Quattro storie di errori memorabili
Champions Showdown 9LX 2019 - Kasparov (Lennart Ootes)
(Daniel Perone)
“Un giocatore di scacchi preferisce lasciare la sua testa fra le fauci di un leone piuttosto che lasciare in presa una Donna” (A. Nimzovich)
La Donna (spesso, chiamata la Regina) per la sua forza, per la sua versatilità, incute sempre rispetto. È il pezzo più pregiato dopo il Re.
Sappiamo che tra gli scacchisti principianti – sia per la scarsa esperienza, sia perché affidano alla dea Fortuna il futuro delle partite – sviluppare la Donna il più presto possibile e poi perderla, è un caso abbastanza frequente. È anche vero che continuano a giocare sperando di catturare quella dell’avversario e talvolta hanno persino successo!
Un’altra cosa è parlare dei giocatori di primo livello. Difatti, se un Gran Maestro lascia in presa la Donna, di seguito corrugando la fronte chinerà il suo Re in segno di resa, perché nessuno vuole subire a lungo quasi passivamente, mentre il contendente agirà a piacere; perciò non sono affatto frequenti queste situazioni, al contrario, sono rare e più rare ancora quando accadono nella lotta tra Campioni Mondiali e gli sfidanti.
Certo, anch’io rimango sorpreso davanti a questi singolari risultati causati dalla cattura o della perdita della Donna.
Benché possa sembrare impossibile, esistono quattro partite che appartengono a quattro differenti “matches” tra i Campioni mondiali e i loro sfidanti in cui hanno visto la Donna cadere e con lei sfumare il sogno di vittoria.
Ovviamente, in ciascun caso di questa “tetralogia” si potrebbero fare lunghe discussioni sui dettagli della questione, cioè: la cattura della Donna ma, in tutti i quattro casi è una conseguenza di un giudizio sbagliato, di calcoli imprecisi.
A questo punto si conferma il mio aforisma: “Se non esistesse l’errore non esisterebbero gli scacchi” Ossia, il gioco ha bisogno degli sbagli che permetta la combinazione vincente.
Siete pronti a rivivere questi quattro duelli memorabili?
Bene, allora iniziamo:
Steinitz – Tchigorin
L’Avana, 1889 – 10ª Partita
Tre anni dopo, gli stessi rivali, si affrontano nuovamente a L’Avana e curiosamente ancora la decima partita del match diventa il palcoscenico della tragedia.
Steinitz – Tchigorin
L’Avana, 1892 – 10ª Partita
Nel ventesimo secolo lo stile del gioco diviene sottilissimo e altamente speculativo ma, ciò nonostante, la storia degli scacchi custodisce altri due casi di errori clamorosi poiché non sono stati commessi da un principiante ma da giocatori di livello mondiale.
Eccoli:
Korchnoi – Karpov
Mosca, 1974 – 21ª Partita
Kasparov – Karpov
Leningrado, 1986 – 16ª Partita
A mo’ di epilogo: Perché accadono queste situazioni sulla scacchiera? Perché i Grandi Maestri sono innanzitutto umani, e quindi sono esposti a dubbi, incertezze, nervosismi e ad ogni altra cosa che può pregiudicare l’analisi della posizione; insomma “Errare umanum est”.