Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

La Bellezza è negli occhi di chi guarda

Beth Harmon e Townes (La Regina degli Scacchi)

(Alessandro Patelli)
La bellezza: esiste un concetto più astratto?
Se provassimo a definirlo probabilmente non sapremmo bene da dove cominciare, ma, osservando o ascoltando qualcosa, quanto ci è chiaro cosa è bello e cosa non lo è!
La bellezza è ben presente in tantissimi ambiti: natura, arte, matematica, estetica, architettura, e potremmo continuare. E negli scacchi?

Ricordo ancora un mio avversario che, al termine di una partita molto combattuta e ormai indirizzata verso l’inevitabile matto affogato finale, invece di abbandonare mi guardò, sorrise e continuò, per il piacere di vederlo realizzato sulla scacchiera.

Sono passati tanti anni, ma me lo ricordo ancora e di tanto in tanto mi piace raccontarlo ai miei giovani allievi, a cui cerco di trasmettere il valore della bellezza, sperando possa illuminarli ed elevarli al di sopra della cruenza  di quello che Kasparov ha definito “lo sport più violento che esista”.

Quindi grazie a Tal, Troickij, Sam Loyd, Kubbel, Morphy, Anderssen e a tutti coloro che hanno creato e creano ancora oggi meraviglie sulla scacchiera.

Ma la domanda a questo punto è: quanto è oggettiva la bellezza negli scacchi?

Iniziamo da qualche esempio sul quale è facile essere d’accordo. Le soluzioni sono visibili cliccando sul pulsante sotto i diagrammi.

1 – Troickij (1895): il B muove e vince

Chi non conosce questo studio immortale di Aleksej Troickij? Quando la vidi per la prima volta, la soluzione mi lascò a bocca aperta. E tutt’oggi rivederlo provoca in me… generosi rilasci di endorfina, per dirla col professor Visintin.


2 – Clemenz – Eisenschmidt (1862)

L’attacco del Bianco porta in poche mosse ad un matto che è impossibile non definire “bellissimo”. Anche qui non voglio rovinare la sorpresa a chi ancora non lo conoscesse.


Short – Timman (Tilburg 1991)

In questa famosissima posizione il Bianco effettua una delle mosse di attacco più incredibili di sempre. Il fatto che sia vincente la rende pura poesia. Fortunato chi a breve la vedrà per la prima volta!…


Fino a qui, immagino, tutti d’accordo sul fatto che si tratti di esempi di inequivocabile “bellezza”.

Ma la bellezza è uguale per tutti? Nel film “Lezioni d’amore”, Ben Kingsley, nei panni del cinico e affascinante professor David Kepesh, afferma che la bellezza è cosa assai relativa, al punto che la stessa persona potrebbe oggi considerare bella un’opera d’arte e non avere più la stessa impressione l’indomani.

Avete notato, ad esempio, quanto ci sembrano belli dei brani musicali che ci riportano indietro nel tempo? E quanto dovevano essere buone le madeleine per Proust…

Cara AI, la bellezza è davvero dentro ad ognuno di noi in modo diverso e, almeno su questo difficilmente potrai mettere il becco, speriamo ancora per un bel po’!

Ma allora anche la nostra percezione di bellezza nel gioco degli scacchi può essere influenzata dalla nostra storia, dal nostro modo di essere e dalle nostre esperienze?

Chiedo in anticipo scusa al lettore se, per scoprirlo, lo coinvolgerò in un piccolo e innocente “scherzo”.

Guardiamo alcune posizioni in cui l’attaccante ha iniziato un vero spettacolo di fuochi pirotecnici sulla scacchiera.

4 – Saemisch – Alekhine (Praga 1942)

Il tratto è al Nero, che non ha ancora messo in comunicazione le torri e, al momento, ha due soli pezzi in gioco sull’ala di Donna.

Bella, vero? Eh, si sa, quando attaccava, Alekhine era inarrestabile.

Ma veniamo a tempi più vicini a noi.


5 – Karpov – Geller (Londra 1990)

Muove il bianco

Non male, eh? Ma il bello deve ancora venire. E’ il momento di lasciare posto a …  Sua Maestà, il Re del sacrificio!


6 – Klavins – Tal (Riga 1957)

Muove il Nero.


Meravigliosa la variante dopo 24. b3 (invece di Ab3)


A questo punto il pubblico sarà stato in delirio. Una partita stupenda, che meriterebbe di essere inserita fra le migliori di Tal, non siete d’accordo?
Come dite? Non avete mai visto prima una gemma del genere?
Strano, non trovate?

No, non è strano, per il semplice motivo che questa partita, come le altre sopra riportate, … non sono mai esistite!

 

Mi perdonino Saemish, Geller, Klavins e prego di perdonarmi anche voi, lettori. Era un gioco, solo un gioco. Queste partite sono il frutto di analisi post mortem di mie partitelle online, che amo sempre analizzare con l’aiuto del mio fido secondo Stoccafisso.
Il mio contributo? Avere avuto la curiosità di analizzarle, invece di cominciare subito una nuova partita, lasciandomi tutto alle spalle, e avere scelto (bene?) lo stile dal campione che avrebbe potuto giocare simili combinazioni, per proporvele in questo articolo.

Vi sono sembrate verosimili, oppure mi avete “sgamato” fin dall’inizio? Vi invito a segnalarmelo nei commenti.

Ora che sapete che non sono state giocate da Alekhine, Karpov e Tal, ma da un qualsiasi “Anonymous” su Lichess, in un momento di relax, vi sembrano ancora così belle?
Se è così, rallegratevi: sapete apprezzare la bellezza, negli scacchi, indipendentemente dal contesto. Siete fortunati!
Se così non è, avete appena verificato che la bellezza spesso è qualcosa di relativo alla nostra natura umana.

Ma allora, anche in questo caso, rallegratevi, perché ciò significa che è davvero nascosta bene nella nostra anima, e uno Stoccafisso o Alphazero qualunque difficilmente ce la potranno … rubare.


Sono nato ad Alessandria nel 1958, ma vivo a Siena dal 1969. Sono stato matematico (allievo del compianto Roberto Magari) e poi informatico presso Banca MPS fino al 2023. Attualmente sono pensionato. Sono maestro di scacchi dal 1995, FIDE trainer dal 2016 e Istruttore Capo dal 2024. Come giocatore ho 2 norme di MI (Imperia 1997 e Mendrisio 1999). Dal 2010 mi dedico prevalentemente alla formazione, soprattutto a livello giovanile. Sono presidente della Mens Sana Scacchi di Siena, appartenente ad una delle più antiche polisportive nazionali.

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2 pensieri su “La Bellezza è negli occhi di chi guarda

  1. Complimenti Alessandro, ora avrò diversi tempo occupato a cercare di risolvere i problemi proposti

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