Il mio memorabile Karlovy Vary (Karlsbad) del 1923
(Riccardo Moneta)
Ci eravamo lasciati poco meno di 12 anni fa, con la vittoria di Teichmann a Karlsbad 1911. Vi ricordate?
Sono trascorsi anni difficili, con la guerra mondiale. Ma ecco che c’incontriamo di nuovo in questa magica cittadina che ora in realtà si chiama Karlovy Vary, nel suo altrettanto magico magico Hotel Imperial e … lasciamo la parola, sapete a chi? A due attori protagonisti, i quali, ciascuno a suo modo, ci racconteranno qualcosa di quei momenti, ci racconteranno il loro “memorabile Karlsbad 1923”. Eccoli.
[I pensieri sul torneo di Alexandr Alekhine e di Karel Treybal (raffigurato nell’immagine di apertura)]
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1. (*)
“La locomotiva sbuffa stancamente attraversando le verdi vallate, ed ecco sbucare dal nulla i bianchi edifici. “Prossima stazione Karlsbad! I signori sono pregati di preparare i bagagli.”
Dopo dodici anni ben poco è cambiato, anche se molto è cambiato, infatti quando giocai qui nel 1911 Karlsbad era nell’Impero Austro-Ungarico, oggi invece la chiamano Karlovy Vary, e fa parte della Cecoslovacchia, questa nuova grande nazione europea. Il treno entra lentamente nella stazione, e per un attimo penso di essere tornato indietro di dodici anni, a quello spensierato 1911. Oggi tutto è diverso, quanti pensieri. Parigi, gli studi di diritto, la separazione da Annaliese, l’amore di Nadja. Tutto questo in pochi mesi, e poi i tornei.
Qui a Karlsbad non posso fallire nuovamente, altrimenti nessuno pagherà la borsa che mi permetterà di sfidare Capablanca. Il calesse, ecco, sì, ho bisogno di un calesse, ma come mai questo cubano entra sempre nei miei pensieri? “Helenenhof Imperial Hotel”, grazie. Tutti questi sobbalzi mi rendono nervoso, e il torneo deve ancora cominciare. Penso che mi concederò qualche salutare giornata di riposo, con le calde acque che sgorgano dalla terra.
Le terme di Karlsbad, le adoro. Hanno il potere di rilassarmi. E poi le passeggiate, a volte oso spingermi oltre i confini del paese, là dove inizia la boscaglia. Il tempo è clemente, sole e una temperatura ideale, l’afa di Parigi è lontana. “Ho una camera prenotata a nome Alekhine. Da Parigi.“
Karlsbad entra diritta nel cuore. E questo successe a molti, come al filosofo Carl Marx, le cui teorie sono così di moda oggi in Russia, o come ai musicisti Beethoven, Paganini e Chopin, di cui si fa un gran ricordare durante le serate musicali. Il torneo inizia domenica, “Buongiorno Herrn Teichmann“. Questo signore dall’aria affaticata, che osserva gli avventori nel vestibolo dell’albergo, cercando di catturare il mondo col suo solo occhio, dodici anni fa stupì tutti vincendo il torneo.
Mi piace passeggiare per le vie di Karlsbad, e anche sotto i suoi colonnati. E’ una cittadina dove tutto è della giusta misura, né troppo popolare né troppo mondano. Le dame sono impegnate nelle loro eterne discussioni: “Avete visto, Madame, i nuovi ombrellini che vanno di moda a Berlino?” “Molto belli, Fraulein, domani le mostro l’ultimo grido parigino“.
Il torneo è molto impegnativo, per fortuna sto giocando bene, e mi sento sicuro, non ho paura a lanciarmi in arditi attacchi. Ho appena perduto con Herrn Spielmann, un giocatore sempre difficile da affrontare, forse i bicchieroni di acqua minerale (sprudel) che tracanna hanno avuto oggi un effetto benefico sul suo giuoco temerario, dopo giorni e giorni di sconfitte. Peccato, Herr Maroczy ed Herr Bogoljubow mi hanno raggiunto in classifica, ma per fortuna il primo premio, un imponente trofeo di cristallo degli artigiani Moser, spetta a me. Nadja sarà contenta.”
(Alexandr Alekhine)

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2. (*)
… Ho lasciato la parola ad Alekhine, era doveroso. Ma adesso la prendo io fino alla fine per un poco di cronaca degli ultimi due grandi tornei di Karlsbad (o Karlovy Vary: sì, essendo nato ad una quarantina di km. da Praga, decisamente opterei per Karlovy Vary). Ero anch’io lì con Alekhine nel 1923, e poi anche nel 1929 (senza Alekhine) e ricordo momento per momento quanto accadde in quel magnifico salone dell’Hotel Imperial in quelle straordinarie ed emozionanti manifestazioni. Oggi vi parlo della prima di queste due.
