Cosa preferite studiare? Aperture, mediogioco, finali o tattica?
(UnoScacchista)
Aperture o finali? Strategia o tattica? Biografie o tornei? Quando si tratta di decidere quale libro o quale corso acquistare, la scelta è sempre difficile. Se mezzo secolo fa la scelta era abbastanza limitata, specialmente per i libri in italiano, e in mancanza di database era necessario affidarsi alle compilazioni di partite dell’Informatore, oggi c’è veramente l’imbarazzo della scelta.
Tra libri in formato cartaceo o in formato digitale, corsi on-line e lezioni anche a distanza, la scelta è effettivamente sterminata, tanto che mi è venuto in mente di verificare quali siano gli argomenti preferiti da editori e produttori di materiale scacchistico.
Ovviamente il discrimine tra le preferenze di chi vende e quelle di chi acquista è molto labile, perché è evidente che se noi scacchisti preferiamo acquistare corsi sulle aperture, ci sarà chi si metterà a venderli; questa analisi, quindi, può essere anche interpretata come uno studio indiretto di ciò che gli scacchisti preferiscono leggere e studiare.
Per la mia ricerca, ho preso in considerazione i siti web di tre case editrici e di due produttori di corsi online. Basandomi sulle loro classificazioni, ho recuperato il numero di titoli suddividendoli in quattro macro-categorie:
- aperture
- strategia/mediogioco
- tattica
- finali
Esistono ovviamente altre possibili categorie, come le biografie, i libri storici, le raccolte di partite o i libri dei tornei, ma poiché non sono oggetto di corsi on-line, ho preferito non considerarli. Analogamente, non ho considerato i libri per principianti, la narrativa a tema scacchistico o le collezioni di espressioni artistiche collegate agli scacchi.
Ultima premessa che però è anche un limite che riconosco: ho preso in considerazione solo 5 siti, di cui nessuno italiano. Questa scelta è dovuta al fatto che la stragrande maggioranza dei titoli online è in lingua inglese e non ho voluto considerare nelle statistiche l’eventuale traduzione in italiano dei libri originariamente in altre lingue.
Non me ne vogliano quindi gli amici di “Le Due Torri“, di “Prisma editori“, di “Messaggerie Scacchistiche“, di “Caissa Italia“, di “Edizioni Ediscere” o di “Mursia“, che tanto hanno fatto e fanno per noi scacchisti italiani.
Questi sono i cinque editori di cui ho analizzato la composizione dell’offerta di “titoli” scacchistici:
- New In chess
- Quality Chess
- Everyman Chess
- Chessable (solo corsi online)
- Modern Chess (solo corsi online)
L’analisi percentuale
Recuperando e “pettinando” il totale dei titoli nelle quattro categorie che ho selezionato, si ottiene questo diagramma “radar”. Le linee di un determinato colore collegano le percentuali di titoli di quella categoria rispetto al totale dei titoli proposti dai cinque editori che ho analizzato.
Per la tipologia di grafico scelto, più è ampia l’area di pentagono, maggiore è la percentuale di titoli offerti per una determinata categoria.

È evidente come le aperture facciano la parte del leone nella produzione di tutti gli editori, oscillando tra il 47% di Quality Chess al 69% di Modern Chess. È altrettanto evidente che i titoli sui finali siano invece la “Cenerentola” delle pubblicazioni, con il massimo di offerta proposta da New In Chess (13%) e il minimo da Everyman Chess (3%).
L’analisi in numeri assoluti
Le percentuali sono un ottimo indicatore, ma non raccontano tutta la storia. E’ importante avere la percezione dei numeri assoluti per capire quale sia effettivamente la produzione di titoli per categoria a prescindere dalla dimensione dell’editore.
Ecco quindi un secondo grafico-radar, che conferma la preponderanza dell’offerta con argomento le aperture e il numero assolutamente risibile, al confronto, dei titoli con oggetto i finali (255 contro 2055).

Pur nell’approssimazione dell’attribuzione delle categorie di alcuni titoli (non posso escludere che gli editori non abbiano classificato un libro “trasversale” in più di una categoria), resta la chiara preponderanza delle aperture come argomento più presente nei cataloghi degli editori.
Qualche considerazione finale
Proprio per i motivi che ho spiegato all’inizio, è chiaro che se gli editori propongono più titoli sulle aperture che su altro, ci deve essere un interesse concreto da parte degli acquirenti.
È facile capire perché: le aperture sono molte, promettono vittorie sicure, cambiano continuamente e si evolvono grazie anche all’uso dei motori scacchistici. Insomma, interessano tutti gli agonisti, che possono acquistare titoli anche sullo stesso argomento per rimanere aggiornati.
A paragone, i finali e la tecnica a loro associata non sono cambiati in maniera sensibile nell’ultimo mezzo secolo, quindi, a parte la percepita noiosità dell’argomento, non stimolano molti acquisti. Tenendo poi presente che non tutti i giocatori, specialmente i principianti, ritengono il finale qualcosa nel quale è probabile arrivare, ecco che domanda e offerta sono basse.
Spostandosi poi sui corsi online, anche la capacità didattica e la notorietà dei docenti può essere un fattore determinante per l’acquisto di un corso sulle aperture, il cui contenuto, essendo destinato ad un pubblico mediamente poco esperto, non necessita neanche di una preparazione originale e approfondita.
Insomma, se volete migliorare il vostro repertorio di apertura avete decisamente l’imbarazzo della scelta, anche quando avrete deciso di andare oltre ai contenuti gratis su YouTube. Un consiglio: fatevi guidare nella scelta da un giocatore più forte, perché più del costo dell’acquisto di qualcosa che poi non faccia al caso vostro (o perché troppo avanzato o perché troppo di base), c’è il costo del vostro tempo che, come si sa, non si può recuperare in nessun modo.
Post modificato il 25 agosto 2025 alle 23:15: aggiunto un editore italiano alla lista.