Gli scacchi a Gallipoli nel segno dell’ulivo
(Uberto Delprato)
Questa settimana scacchistica ci ha messo di fronte a molte sfide. Da un lato quelle che più ci piacciono, quelle alla scacchiera, come i primi 4 turni dei Campionati del Mondo Seniores o la vittoria di Caruana nel Campionato USA, dall’altro l’improvvisa discesa negli abissi dei risvolti più oscuri della mente, tra accuse, tormenti, tragedie e polemiche. Sapete bene a cosa mi riferisco e, cercando un’immagine in grado di riassumere tutte le emozioni che ho vissuto negli ultimi giorni, ho scelto quella dell’ulivo.
In un mondo in cui ciò che sembra progressivamente ridursi è la speranza di una convivenza pacifica, l’ulivo simboleggia quell’anelito di pace che sembra sempre meno ascoltato da chi decide i destini della gente comune. Motivazioni e intenzioni che creano l’innesco per atti di violenza, individuali come a Rieti o nazionali come nei vari conflitti che ci sono così vicini, sembra si stiano avviluppando attorno ai cuori e alle menti, senza che si riesca a trovare la volontà di guardare al di là di se stessi.
Le nostre battaglie alla scacchiera sono le uniche che vorrei vedere e lo spettacolo che si sta svolgendo a Gallipoli, in quel Salento che è la terra per eccellenza degli ulivi, è un’ottima testimonianza di cosa la competizione sportiva rappresenta: rispetto, divertimento e gratificazione anche quando si è avanti negli anni, quando (ecco di nuovo il simbolo dell’ulivo) la saggezza stempera gli ardori a fa apprezzare la bellezza di una partita guardando un tramonto sul mare.
Potrebbe sembrare che io stia descrivendo un torneo a basso ritmo e con poca vivacità, ma ovviamente non è così. Se è pur vero che i partecipanti hanno tutti almeno più di 5 decadi di vita alle spalle, la capacità di giocare bene e di affrontarsi e combattere rimane sempre viva. Lo possono testimoniare le tante partite che si possono seguire in diretta o rivedere sul sito del torneo e sui principali siti online, così come le classifiche che vedono in testa un mix di sorprese e di conferme.

Nel torneo maschile Over 50 è attualmente in testa a punteggio pieno il GM polacco Michal Krasenkow, seguito da sei giocatori tra i quali il MI italiano Fabio Bellini. I migliori sono comunque tutti lì, pronti ad approfittare degli inevitabili passi falsi che in un torneo così lungo (11 turni) può sempre capitare. Nel torneo maschile Over 65, invece, ecco la prima sorpresa: è in testa con 4 su 4 il MI ucraino Alexander Reprintsev, inseguito da un folto gruppo di 16 giocatori tra i quali il nostro GM Lexy Ortega.
Nessuno a punteggio pieno nei tornei femminili. Nell’Over 50, Pia Cramling ha dovuto già concedere due patte e quindi, insieme ad altre 4 giocatrici, insegue con mezzo punti di distacco la coppia formata dalla GM scozzese Ketevan Arakhamia-Grant (n.2 del ranking iniziale) e la WGM georgiana Inga Khurtsilava. Nell’Over 65 femminile è in testa l’inesauribile Nona Gaprindashvili, che guida la classifica con 3,5 su 4 assieme alle russe Galina Strutinskaia e Tatiana Bogumil. Sempre impressionante l’energia che ad 84 anni la Gaprindashvili è ancora in grado di dimostrare alla scacchiera.
Tra partite, visite alle bellezze locali (Lecce in primis) ed eventi collaterali, il Mondiale Seniores continua il suo felice viaggio che unisce “ragazze e ragazzi diversamente giovani” di tutto il mondo. Mi piacerebbe davvero vedere i vincitori premiati con una corona di ulivo, a rappresentare vittoria, saggezza, speranza e pace; insomma tutto ciò che la brutta cronaca di questi giorni sembra allontanare dagli scacchi.

Al di sopra delle polemiche e del rumore mediatico, resta nel cuore la profonda tristezza di una giovane vita e del sorriso di un bravo ragazzo che hanno abbandonato questo mondo in preda a un tormento assolutamente ingiustificato e ingiustificabile. Un ragazzo che si sarebbe sicuramente seduto felice a giocare con chiunque, a Gallipoli, a Saint Louis, a Batumi o a Charlotte, gli si fosse avvicinato per una partita a scacchi.
Magari con i pezzi in legno di ulivo.
Un messaggio denso di significato in un momento buio. Parlerò anche io facendo riferimento ai pezzi fatti di legno d’ulivo alle mie prossime lezioni , occorre testimoniare un messaggio di pace nelle occasioni più formative.
Grazie
Grazie Massimiliano. L’importanza di curare la formazione educativa dei giovani non va mai sottovalutata, perché i frutti si vedono molti anni dopo.
Solo una parola. Bello.
Grazie Fabio. Detto da te ha molto valore.