Sono nato nel 1885, a Kotopeky, in Boemia. Mi ha insegnato il gioco mio fratello Frantisek quando avevo 13 anni, e ho scoperto di sapermela cavare piuttosto bene giungendo 3° a Praga nella prima edizione del campionato cecoslovacco nel 1905, vinto da Oldrich Duras. Però i miei impegni di studente in legge e quindi il mio lavoro presso la Corte distrettuale di Velvary, di cui sarei in seguito diventato il presidente, mi hanno impedito di partecipare a quelle prime due edizioni del 1907 e 1911.
E poi c’è stata di mezzo la guerra: nel 1915 sono rimasto due volte ferito in Polonia e più tardi, guarito, sono stato inviato in Siberia, dove rimasi per un lungo periodo. Altro che scacchi! Gli anni migliori di uno sportivo se ne sono ormai andati. E nemmeno mi posso troppo lamentare…
Infatti nel 1923 eccomi a Karlsbad/Karlovy Vary, a giocare e divertirmi, invitato pur non avendo mai partecipato ad un torneo lontano da Praga o da Brno e pur non avendo le credenziali degli altri. Io sono solo un dilettante e qui ci sono praticamente tutti i grandi, eccetto il campione del mondo Capablanca: da Alexander Alekhine ad Akiba Rubinstein, che vengono considerati i favoriti, ad Aaron Nimzowitsch e all’ormai sessantunenne Siegbert Tarrasch, al vincitore del 1911 Richard Teichmann, a Xavier Tartakower e Rudolf Spielmann, e poi a Richard Reti, Efim Bogoljubov, Ernst Grunfeld, Geza Maroczy, ai due outsiders inglesi George Alan Thomas e Frederick Yates … Roba da far tremare i polsi. E poi ci sono Ossip Bernstein, Heinrich Wolf e Oscar Chajes, da non sottovalutare. Vi ricordo che l’americano Chajes qui nel 1911 seppe vincere i due primi “premi di bellezza”.
In famiglia mi dicono di cercare di arrivare in fondo al torneo senza stancarmi troppo e senza lasciarmi troppo staccare in classifica dal penultimo. “Proverò”, rispondo, “non potrò fare soltanto figuracce davanti al pubblico di casa mia”. A proposito di età, scopro che, nonostante i miei 39 anni abbondanti, non sono affatto tra i più anziani, anzi. Bene.
Vediamo. Mi dicono che il numero dei partecipanti nella edizione del 1923 è sceso a 18, contro i 21 del 1907 e i 26 del 1911. In realtà si doveva essere in 22, ma per motivi diversi non hanno potuto confermare la loro partecipazione Duz Chotimirsky, Janowsky, Whitaker, Auerbach e Vidmar. Si resta in 17 e all’ultimo momento si riesce ad ingaggiare il giovane tedesco (27 anni) Friedrich Saemisch per far conto pari, un altro bel nome.
Ogni quattro turni è previsto un momento di stop per consentire di portare a termine eventuali partite non conclusesi nei giorni precedenti.
Siamo al via il 28 di aprile: si gioca su sole 8 scacchiere, perché la partita Alekhine-Rubinstein è rimandata dal momento che Alekhine si è dovuto trattenere un giorno in più a Berlino. E l’inizio è molto vivace e ricco di sorprese, con Spielmann e Reti che a causa di sviste molto gravi perdono rispettivamente da Bernstein e Chajes, mentre Nimzowitsch vince con un po’ di fortuna contro Wolf. Io debutto con un soddisfacente pareggio con Tartakower, il quale mi ha giocato di bianco una timida apertura (1.e4,e5 2,Cf3,Cc6 3.Ae2,Cf6 4.d3)
29 aprile, turno 2: ecco Alekhine presentarsi alla grande battendo Grunfeld in sole 24 mosse. Nimzowitsch va a 2 su 2 sconfiggendo Yates, mentre Spielmann perde di nuovo, con Thomas. Rubinstein va in busta contro Chajes. Io cerco di sorprendere Saemisch con una novità teorica contro la sua Siciliana (1.e4,c5 2.Cf3,e6 3.De2), vado a star meglio ma non riesco a forzare, è ancora patta e va bene lo stesso. Il giorno dopo si recupera la Alekhine-Rubinstein e il russo vince in una partita di Donna al 32° tratto.
