Giuseppe Cancelliere ”il maestro dello scacchiere”
(Riccardo Moneta)
Quasi un gioco di parole: Winston Churchill fu di certo il più celebre “Cancelliere dello Scacchiere” della storia, “Chancellor of the Exchequer” così come viene chiamato il ministro del governo britannico che ha responsabilità sulle materie finanziarie.
“Cancelliere dello Scacchiere” è un modo di dire molto antico, sembra risalente all’epoca normanna, e probabilmente deriva da un panno, suddiviso in scacchi, su cui venivano conteggiate le rendite della Corona e intorno al quale si riuniva l’antica Corte.
Avevamo già accennato a questa curiosa espressione in un altro post di qualche anno fa, “Il Cancelliere dello Scacchiere”
A proposito di panni per conteggiare le rendite, noi, qui in Italia, oggi purtroppo non abbiamo più nemmeno i panni sufficienti per conteggiare il debito pubblico dello Stato (ci vorrebbe un panno lungo più o meno come l’equatore), però in compenso potremmo dire di aver avuto in passato anche noi un “Maestro dello scacchiere”: appunto, il maestro palermitano Giuseppe Cancelliere. Cancelliere: chi era costui?
Giuseppe Cancelliere (Palermo, 9.5.1889 – 24.4.1959) era un professore di matematica, attivo negli scacchi soprattutto nella sua città natale fra il 1903 e il 1915 e quindi negli anni dopo la guerra mondiale, successivamente anche a Viareggio, Napoli e Trieste.
A 19 anni divenne socio dell’U.S.I. (Unione Scacchistica Italiana). Fu tra i fondatori nel 1913 della “Società Scacchistica Palermitana” (divenuta l’anno seguente “Accademia Scacchistica Palermitana”), redattore nel 1913 della rubrica “Problemi” sulla pubblicazione “L’Eco degli Scacchi”, problemista e solutore di problemi, giocatore per corrispondenza.
Nel 1920 vinse il torneo di campionato della “Accademia Scacchistica Palermitana”, della quale era nel frattempo diventato il Presidente, acquisendo il diritto di partecipare al Campionato Italiano programmato a Viareggio per l’anno successivo. Qui (17-29 agosto) ottenne un risultato sorprendentemente buono, anzi ottimo, un terzo posto, precedendo nomi assai più noti di lui e conquistando il titolo di “maestro”:

Nel 1921 Giuseppe Cancelliere lasciò la presidenza dell’Accademia per dedicarsi, oltre che al gioco vivo, anche alla fondazione e direzione della rivista mensile “L’Alfiere di Re”, che durò fino al 1926.Tra gli altri iniziali redattori e collaboratori della rivista ricordo i nomi di Lanza, Lipari, Noto e Raccuglia, ai quali in un secondo momento si aggiunsero quelli di Dawson, Guidelli e Mari.
Nel 1922 Cancelliere stabilì a Palermo il record italiano di partite in simultanea: 50, col risultato di 39 vittorie, 3 patte e 8 sconfitte, record di partite che sarebbe stato poi uguagliato nel 1923 a Varese da Luigi Miliani.
Nel 1923 a Trieste (30.8-12.9) partecipò all’evento più importante di quell’anno, un Torneo internazionale forte come raramente poteva capitare nella nostra Penisola. Cancelliere non figurò troppo male, considerando il livello degli avversari, ma si classificò alle spalle di Rosselli e di Miliani, giocatori che lui invece aveva preceduto a Viareggio nel 1921. Questa fu la classifica finale a Trieste:
1.P.Johner 9,5 2.Canal 8,5 3.Yates 7,5 4.Tarrasch 6,5 5.Rosselli, Asztalos e Seitz 6 8.Miliani 4,5 9.Cancelliere 4 10.Vecsey 3,5 11.Marotti 2 12.Singer 1
Nel 1924 venne organizzato il primo girone della grande gara di gioco per corrispondenza indetta fra i circoli italiani. Cancelliere trascinò al successo Palermo (10,5 p.) davanti ai circoli di Milano, Venezia, Firenze, Napoli, Trieste e Ferrara. Nel 1924 vinse il Campionato regionale siciliano, precedendo il catanese Calà, il palermitano Lo Valvo e il messinese Calapso e ribadendo così di essere in quel momento il più forte giocatore di Sicilia.
