante della “studistica” mondiale. Compose più di 1200 studi di scacchi, ottenendo più di un centinaio di premi nei vari concorsi: fu un “immortale” nel suo campo, come scrisse A.J. Roycroft in un suo necrologio.

Ha pubblicato due libri: “Sachové Studie” nel 1941 e “Kniha Sachovych Studii” nel 1951.

Enrico Paoli ci descrive per l’appunto una sua testimonianza diretta:

prokes

“Nel 1957 lo conobbi a Praga. Una persona garbata e compita, che ammiravo già da tempo per le sue composizioni. Lui amava le posizioni apparentemente semplici e, diremmo, naturali, cioè come se realmente rappresentassero finali di partite giocate.Qualcuno gli vorrebbe rimproverare la soluzione generalmente corta delle sue composizioni; ma, indiscutibilmente, questo è invece stato uno dei suoi principali meriti. Infatti il solutore è invogliato a mettersi al lavoro e non scoraggiato fin dall’inizio”.

Come si può non essere d’accordo con Paoli? Non a caso Prokes fu soprannominato “The player’s composer“, in quanto i suoi studi sembravano posizioni tratte dal gioco vivo.

Presentiamo due di questi “studi facili” di Prokes.

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L.Prokes, 1946 – Il B muove e patta

Pedone nero in odore di promozione e Cavallo in presa. Il Bianco abbandona? Ma neanche per sogno!

1. Ca5 b2 2. Cb3+ Axb3 3. Ra3!,b1=D (o T) ed è patta!

Morale? Non disperare mai in questo tipo di finali, arrivate sino in fondo!

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L.Prokes, 1941 – Il B muove e vince

L’Alfiere, si sa, è solitamente troppo più forte del Cavallo in posizioni come quella del diagramma, visto che poi controlla (da a4 o da h5) la casa di promozione del pedone “e”. Ma qui una soluzione c’è: bisogna appunto chiudergli le vie d’accesso a “e8”:

1. b5! axb5 (ovviamente forzata) 2. Cg6+! Rg4 (idem, il Cavallo non può esser preso) 3. e7 Af3+ 4. Rf2 Ac6 (è tardi, e questo è un raro caso in cui a prevalere in un simile finale aperto è il Cavallo) 5. Ce5+ 1-0

 

 

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