1 maggio, turno 3: le carte si rimescolano perché Nimzowitsch abbandona dopo 66 mosse contro il campione inglese Thomas, mentre Spielmann si rifà superando Reti alla 33^ mossa. Bernstein sfrutta un minimo vantaggio fino a piegare Rubinstein. Io mi trovo col nero contro Alekhine, che gioca il gambetto di Donna; provo a confonderlo con 4…f5 e mi accorgo che il russo smarrisce un po’ il filo dopo i rispettivi arrocchi lunghi; lui prova a forzare, ma indebolisce la posizione, si prospetta il finale, io centralizzo per primo il Re, i miei alfieri sono più attivi dei suoi e lui a un certo punto dà un Alfiere su 2 pedoni; a me questa pare davvero “la mossa della disperazione”; gioco bene e non spreco l’occasione di una vittoria di prestigio del tutto inattesa, da me, dal pubblico e certamente anche dal mio avversario.
2 maggio, turno 4: stasera mi sento emozionato, perché vincendo di Bianco anche contro Chajes (una Ruy Lopez) mi trovo appaiato in classifica (3 punti) ad Alekhine, che a sua volta ha battuto Tarrasch. Il 3 maggio si recuperano le partite andate in busta e la Chajes-Grunfeld è interminabile: vanno in busta per la seconda volta!
4 maggio, turno 5: il treno Alekhine ha ormai ripreso a correre (vittoria anche su Maroczy), e vincono pure Teichmann, Reti, Tarrasch e Spielmann. Ma resto aggrappato al primo posto, perché col Nero e con una difesa slava riesco a piegare anche Bernstein dopo una lunga lotta e alterne vicende, con l’americano che al tratto 55 si lascia sfuggire la possibilità di pattare.
5 maggio, turno 6: in classifica avanza minaccioso anche Bogoljubov, che ha vinto la sospesa con Nimzowitsch e oggi pattato con Teichmann. Vincono anche Maroczy e Tarrasch e, facilmente, il solito Alekhine contro Wolf. Io affronto Spielmann, col quale ho sempre perso nei miei 4 precedenti incontri. Lui mi gioca la difesa Nimzowitsch, sperando di sorprendermi, ma prosegue il mio momento magico, vado in vantaggio e dopo una bella manovra lo costringo all’abbandono al tratto 44. Un po’ mi dispiace, perché proprio oggi era il compleanno del mio avversario: 40 anni! E intanto seguito ad appaiare Alekhine al comando, con ben 5 punti su 6. Esaltante.
6 maggio, turno 7: partite combattutissime; davvero bella la vittoria di Bogoljubov su Thomas, mentre Spielmann batte Tarrasch col Gambetto di Re. Quello che mi meraviglia oggi è l’inglese Yates, che non ha alcun timore di Alekhine, s’impossessa dell’iniziativa e con una chiusa quasi da studio lo costringe ad abbandonare al 50° tratto. Richard Reti, l’ipermoderno, mi gioca un’inglese: è una partita emozionante, che finisce patta dopo complicazioni tattiche degne del miglior romanticismo. E la patta mi basta per stare al comando da solo! Quando lo dico a casa, mia moglie e i nostri due figli (un bambino e una bambina) stentano a crederci.

7 maggio, turno 8: Al mattino ad Alekhine piace andare a passeggiare nei boschi che circondano la cittadina. Io stamani ho preferito andare allo “Zampillo” (“Vridlo”), una delle tante sorgenti di acqua calda di Karlovy Vary, la più bella. Chiudo gli occhi e ne ascolto lo scroscio … forse sono dentro un sogno … il rumore dell’acqua mi sembra musica, e mi sento in compagnia di alcuni personaggi che hanno qui soggiornato: Mozart e van Beethoven. Ma è quasi ora di tornare alla scacchiera …
Eccomi stavolta col Bianco, e con la mia solita Ruy Lopez. Rischio seriamente di perdere contro Rubinstein; del resto non può durare all’infinito questo mio sogno; ma Akiba è visibilmente fuori forma e io riesco a salvare il finale con un pedone in meno. Oggi quasi tutte patte, ma il giorno dopo Bogoljubov vince la sospesa con Tartakower, e così questa è la classifica parziale nelle parti alte: Bogoljubov e il sottoscritto p.6; Alekhine 5,5; Grunfeld, Maroczy e Nimzowitsch 5; Reti, Teichmann e Yates 4,5; Rubinstein e Tarrasch 3,5 …. Mi sorprende finora il distacco di Rubinstein, reduce dal bel successo di Vienna alcuni mesi fa, e quello di Spielmann, che ha appena 3 punti. I miei 6 punti dopo 8 turni? Eh, qualcuno si attendeva che a stento avrei potuto incamerarli nell’intero torneo … ma la strada è lunga e proverò a dare ancora battaglia.