Ricordiamo però, per completezza di cronaca, che in quegli anni la partecipazione ai tornei, siciliani o italiani, iniziava ad essere riservata agli iscritti al partito fascista. Questo delimitò decisamente la crescita del movimento italiano e oggi non si ricordano più alcuni nomi di scacchisti potenzialmente in gamba che ebbero pochissime oppure nessuna occasione di farsi valere. E’ quanto accadde, ad esempio, al professore romano Romolo Ovidi (Roma 1875-1952), il quale vinse a Foligno nel 1924 nel “torneo principale” con un perentorio 8 su 9 e che sparì così come era apparso sulla scena scacchistica ufficiale: “venne, vide, vinse e uscì di scena”, scrisse di lui Adriano Chicco. Ovidi emigrò in Argentina, sfuggendo al regime e, purtroppo, sparendo anche dalle scene scacchistiche. Ma torniamo al protagonista di oggi.
Negli anni successivi al 1924 (e poi al 1926 con la chiusura del suo “L’Alfiere di Re”), Cancelliere dedicò sempre meno tempo agli scacchi, occupato com’era dal suo lavoro di professore di matematica (quanti ne abbiamo incontrati di scacchisti matematici in altri articoli del nostro Blog, vero?).
Si ha ancora notizia di lui quando nel 1946 fondò, con altri, e ne divenne Presidente, la sezione scacchi del “Circolo della Stampa” di Palermo.
Insomma, che Giuseppe Cancelliere sia stato un “maestro della scacchiera” (o dello scacchiere!) è cosa incontrovertibile e mi fa piacere qui avergli dedicato un articolo soprattutto in considerazione della sua benemerita attività di pubblicista e divulgatore del nostro gioco: nel 1921 si doveva avere un certo coraggio e spirito d’iniziativa per andare in tipografia con una pubblicazione sugli scacchi.
Peccato che la città di Palermo non si sia ricordata di lui, dedicandogli almeno una via. Ma è un più grave peccato (permettetemi la digressione e la sincerità) il fatto che non si siano troppo ricordati di lui neppure i due storici Adriano Chicco e Antonio Rosino ne “La storia degli scacchi in Italia” (Marsilio 1990): i due autori, nel loro ponderoso volume (oltre 600 pagine), attinente esclusivamente lo scacchismo italiano, hanno citato il Cancelliere solo in relazione ad alcune classifiche di tornei, in ciò evidenziando quello che è stato il più grande difetto di quel lavoro, ovvero l’essersi soffermati minuziosamente su tanti risultati, perfino secondari, e su figure di giocatori altrettanto minori, anziché su aspetti più generali riguardanti il movimento italiano nella sua globalità e nei suoi aspetti storici, culturali e di diffusione fra la gente comune e gli appassionati.
A Giuseppe Cancelliere avevano dedicato invece più spazio lo stesso Chicco e Giorgio Porreca nel loro ammirevole “Dizionario Enciclopedico degli Sacchi” (Mursia 1971), pur essendo quest’ultima opera rivolta agli scacchi internazionali (tornei e personaggi), dagli albori e fino al 1970.
Ovviamente il giocatore è fra i citati anche nell’opera di Santo Daniele Spina (2008) “Indice alfabetico degli scacchisti attivi in Sicilia (1500-1970)”.
Sono riuscito a rintracciare una non malvagia “chiusa” di Cancelliere, da una partita giocata all’Accademia Scacchistica Palermitana l’11 dicembre del 1924. Merita di essere riportata (i commenti sono di F.G.Lipari).
G.Cancelliere – F.Somma
…. e qui un’intera sua partita, la
Cancelliere – Lo Valvo
Giocata a Palermo il 23 febbraio del 1920 presso l’Accademia Scacchistica del “Circolo di cultura”
Beh, si vede proprio che è stata una partita di un secolo fa, cosa dite? Voi oggi trattereste un’apertura così come l’ha trattata il signor Lo Valvo? Comunque gli scacchi sono cresciuti grazie anche a questi tentativi, a questi ottimistici approcci e sacrifici, fino a far assumere alla moderna teoria delle aperture un ruolo guida indispensabile per ogni giocatore professionista.
Allo stesso modo noi di UnoScacchista, cento anni più tardi e nel nostro piccolo ma con il nostro internet, possiamo sentirci in un certo senso eredi di quello stesso spirito che condusse Giuseppe Cancelliere e i suoi amici di Palermo a fondare e scrivere per “L’Alfiere di Re”.