Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

L’ombra della Morte Nera (Parte 1)

(Enzo Giuseppe Minerva)
Non erano ancora scoccate le otto di un mattino primaverile, quando in Baker Street, non lontano dal 221B, un frastuono generato da grida assordanti quanto volgari, interruppe il mio sonno. Si trattava sicuramente degli irregolari, quel drappello di mocciosi, perlopiù malfamati, che il mio coinquilino ingaggiava a mo’ di segugi per alcune delle sue indagini più particolari.

Il mio amico era stranamente già alzato da tempo, intento alla lettura dei quotidiani londinesi. Questo rituale si ripeteva in modo sistematico e spesso durava l’intera mattinata. Tuttavia mi sembrò molto strano che Holmes fosse già in piedi a quell’ora; di solito ero sempre io il primo ad alzarsi.

«Watson, ha sentito anche lei, di buon’ora, questi deprecabili schiamazzi? Stanno durando ormai da quasi un’ora!»
«Sì Holmes, purtroppo! Hanno arrestato il mio sonno e ora ne sarò turbato per tutta la giornata!»

Ci accingemmo a consumare la nostra colazione. Holmes era particolarmente allegro, fischiettava arie di musica classica con variazioni del tutto personali e altamente discutibili. Non volevo però rompere quell’incantesimo felice e cercai, anche con la mimica del volto, di non far trasparire il mio dissenso…

«Cosa la rende così spensierato e brioso questa mattina, Holmes?»
«L’assenza di impegni professionali quasi sempre mi rende irrequieto e lei ne sa qualcosa… oggi, tuttavia, prevedo una giornata di pieno diletto e ciò mi rende di buon umore! Vuole accompagnarmi più tardi al Criterion Theatre? Nella Victoria Hall si sta svolgendo il grande torneo internazionale di scacchi, con tutti i migliori giocatori del globo! Sarà un’esperienza irripetibile!»
«Ah… ecco, ora capisco il perché del suo stato d’animo. Certo Holmes, sarà un piacere per me accompagnarla!»
«Bene Watson. Farò preparare da Mrs. Hudson un paio di sandwich da portare con noi. Il gioco ha inizio a mezzogiorno in punto e non avremo il tempo di pranzare!»

Conoscevo la predilezione del mio amico per il gioco degli scacchi. Inoltre, poter assistere dal vivo agli incontri fra i massimi esperti della disciplina, affascinava anche me.

Giunti al 224 di Piccadilly, trovammo la sala che ospitava il torneo colma di spettatori. A parte qualche curioso, lì di passaggio, i più si davano un tono da raffinati intenditori. Pensai che la cosa potesse indisporre alquanto Holmes, che invece, incurante di loro, riuscì ad intrufolarsi abilmente, raggiungendo i posti più vicini ai cordoni che tenevano il pubblico a debita distanza dai tavoli con le scacchiere. A stento riuscii a guadagnare un posto vicino al mio amico.

Quel sabato era dedicato alla sessione delle partite sospese nei turni precedenti, così come anche alla ripetizione delle partite terminate in parità che, non assegnando punti per la classifica, andavano rigiocate.

Johannes Hermann Zukertort (Lublino, 7 settembre 1842 – Londra, 20 giugno 1888) e
Joseph Henry Blackburne (Manchester, 10 dicembre 1841 – Manchester, 1º settembre 1924)

L’incontro più seguito era quello fra due noti giocatori londinesi: Mr. Joseph Henry Blackburne, detto, per l’aspetto austero, la lunga barba e gli abiti sempre scuri, la Morte Nera e il Dr. Johann Hermann Zukertort, polacco di nascita, da qualche anno cittadino inglese naturalizzato.

Alle 12 esatte, dopo la tradizionale stretta di mano, che mi sembrò fra i due particolarmente calorosa, il gioco ebbe inizio: nella grande sala calò un silenzio pressoché assoluto!

La prima mossa spettò al Dr. Zukertort.

La folla esplose in uno scroscio di applausi che i commessi, nonostante gli sforzi profusi, non riuscirono a contenere.

Lasciammo Piccadilly per fare ritorno a casa, soddisfatti per aver assistito a quell’incontro così emozionante e ricco di colpi di scena!

Lungo tutto il tragitto percorso a piedi, Holmes ed io commentammo più volte la partita, trovandoci spesso in disaccordo. Per la verità il mio amico proponeva in continuazione ipotetiche linee di gioco, così acute e profonde che, senza l’ausilio di una scacchiera, io avevo difficoltà a seguire.

Mi erudì inoltre sulle caratteristiche dei due campioni appena osservati: Zukertort, astro in grande ascesa, ex ufficiale pluridecorato dell’esercito prussiano, come me medico, e come lo stesso Holmes, capace di strabilianti performance riguardo alla memoria, poliglotta e… scriteriato nell’uso di sostanze allucinogene… mentre la Morte Nera, Blackburne, noto giocatore d’attacco al pari di un Anderssen o di un Bird, era uno specialista delle simultanee e del gioco alla cieca, malauguratamente dedito anche ai superalcolici…

[Parte 1 – Continua…]


Bibliografia minima

Games played in the London international chess tournament 1883 / ed. by J. I. Minchin with the assistance of Zukertort Steinitz Mason and Bird. 1883


Enzo Giuseppe Minerva è Maestro Senior ASIGC, CM e Istruttore FSI Dal 1999 si dedica anche alla composizione con predilezione per studi, retroanalisi e task records. Medaglia d’Oro al Campionato Italiano di Composizione 2010-2012, Sezione Retro, fra i vari primati detiene dal 2007 il record della sequenza più veloce che dalla posizione iniziale conduce allo stallo reciproco. Collabora con vari periodici specialistici.

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