8 maggio, turno 9: Teichmann blocca Alekhine sul pari, Bogoljubov va in busta con una qualità in più con Samisch e io … ho Grunfeld, che è una delle mie bestie nere: ci ho già perso l’anno scorso a Bad Pistyan, ci perderò ancora e ci perdo oggi dopo 66 lottate mosse, uscendo col nero da un’apertura, una semi-slava, tutt’altro che soddisfacente. Ho perduto la mia imbattibilità, è vero, ma mai avrei immaginato che sarebbe successo solo al 9° turno.
10 maggio, turno 10: Oggi tutto il pubblico è intorno al tavolo della sfida fra Bogoljubov e Alekhine, che appare fondamentale per la vittoria finale. E’ una difesa Alekhine, variante Scandinava (1.e4,Cf6; 2.Cc3,d5; 3.e5,Cfd7); Bogoljubov sacrifica un pedone e ottiene una promettente iniziativa, ma il vantaggio svanisce e la partita improvvisamente si ribalta, come spesso càpita con quella difesa: 0-1. Grunfeld è fermato sul pari da Tarrasch, mentre io di nero (Ruy Lopez) riesco a piegare Thomas al tratto 42 con una buona combinazione da matto. Riagguanto così inaspettatamente la testa, insieme ad Alekhine, Bogoljubov e Grunfeld, siamo tutti a 7 punti.
11 maggio, turno 11: Bogoljubov è solito affogare il dispiacere di una sconfitta in un paio di buoni boccali di birra: del resto a pochi passi da qua c’è Pilsen, che della birra è la capitale boema. Io preferisco l’acqua, ormai lo sapete, e fare due passi lungo le calde rive del fiume Tepla, in compagnia dei miei appunti sulla Ruy Lopez e sul Gambetto di Donna. Oggi Grunfeld scivola in una trappola tesagli da Maroczy (0-1 in 26 mosse), patta invece tra Alekhine e Tartakower e fra me e Tarrasch (altra Ruy Lopez). Bogo si riporta da solo in vetta battendo Chajes.
12 maggio, turno 12: E’ un turno che vede quasi tutte patte (Alekhine con Samisch, io di nero con Maroczy, col quale avevo perso di brutto lo scorso anno a Teplitz Schonau), mentre Bogo va per l’ennesima volta in busta, stavolta però in posizione chiaramente inferiore contro il sempre temibile avvocato russo Ossip Bernstein. Immagino che stasera Ossip si gusterà con ancor più piacere il tabacco della sua inseparabile pipa.
13 maggio, turno 13: un turno emozionante. Prima sconfitta del pattaiolo Teichmann, per mano di Reti, in una strana partita in cui l’arbitro ha obbligato Reti a non accettare la patta proposta dal suo avversario. Spielmann fa il kamikaze col suo Gambetto di Re, e Bogoljubov lo punisce in sole 19 mosse. Gambetto di Donna invece per Alekhine contro Thomas e altra bella vittoria per il russo. Grunfeld è fermato sul pari da Yates. Ho una buona occasione con Wolf, ma non riesco a concretizzare un certo vantaggio e debbo accontentarmi della patta dopo 52 mosse contro l’esperto maestro austriaco. Rientra nella lotta per il successo anche Nimzowitsch, che piega Rubinstein. Il 14 di maggio si recuperano le sospese e Bernstein si allontana dal fondo classifica grazie a due punti pieni ottenuti ai danni di Yates e del capoclassifica Bogoljubov.
15 maggio, turno 14: fondamentale punto per Alekhine che piega un coriaceo Chajes e prende la testa approfittando delle sconfitte di Bogo contro Reti e della mia contro Yates, la mia peggiore partita fin qui del torneo, una scorrettissima Ruy Lopez di nero. Si avvicina ai primi Maroczy, battendo Thomas, mentre Nimzowitsch è ricacciato indietro dalla sconfitta con Grunfeld in una Quattro Cavalli.
