Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Chess Variant: Scacchi Progressivi

(Roberto Cassano)
Se qualcuno non l’ha ancora letto o vuole rileggere dell’Associazione Italiana Scacchi Eterodossi che per un quarto di secolo è stata in assoluto il mio più grande divertimento, è il benvenuto e clicchi qui, altrimenti prosegua nella lettura.

La prima notizia sugli scacchi Scozzesi risale alla primavera del 1947 quando il Maestro Znosko Borovski Evgenij (Pavloski, 28.8.1884 – Parigi, 30.12.1954), di ritorno da un torneo disputato in Scozia, fece conoscere sul n.3 di Lectures pour Vous questo nuovo modo di giocare a scacchi, scrivendo: “Una nuova invenzione più attraente degli Scacchi Marsigliesi.

Si basavano sulla successione progressiva delle mosse (1 mossa al Bianco, 2 mosse al Nero, 3 mosse al Bianco, e così via), mantenendo dei Marsigliesi la regola secondo la quale, chi dà scacco rinuncia alle successive mosse di quella serie; per questo i Marsigliesi (due mosse per turno) si possono considerare il ‘ponte’ tra il gioco classico e gli Scacchi Progressivi.

C’è da precisare che riferendosi alla nascita di questa variante D. B. Pritchard, nella seconda edizione di The Classified Encyclopedia of Chess Variants del 2007, riporta che:

  • Ken Whyld, suggerì che l’ideazione di questa variante potesse essere avvenuta a Dundee nel 1939;
  • ad una richiesta di informazioni nel gennaio 1990 sugli Scottish Chess, Hugh Courtney ricordò che si giocava in Inghilterra nel 1944 e che Gerald Abrahams e Max Ellinger giocarono una lunga serie di partite iniziate all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Quindi, secondo Pritchard, il paese d’origine più probabile sembra essere l’Inghilterra, forse alla fine degli anni ’30, e il termine “Scacchi Scozzesi” potrebbe essere addirittura improprio.

Gli Scacchi Scozzesi non conobbero gli allori tributati ai Marsigliesi (a questa variante giocarono Znosko Borovski, Rèti, Cheron e persino Alekhine) ma non cadde mai del tutto nell’oblio perchè due citazioni, di Joseph Boyer (Les jeux d’echecs non orthodoxes, Paris, 1951, p.43) e di Antony Dickins (A guide to fairy chess, New York, 1969, pp. 22-23), stavano già a comprovare l’avvenuta variazione delle regole e del nome che, poi in Italia, con due lettere datate 27 Marzo e 22 Maggio 1971 furono riproposti dal Prof. Roberto Salvatori di Arezzo al Prof. Sicuteri ed al Dr. Armando Silli (1° Presidente dell’A.S.I.G.C. e dell’A.I.S.E.), di disputare delle partite per corrispondenza di questo nuovo gioco (scacchi Progressivi) ma con una modifica sostanziale che gli era stata suggerita  da Francesco Scafarelli: una norma, secondo la quale, lo scacco al Re può essere dato soltanto all’ultimo tratto della serie da eseguire e che, pertanto, era vietato dare degli scacchi intermedi (ad esempio, non si può dare scacco al Re alla terza mossa di una serie di 5 mosse consecutive).

La nuova variante, dopo che è stata modificata la regola scozzese dello scacco che interrompeva la serie, con la nuova regola italiana ne risultava notevolmente arricchita perché produsse una nuova possibilità: il matto per impossibilità di controscacco che inizialmente, venne applicato soltanto ai problemi, apparve per la prima volta in Chess Amateur, giugno 1926, p.280 nell’esempio seguente di Thomas R. Dawson:

Thomas R. Dawson Chess Amateur, giugno 1926, p.280


Ecco adesso, in forma di fumetto, il Regolamento eterodossicamente figurato degli SCACCHI PROGRESSIVI realizzato 40 anni fa dall’amico Alfonso Carfora che ringraziamo per averci autorizzato alla pubblicazione:


Anche i Progressivi, come i Marsigliesi, si giocano con il consueto materiale (la scacchiera con 8 caselle di lato e i soliti 32 pezzi disposti con TCADRACT) ma secondo questo

