É troppo presto per lo scacco perpetuo
(Riccardo Moneta)
I maestri potrebbero anche terminare la loro visione e la loro lettura sulla cartolina: tutto quanto c’è al di sotto è più che altro dedicato ai bambini e a qualche lettore del Blog tutt’altro che esperto. Mi spiego subito.
Dal momento che UnoScacchista lo legge qualche volta anche Olivia, la nipotina di 8 anni di una nostra amica, le ricordo anzitutto che cosa è uno “scacco perpetuo”. E’ una serie infinita di scacchi, in pratica è un caso particolare di patta per ripetizione di mosse. Spesso lo si ha quando la parte che dà il perpetuo si trova in posizione difficile o disperata e si aggrappa, appunto, ad un salvifico, miracoloso, “perpetuo”. Capito, Olivia?
Ora magari voi vi aspettereste che io mostri uno o più casi di questi miracolosi “perpetui”. E invece no. Vi mostro semplicemente che talora, prima di ritenerci in posizione disperata e rifugiarci in codesto perpetuo, basterebbe riflettere una manciata di secondi in più e trovare una mossa ancora migliore, quella, semplicemente, che è sufficiente per vincere la partita. Vi pare poco?
Ne trovò una, giustissima, circa 187 anni fa, il celebre Louis-Charles Mahe de La Bourdonnais (Ile Bourbon 1787-Londra 1840), che era uno degli scacchisti frequentatori dell’altrettanto celebre “Café de la Régence” di Parigi e che fondò nel 1836 la prima rivista di scacchi della storia, “Le Palamède“, della quale fu direttore fino alla morte.
Ed eccola, la mossa: guardate la posizione del diagramma, raggiunta da La Bourdonnais coi colori bianchi contro un giocatore sconosciuto (il solito N.N., altrimenti noto, anche ai ragazzi, come … il giocatore più perdente della storia degli scacchi).

Se toccasse al Nero ci sarebbe il matto, ma il tratto è per fortuna al bianco, il quale avrebbe a disposizione tutti gli scacchi infiniti di questa terra. Cosa facciamo qui? Diamo uno scacco perpetuo, Olivia? No, no, perché La Bourdonnais vuole di più e perché c’è di più!
E allora eccoci con 1.c8=C+! Re8 (a 1. … Rd8 seguirebbe 2.Dxd3+ Rxc8 3.Dxe2) 2.Dg6+ Rf8 3.Df6+ Rg8 (altrimenti c’è 4.De7 matto).
E si arriva a:

con semplice conclusione (ci riesce anche la nostra Olivia!): 4.Ce7+ Rh7 5.Dg6+ Rh8 6.Dg8 matto.
Qualcuno molto saggio scriveva che “…c’è più avventura su una scacchiera che su tutti i mari del mondo!”. E adesso, Olivia, possiamo andare anche noi a prenderci un the o un caffelatte con i nostri amici lettori … meglio però se al Café de la Regence di Parigi! E’ troppo presto per lo scacco perpetuo!
Sarebbe bello aggiungere anche la variante se 1. … Rd8
E’ già indicata nel testo!