Enrico Paoli ci commenta Bronstejn e Botvinnik
(Riccardo Moneta)
Fra gli appunti e gli scritti lasciatici dal grande maestro “ad honorem” Enrico Paoli, merita senza dubbio di essere rispolverata una partita fra due giganti sovietici del secondo dopoguerra: Bronstejn e Botvinnik.
I commenti di Paoli sono, a mio parere, sempre stati tra i più apprezzabili in circolazione nello scorso secolo, soprattutto perché (un po’ come del resto era uso fare lo stesso Botvinnik) solitamente non riportava elenchi di aride varianti e sottovarianti al gioco, ma quest’ultimo veniva osservato per come si sviluppavano le idee e gli obiettivi e come veniva trasformandosi il giudizio della posizione e l’atteggiamento dei due contendenti. Ciò è fondamentale per il principiante che vuol studiare con profitto le partite dei Grandi Maestri.
E poi la chiarezza espositiva del bravissimo amico Enrico non aveva uguali (e forse, almeno in Italia, non li ha avuti neppure in seguito). I segreti degli insegnamenti insuperabili del maestro Enrico Paoli erano almeno due: il primo consisteva in una innata capacità di cogliere l’essenziale nelle posizioni e di esporlo con limpida sintesi didattica, il secondo (come scrisse nella presentazione del suo lavoro del 1979 “Giocare bene per giocare meglio”) consisteva nel suo desiderio di travasare, senza nascondere nulla di sé stesso, tutta la sua esperienza, positiva o negativa che fosse.
Questa di oggi è una partita esemplare, non solo per rendersi conto delle capacità di Mikhail Botvinnik opposto ad un suo storico grande avversario, ma anche per apprezzare le descritte qualità di Enrico Paoli.

Preferisco omettere qui i commenti di Paoli alla fase di apertura: sarebbe inutile, ormai essendo stato il Gambetto di Re (come quasi tutto il resto) letteralmente super-analizzato dai programmi.
Il Gambetto di Re era una delle armi preferite da David Bronstejn, il quale non temeva nessuno e pertanto volentieri osava sfidare in quel campo lo stesso campione del mondo.
Bronstejn – Botvinnik, campionato URSS
Mosca 8 dicembre 1952
Commenti di Enrico Paoli

P.S.: Nella foto di copertina un giovane (26 anni) Botvinnik durante il match giocato a Leningrado nel 1937 contro Grigory Levenfish, match terminato in parità (5 a 5 con 3 patte) e nel corso del quale soltanto una volta in 13 partite fu adottata (da Levenfish) l’apertura di Re