A.Rubinstein incontra A.Rubinstein

(UnoScacchista)
Siamo abituati a sentir parlare del parallelo tra scacchi e musica. Portiamo spesso ad esempio le grandi abilità pianistiche di Mark Evgenovič Tajmanov o la abilità nel canto del baritono Vasilij Vasil’evič Smyslov. Ma nella foto di apertura abbiamo un incontro assolutamente inatteso: il Rubinstein musicista che incrocia sulle 64 caselle il Rubinstein scacchista.

La foto compare nel primo volume della autobiografia di Artur (o Arthur come lo scrivono gli americani) Rubinstein “My Young Years“, pubblicato da Knopf nel 1973. Non ci sono molte spiegazioni, tranne la semplice didascalia “Sunday Afternoon in Berlin” (Una domenica pomeriggio a Berlino). Ma l’immagine, come si può vedere bene dalla versione più dettagliata qui sotto, racconta molte cose.

Rubinstein-Rubinstein (large)

Scattata attorno al 1900, la foto mostra da sinistra il quasi ventenne Akiba (o Akiva) Rubinstein, la bambinaia di famiglia, una sorella di Artur Rubinstein, Frania, e il tredicenne Artur. Non è chiaro se Akiba stia insegnando il gioco ad Artur o se stiano semplicemente giocando (anche se l’avverbio “semplicemente” si adatta poco al grande Akiba).

Nel Blog del Boylston Chess Club, Steve Stepak (appassionato e insegnante di scacchi del Massachussets), cita una sua conversazione con John Rubinstein, figlio di Artur, nella quale l’attore dice di non sapere molto sulla eventuale passione per gli scacchi del padre.

Questa foto, che fissa un momento conviviale dei due cugini, mi sembra come rappresentare l’atteggiamento che i due artisti (passatemi questo termine anche per il grande scacchista che Akiba è stato) avranno per il resto della loro vita: serio, concentrato sugli scacchi l’uno, vivace e desideroso di cercare la sua strada nella vita l’altro.

Chissà se dopo quella domenica del 1900 i due si siano incontrati di nuovo, magari davanti a un pianoforte, o se le loro strade, incrociatesi per un breve momento, si siano poi allontanate verso i diversi destini che li attendevano fra le traversie di un periodo tragicamente scandito dalle due guerre mondiali.

Akiba, nato a Stawiski (Polonia) come 14° e ultimo figlio di una famiglia segnata poco dopo dalla morte prematura per tisi del padre, era destinato a diventare un rabbi. Ma, secondo quanto riferisce il figlio Jonas nel libro “Akiba Rubinstein: The Later Years” di Nikolay Minev e John Donaldson, la famiglia non gli fece frequentare la Yeshiva (la scuola superiore di teologia ebrea) per paura del possibile contagio da tisi, che, oltre al padre, aveva già portato via 12 dei suoi 13 fratelli, lasciando in vita solo una sorella. Il giovane Akiba, con molto tempo da spendere, lo trascorreva guardando gli uomini giocare a scacchi, fino a quando non se ne appassionò completamente e perdutamente.

AR circa 1903
Akiba Rubinstein nel 1903

Lasciata Bialystok (dove ormai batteva tutti) per Lodz, dal 1903 in poi iniziò la sua brillante parabola che lo avrebbe portato nel 1912 a lanciare la sfida a Lasker per il titolo mondiale.

Em Lasker AR St Pete 1909

Le vicissitudini della prima guerra mondiale non solo gli tolsero la tanto agognata possibilità di giocarsi il match per il titolo, ma lo segnarono profondamente, portandolo a spostarsi dalla Polonia (dove nacque Jonas), prima in Svezia e poi in Belgio (dove, ad Anversa, nacque il secondo figlio Sammy, discreto scacchista, che divenne Campione di Bruxelles nel 1949). Stabilitosi a Bruxelles nel 1931, l’anno dopo abbandonò le competizioni a causa di crescenti problemi psicologici. Da lì in poi un lungo spegnersi, fino a quando ha concluso la sua lunga partita con la vita nel 1961.

Rubinstein in Palestine 1931
Akiba Rubinstein in Palestina nel 1931, durante una simultanea

Se da quella domenica di Berlino, Akiba è poi andato incontro a grandi vette creative e cocenti delusioni, Artur entrò invece rapidamente nell’empireo dei grandi interpreti del pianoforte.

Young Arthur Rubinstein
Il giovane Artur Rubinstein

Lasciata Berlino per Parigi nel 1904, iniziò la sua prima tournee negli Stati Uniti nel 1906, a soli 19 anni. Da lì in poi un susseguirsi di successi e di tournee, senza che la Prima Guerra Mondiale possa fare nulla contro il suo talento. Trasferitosi negli Stati Uniti a cavallo delle guerre, nel 1946 divenne cittadino americano. E da lì Artur è stato sempre sulla cresta dell’onda del successo, vuoi per le sue indiscussa capacità artistiche, vuoi per la sua capacità di duettare con tanti altri grandi nomi della scena musicale.

arthur-rubinstein at the piano
Artur al pianoforte, sua prima e grande passione

No, forse non si incontrarono più Akiba e Artur, l’uno avviluppato su se stesso e sulle proprie fobie, l’altro talentuoso e avido consumatore della vita e del successo.


Potrei concludere questo breve articolo con una della tante, immortali creazioni scacchistiche di Akiba o con una magistrale interpretazione di Artur. Preferisco invece proporvi un brevissimo video del Rubinstein scacchista, ripreso al torneo di Budapest nel 1926.

Alle spalle dell’arbitro si riconosce Richard Reti, ma sono sicuro che molti di voi sapranno accoppiare i nomi dei giocatori ai volti che compaiono nella foto di gruppo qui sotto.

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I partecipanti al torneo di Budapest 1926: Akiba Rubinstein è all’estrema destra, parzialmente fuori dall’inquadratura

Il torneo fu vinto da Ernst Gruenfeld e Mario Monticelli  con 9.5 su 15, sopravanzando Hans Kmoch, Akiba Rubinstein e Alexander Takacs di mezzo punto. La classifica proseguì con Geza Nagy (8.5), Edgar Colle e Richard Reti (8), Xaviely Tartakower e Hermanis Matisons (7.5), Arpad Vajda (6.5), Frederick Yates, Endre Steiner e Kornel Havasi (6), Ladislav Prokes (5.5) e Eugene Znosko-Borovsky, ultimo con 4.5 punti.


Per chi volesse approfondire le vite dei due grandi Rubinstein, si impongono su tutti i due volumi di Nikolay Minev e John Donaldson “Akiba Rubinstein: Uncrowned King” e “Akiba Rubinstein: The Later Years” e i due volumi autobiografici di Artur Rubinstein “Arthur Rubinstein: My Young Years” e “My Many Years“.

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