C’è Kan e Kann
(Topatsius)
“C’è Kan e Kann”. Così diceva il nostro maestro guardando come l‘amico Simonis giocava disastrosamente la Difesa Caro Kann. Per fortuna Simonis capì per tempo e cambiò difesa, anzi cambiò sport, buttandosi sullo sci di fondo.
Oggi vi confermo soltanto (per quei pochi che non lo sapessero) che Ilya Abramovich Kan, giocatore sovietico della prima metà del ‘900, non ha nulla a che vedere con l’inventore (insieme a Horatio Caro) della difesa Caro Kann, che era invece il giocatore viennese Markus Kann, il quale apparteneva ad un precedente periodo (seconda metà dell’800).
Anche Ilya Kan (1909-1978) resta però legato ad un’apertura, ovvero ad una linea della difesa Siciliana, che qualcuno chiama anche Paulsen, questa: 1.e4 c5 2.Nf3 e6 3.d4 cxd4 4.Nxd4 a6
Ma sono cose che già saprete, anche perché di lui sul nostro Blog vi ha già parlato Riccardo alcuni anni fa: “Kan che abbaia … non morde“. Alle sue, aggiungo oggi poche parole ed una interessante (almeno per me) partita.
Kan era un forte giocatore, eternamente ben piazzato in quasi tutti i tornei cui partecipò negli anni Trenta, nel 1944 era ancora valutato al 13° posto nel mondo e nel 1950 gli venne riconosciuto il titolo di Maestro Internazionale. Era pure noto per aver battuto almeno 5 volte un giovane Botvinnik. Vediamone una, di queste vittorie, la prima in assoluto, e pure bella travolgente:
Kan – Botvinnik
Odessa 12.9.1929
Campionato sovietico
Se sbaglia Botvinnik, possiamo sbagliare anche noi …
Ilya Kan, che di professione faceva l’avvocato, partecipò a ben 10 finali di Campionato Sovietico, ottenendo il suo miglior piazzamento (3°) nel 1929, la prima cui prese parte. Nel 1954 fu il secondo di Botvinnik per il match con Smyslov. Nel 1956 venne nominato arbitro internazionale.