Mondiale Blitz 2024: quando Carlsen e Nepo hanno giocato (benissimo!)
Campionato del Mondo Blitz 2024 - La finale Nepomniachtchi-Carlsen (Michal Walusza)
(Uberto Delprato)
Torniamo alla scacchiera per favore! Dopo le tante polemiche sulla decisione della FIDE di accettare la richiesta di condivisione dl titolo di Campione del Mondo Blitz 2024, vorrei fare qualche passo indietro, prima della “pazza idea” di Carlsen, prima delle telefonate con Dvorkovich, prima della battuta infelice di Carlsen, prima delle polemiche di (praticamente) tutti i giocatori e addetti ai lavori. Vorrei tornare a vedere le partite giocate nel match di finale, dall’andamento imprevisto e dalla qualità molto alta delle partite (giocate, ricordiamolo, alla cadenza 3’+2″).

Come antefatto al match di finale, riprendiamo la storia recente prima del mondiale e della giornata finale a New York.
A poca distanza del torneo di Wall Street, pecisamente nella settimana prima di Natale, si erano svolte ad Oslo le finali del Champions Chess Tour 2024. Il match di finale era stato proprio tra Carlsen e Nepomniachtchi e il norvegese aveva dominato il match su 6 partite, vincendolo per 4 a 1. Giocando alla cadenza 10’+2″, Carlsen era subito andato sul 2 a 0, gestendo poi i tentativi di rientro di Nepo senza tanti problemi.
A New York i due avevano vinto a pari merito il torneo di qualificazione (con Nepo giunto primo subito davanti a Carlsen per spareggio tecnico) e poi i due match di quarti di finale e semfinale, ma con risultati dall’andamento opposto.

Carlsen aveva “visto le streghe” contro Niemann e, dopo aver rischiato seriamente di essere eliminato, aveva infilato 5 vittorie consecutive, 2 contro Niemann e 3 contro Duda, mostrando di essere passato nella modalità “rullo compressore” che tutti conoscono e temono. Nepo aveva battuto agevolmente Murzin nei quarti, ma poi aveva dovuto vincere la prima partita di spareggio conro Wesley So per arrivare, in rimonta e con qualche patema d’animo, alla finale.

Il match è quindi iniziato con un Carlsen gasatissimo e un Nepomniachtchi ancora teso dalle due partite in più giocate in semifinale.
Partita 1 – Basta una mossa sbagliata!

Una brutta botta per Nepomniachtchi, che non è riuscito a creare alcun problema a Carlsen e, per di più deve affrontarlo subito con il Nero.
Partita 2 – Intrappolamento a sorpresa

L’eco della finale del Champions Chess tour era evidentissima nei volti dei due giocatori, ma Nepo, non avendo nulla da perdere, si è rimesso alla scacchiera giocando il tutto per tutto. Carlsen, forse ormai convinto della vittoria, ha giocato la terza partita con poca attenzione.
Partita 3 – Carlsen perde il filo

Una brutta botta per Carlsen che, da una serie positiva di sette vittorie consecutive, si trova improvvisamente a match riaperto. La quarta partità sarà sicuramente una partita da ricordare.
Partita 4 – L’immortale di Nepo

Una conclusione inatttesa del match, che di sicuro ha esaltato Nepo e reso meno sicuro Carlsen, che pensava di avere già il trofeo in tasca.
Spareggio 1 – Avanti, con giudizio
Le partite di spareggio sono state giocate alla stssa cadenza delle prime quattro partite e sono state combattute ma, essendo ognuna di esse decisiva, hanno visto i due giocatori adottare un atteggiamento progressivamente sempre più cauto.

Spareggio 2 – Pochi rischi

Spareggio 3 – Terza partita pressoché perfetta (e quindi patta)
A guardare bene le partite di spareggio, si vede come Carlsen abbia cominciato a giocare “col freno a mano tirato”, come se avesse perso fiducia. D’altra parte non è che lo si possa battere senza prendere grossi rischi, cosa che evidentemente Nepomniachtchi non ha nessuna intenzione di fare.

Il resto è rimasto non scritto
E’ a questo punto che, qualunque sia il motivo, Carlsen ha pensato di condividere il titolo. C’è chi dice che lo abbia fatto perché si sentiva via via più a rischio, ma è anche vero che in nessuna delle tre partite di spareggio è stato realmente peggio. Per di più, la scelta del momento è psicologicamente corretta: prima di iniziare una partita in cui avrebbe avuto il Bianco.

Come tutti sappiamo alla fine il match si è chiuso in parità senza che la quarta partita fosse giocata, ma vorrei proseguire il ragionamento con alcune considerazioni sulle partite e sulla bufera che si è scatenata dopo che Carlsen è stato filmato mentre diceva a Nepo che, se la FIDE non avesse accettato la proposta di condividere il titolo, avrebbero potuto continuare a fare patta. Oltre al fatto che la proposta era evidentemente fatta in maniera scherzosa, diciamo la verità : a chi non è venuto in mente che a quel punto il match sarebbe potuto continuare a lungo con una serie di patte che i due sono tranquillamente in grado portare a casa quando e come vogliono anche senza ricorrere a varianti preparate?

Guardiamo assieme le valutazioni di Stockfish (SF16 NNUE, depth 80) recuperate da lichess(dot)org.

Le prime quattro partite sono state chiaramente giocate per vincere, con errori e accuratezze anche al di sotto del 90%. Le prime due partite di Carlsen fanno impressione per la precisione e l’accuratezza mostrate dal norvegese, mentre le ultime due vedono invece addirittura due sviste gravi. Il risultato di parità è giustificato e ben rappresentato da questi numeri.
Ma guardate le tre partite di spareggio: non solo nessun errore, ma neanche imprecisioni da parte di nessuno dei due! Accuratezze attorno al 99% e 4-5 centipawns persi in partite mediamente da 40 mosse giocate alla cadenza 3’+2″: davvero qualcuno può credere che questi due giocatori abbiano giocato al loro massimo, prendendo rischi per vincere? E che non sarebbero stati capaci di continuare a giocare partite come queste per altre due ore?
Non si tratta di partite concordate o con errori volutamente compensati, ma proprio di partite giocate con prudenza e senza errori, come ci si può aspettare da due professionisti di quel livello che non stanno cercando di vincere a tutti i costi. Ecco perché secondo me l’errore della FIDE nello scegliere questa modalità di spareggio è stata gravissimo: perché ha dimostrato di non saper prevedere come due professionisti avrebbero gestito partite secche sapendo bene che non solo non c’era possibilità di recupero in caso di errore, ma anche che non c’era un modo per rompere l’equilibrio.
Ognuno può pensarla come vuole, ma nel vicolo cieco si è infilata la FIDE e, volendo evitare per principio la decisione di una partita Armageddon, forse la proposta di Carlsen è stata una via di uscita onorevole a uno spettacolo che sarebbe potuto cadere nel ridicolo.
Se solo ci fosse stata la clausola che dopo quattro eventuali patte nello spareggio Nepo avrebbe vinto in quanto arrivato davanti a Carlsen nella fase di qualificazione, state certi che avremmo visto un Carlsen ben diverso e avremmo goduto di qualche altra partita eccitante come lo sono state le prime quattro.
Una lezione per il futuro? Certo, ma adesso per la maggior parte degli appassionati quello che è successo è “colpa” di Carlsen. Il quale, in realtà , ha avuto ben altro (e molto più piacevole) per la testa nei giorni successivi.

Auguri agli sposi!