16 maggio, turno 15: vincono Alekhine, Bogoljubov, Reti e Maroczy, rispettivamente su Bernstein, Rubinstein, Tartakower e Wolf, ma quest’ultimo ha davvero buttato via un mezzo punto. La ruota della fortuna sta virando verso l’ungherese Geza Maroczy, uno dei più navigati in campo (è classe 1870). Io reagisco meglio di quanto mi aspettassi alla sconfitta di ieri e piego la difesa francese di Nimzowitsch grazie ad un sacrificio di Alfiere niente male. Mancano due turni alla fine e la classifica provvisoria è 1.Alekhine p.11, 2.Bogoljubov e Maroczy 10; io sono 4° a 9,5 davanti a Grunfeld e Reti (9) e al terzetto Nimzowitsch, Yates e Teichmann (8,5).

17 maggio, turno 16: altro colpo di scena in questo penultimo turno, con Alekhine che va in busta in posizione molto critica contro Spielmann. Bogoljubov e Grunfeld pattano e allora Maroczy, battendo Yates, appaia Alekhine in vetta. Col nero non posso andare oltre il pari con un solidissimo Teichmann. Ora Alekhine (ammettendo uno zero contro Spielmann) e Maroczy precedono di mezzo punto Bogoljubov, mentre Reti ed io siamo a un punto, Grunfeld e Nimzowitsch a 1,5 punti.
18 maggio, turno 17: svaniscono purtroppo per me all’ultimo turno i sogni di gloria, dopo una resistenza di 66 mosse devo cedere a Bogoljubov. Alekhine rischia di perdere anche oggi con Reti, ma si salva solo grazie ad imprecisioni gravi dell’avversario. Maroczy deve accontentarsi della patta con Nimzowitsch, e così i tre vincitori a pari merito sono Alekhine, Bogoljubov e Maroczy, in ordine alfabetico. Grunfeld vince facilmente con Tartakower e affianca Reti al 4° posto. Io sono raggiunto al 6° anche da Nimzowitsch, mentre il bravo Yates è 8° da solo grazie al successo su Wolf. Crollo finale di Teichmann, sconfitto anche da Tarrasch. Un pessimo Rubinstein strappa un immeritato successo a Saemisch, mentre Chajes batte Spielmann e lo raggiunge all’ultimo posto. Alekhine vince anche il primo premio di bellezza per la sua partita contro Grunfeld.
A proposito, da qualche parte ho letto che in qualche modo Alekhine sarebbe stato il “primus inter pares”, e a ciò hanno contribuito le parole dello stesso Alekhine, che anche qui sopra ci ha tenuto a sottolineare che a lui è spettato il primo premio “un imponente trofeo di cristallo della ditta Moser”. Ahi, ahi, Alexander! La verità è un pochino diversa: la “ditta Moser e figli” già prima dell’inizio del torneo aveva voluto mettere in palio quel trofeo, del valore di 1.000 corone, al giocatore che avesse vinto il maggior numero di partite. Siccome a vincere più partite (9) sono stati sia Bogoljubov sia Alekhine, quest’ultimo offrì al connazionale 500 corone e si portò via la coppa di cristallo. Facile, no?
Tirando invece le somme della mia prestazione, io sono stato al comando fino al 10° turno, poi fra i primi tre fino al 13° e mi sono alla fine dovuto accontentare del 6°-7°. Ma è stato comunque un bellissimo torneo per me, del tutto inatteso, con ben 6 vittorie e appena 3 sconfitte contro fior fior di campioni, e solo contro Yates ho giocato davvero male. Ne esco con diverse soddisfazioni, un pizzico di gloria e un premio di 2.290 corone, su un montepremi complessivo di 30.000.
Porterò a casa un bel regalo per mia moglie e una grande confezione dei famosi “wafer triangolari di Karlsbad” per i bambini!

Scusatemi se, per concludere, non vi presento né premi di bellezza né alcuna partita dei tre co-vincitori, ma di loro ne conoscerete già a centinaia. Le mie forse non le avete mai viste, quindi approfitto dell’occasione che mi concede UnoScacchista per mostrarvi con gioia i miei tre successi contro Alekhine, Spielmann e Thomas. E quando mi ricapiterà mai di vedere tutte insieme tre mie partite pubblicate su un Blog?
Intanto vi do appuntamento a Karlovy Vary/Karlsbad 1929, quarta e forse ultima puntata di questa sagra del vostro UnoScacchista. A rileggerci!
(dr. Karel Treybal)
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* Note:
(1) Questa era l’introduzione di Claudio Sericano al capitolo “Karlsbad” ne “I luoghi degli scacchi” (C.Sericano/R.Moneta, 2015, vol. 2°)
(2) Questa è un’immaginaria trasposizione in prima persona (e con l’aggiunta di altri elementi) di un sunto della cronaca del torneo di Karlsbad riportata sui fascicoli di aprile e maggio 1923 de “L’Italia Scacchistica”