Il Cancelliere dello Scacchiere

(Riccardo M.)
Oggi, come in un caleidoscopio, guardiamo un po’ di curiosità del passato. Anzitutto parliamo di premi. Ai nostri giorni nei tornei di scacchi si lotta anzitutto per le promozioni e per i premi in denaro. E poi per l’Elo. O forse le tre cose s’intrecciano fra loro.

Un tempo lontano cosa invece ci si giocava nei tornei? Ebbene, leggiamo da “L’Italia Scacchistica” 5/1927: “Venezia – A cura della sezione di Venezia del Dopolavoro postelegrafonico è stato indetto un torneo di campionato scacchistico fra tutti i postelegrafonici veneziani a doppio giro. Quota d’iscrizione lire 5 (cinque). Premi. 1° Orologio da salotto, 2° Portafoglio, 3° Bastone in ebano, 4° Portasalviette in argento e premi di consolazione in generi gastronomici”.

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Bastone in ebano, da “marcopolo antiquariato”

E veniamo alla politica. Si dice giustamente che la politica dovrebbe star fuori dallo sport. Non dev’essere così dappertutto oggi (visti, ad esempio, certi casi di “doping di Stato”), e non fu così neppure da noi un tempo lontano, visto il trafiletto in bella mostra alla pagina 3 del n.2 dell’Italia Scacchistica del 1927. Questo: “Il 18 gennaio scade il termine stabilito per la sottoscrizione al “Prestito del Littorio”. Ogni buon cittadino dovrebbe aver già dato questa prova di patriottismo, che è necessaria nell’interesse morale e finanziario della Nazione. A tutti gli scacchisti rivolgiamo un caldo appello perché diano il loro contributo alla battaglia economica che avrà la sua terza immancabile vittoria”.

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Manifesto di Aldo Mazza (da LombardiaBeniCulturali)

E va bene, “no comment”: qui c’era in effetti assai poco da ridere.

Questa invece la si leggeva nella rubrica “Cantuccio … rigido” nel n. 4/1937: “Offesa: è l’azione esercitata dai pezzi contro quelli contrari. Sembra una cattiva azione, ma non lo è, perché anzi più l’offesa è perfetta più è lodata dagli intenditori. L’offesa non è attacco; la differenza è questa: l’offesa è seccante, l’attacco è liquidante”.

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E quest’altra poco più avanti: “Ottava. E’ l’ultima linea, sullo scacchiere, ma in prima fila sulla carta del Canadà. Arrivarci è un viaggio a cui il Pedone agogna vivamente; ma di solito appena giunto all’Ottava torna subito indietro per far …. dècima di tutto ciò che si trova fra i piedi”.

Ma se all’ottava di pedoni ne arrivano in tanti? Ecco, in tal caso vi mostriamo noi quello che può accadere:

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Tanti pedoni in Ottawa

Erano tutte firmate con lo pseudonimo di “Argus” codeste battute “da Caffè”. Non mancavano le “scacchiere”: “Scacchiere: è la tavoletta a scacchi su cui si giuoca a scacchi, con gli scacchi (figure). Lo scacchiere è l’insegna del Ministro delle Finanze in Inghilterra e … insegna a ponderare prima di agire. Ma lo scacchiere che induce alle più profonde meditazioni è quello fatto dal sole attraverso l’inferriata d’una prigione”. 

Battute di spirito a parte, sapete perché lo scacchiere è divenuto l’insegna delle Finanze inglesi? Perché così fu chiamata l’antica Corte che giudicava le controversie intorno alle pubbliche entrate. E quasi certamente il nome  deriva dal tappeto a grandi scacchi che copriva il tavolo intorno al quale si riuniva la Corte stessa. Ancor oggi il Ministro delle Finanze inglese è chiamato il “Cancelliere dello Scacchiere”. Winston Churchill è stato forse il più famoso “Cancelliere dello Scacchiere” della storia britannica.

E qui per oggi chiudiamo, prima di lasciarci imprigionare anche noi per sempre da simili curiosità o caleidoscopiche fantasticherie.

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