Cinquant’anni e non li dimostra (3)
(Riccardo Moneta)
Uno dei tanti luoghi comuni che hanno imbrattato gli scacchi nella cinematografia più banale sono costituiti da quelle scene in cui si vedono due giocatori intenti in una partita ed un terzo personaggio che passa accanto a loro fischiettando e che getta un’occhiata distratta sulla scacchiera: pensa un solo attimo, chiede scusa, s’intromette, tocca un pezzo, muove e pronuncia la fatidica frase: “scacco matto!”.
Eh, sì, ci voleva proprio lui, perché i due giocatori non si erano accorti di nulla. Lo scacco matto è dietro l’angolo e nessuno lo vede finché non capita lui? Ci voleva il super-eroe, l’intelligentone di turno, l’unto dal Signore. Vaglielo a spiegare a costui o al suo regista che … no, non vale nemmeno la pena, lasciamo perdere.
Lasciamo perdere e veniamo a guardare insieme qualcosa di reale, aggiungendo altre tre posizioni di mezzo secolo fa (vera annata di grazia il 1974!) a quelle della precedente puntata.
Stanciu – Maciejewski
(Bucarest, 1974)
Tutti i pezzi del Bianco hanno una posizione molto attiva, e la colonna ‘f’ aperta sulla casa ‘f7’, in batteria con l’Alfiere in ‘b3’, è un dolce confetto; normale pertanto veder piazzare l’attacco vincente in questi casi, senza che ce lo suggerisca l’unto di turno di passaggio:
Traian Stanciu (1935-2019) è stato un Maestro FIDE rumeno. Giocò una decina di tornei internazionali fra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’80, ottenendo il suo miglior risultato col primo-terzo posto a Satu Mare nel 1981. Partecipò alle Olimpiadi de L’Avana 1966 come seconda riserva (+3, =2, -2).
Igor Zaitsev – Jusefs Petkevich
(Daugavpils, qualificazioni al campionato URSS 1974)
Parecchi anni fa mostrammo qui una combinazione del G.M. Igor Arkadievich Zaitsev (classe 1938), della quale fu vittima nientemeno che Boris Spassky.
Il suo avversario di quest’altra partita è tutt’altro che uno sprovveduto: maestro internazionale, nato nel 1940 a Riga ma di origine polacca, Jusefs Petkevich vinse nel 1967 il campionato della sua città con un eloquente 13 su 13! Giocò in tre Olimpiadi (1994-1996-1998) per la Lettonia e nel 2002 si laureò campione mondiale senior.
Stavolta il trattamento della sua Siciliana non è parso fra i più indovinati e già al diciottesimo tratto Zaitsev trovò il momento per un sacrificio sul Re, così:
Qualche similitudine con la posizione vista nel primo diagramma si ha in quest’altra posizione, nella quale appare una caratteristica curiosa: non vi sembra che la Torre in ‘e1’, con l’alfiere in ‘e4’ e il pedone in ‘e5’, e con l’apporto in diagonale dell’Alfiere in ‘b6’ e della Donna in ‘h6’, disegnino sulla scacchiera quasi una fionda o una faretra?
Protagonista qui è un grandissimo del ventesimo secolo: il lettone Mikhail Tal (nella foto di apertura).
Mikhail Tal – William Hartston
(Hastings 6.1.1974, turno 10)
La posizione esprime davvero una tensione ed una elasticità notevole: Tal, infallibile maestro dell’attacco, è pronto a scoccare la freccia decisiva con l’ormai solita nostra Torre. Eccola partire!
Queste le puntate precedenti:
Alla prossima!
Il giocatore d’angolo… complimenti per il pezzo.
Vecchi ricordi, Alessandro … Grazie!
Mi associo ai complimenti