REGOLAMENTO

  1. Tutte le regole degli scacchi FIDE restano valide, tranne per quanto di seguito specificato.
  2. A ogni turno di gioco, ciascun giocatore esegue una mossa in più rispetto all’avversario: il Bianco inizia con una mossa, il Nero risponde con 2 mosse, il Bianco ne gioca 3 mosse, il Nero risponde con 4 mosse, e così via; l’insieme delle mosse eseguite da un giocatore in un turno di gioco è detto serie.
  3. Lo scacco deve essere parato con la prima mossa della serie, altrimenti la partita è persa per scacco matto. Il Re non può mai essere esposto a scacco, neanche temporaneamente durante il proprio turno di gioco.
  4. Lo scacco e lo scacco matto possono essere dati solo con l’ultima mossa della serie.
  5. La partita è persa dal giocatore, il cui Re sia in scacco, che sia costretto a parare lo scacco dando scacco a sua volta (impossibilità di controscacco), anche se, con quella mossa, egli stesso possa dare scacco matto.
  6. La partita è patta per stallo, se il giocatore che ha il tratto, il cui Re non sia in scacco, non dispone di mosse legali che gli consentano di iniziare o completare la serie, ovvero le sole mosse disponibili diano scacco.
  7. La partita è patta, su richiesta del giocatore che ha il tratto, se a) una posizione si presenta identica tre volte in tre serie differenti con il tratto allo stesso giocatore, oppure b) per 10 serie consecutive (5 del Bianco e 5 del Nero) entrambi i giocatori non eseguono mosse di Pedone nè effettuano catture, salvo il caso che l’altro giocatore dimostri di poter vincere proseguendo il gioco.
  8. La cattura en passant può essere effettuata solo con la prima mossa della serie, e solo se a) il Pedone da catturare sia stato avanzato di due passi in una sola mossa, e non ulteriormente avanzato, nel corso della serie precedente; b) la casa in cui deve recarsi il Pedone catturante non sia occupata.

Notazione. Le serie di mosse vengono numerate singolarmente, per cui il numero d’ordine della serie è uguale al numero di mosse che la compongono (Esempio.: 1. d4 2. b5 Cf6 3. g4 g5 g:f6 ecc.).


Cenni sull’apertura nei Progressivi

All’inizio si riteneva che i sistemi difensivi migliori fossero quelli aperti e, conseguentemente, si tendeva ad evitare le difese chiuse (ritenute non buone perché passive) mettendo così l’accento sul concetto del rapido sviluppo dei pezzi, concetto ripreso, pari pari, dal gioco ortodosso. In un secondo periodo, sono andate acquistando credibilità anche le aperture di gioco chiuso. Ci si è accorti che l’immediata apertura delle linee sovente permette al bianco di eliminare un gran numero di pezzi avversari con la conseguenza di una sconfitta per impoverimento del materiale del nero mentre in seguito la teoria più avanzata è improntata ad una certa cautela di giudizio. I problemi più influenti nell’apertura sono due: uno che possiamo definire attivo, ed uno passivo; quello attivo può essere riassunto nel concetto generale di una rapida eliminazione della donna avversaria; quello passivo consiste nell’evitare il matto mentre si compie la prima azione. L’equilibrio di questi due fattori regolano – nelle aperture chiuse in particolare – la fase iniziale della partita.

C’è stato un periodo, nel quale si riteneva che se il nero, nella seconda serie, non giocava il tratto d7-d5, passa in svantaggio a causa di Af1-b5, mentre poi l’Alfiere in b5 è considerata un’arma a doppio taglio in quanto, se è vero che comprime lo sviluppo del nero, è anche vero che gli fornisce, specie nel prosieguo del gioco, la minaccia a5 a:b5 T:a2 T:a1.

L’apertura più giocata è stata quella di Re (1.e4) con la quale già si minaccia lo scacco matto (3.Ac4 Df3 D:f7) ma, giocata con frequenza, anche l’apertura di Donna (1.d4).


Vi presentiamo adesso alcune vecchie partite con la precisazione che riportiamo il testo delle mosse per come vanno scritte prima della scacchiera interattiva e subito sotto di essa il suo pgn appositamente modificato per questa variante; non è bello da vedersi ma pratico per riprodurle a video.

Partita N.1

1.e4 2.e5 Cf6 (??) 3.Ac4 Dh5 D:f7# 1-0


Partita N.2

1.e4 2.f6 g6 (??) 3.Dh5 D:h7 D:g6# 1-0


Partita N.3

1.e3 2.Cc6 Ch6 3.Ab5 A:c6 Af3 (??) 4.e6 Cg4 Dh4 D:f2# 0-1


Partita N.4

1.Cf3 2.a5 Cf6 3.Cg5 C:f7 C:d8 (??) 4.Ce4 e6 Ac5 A:f2# 0-1


Partita N.5

1.g4 2.Cf6 C:g4 3.f3 f:g4 d3 (??) 4.g6 Ah6 e6 Dh4# 0-1


Partita N.6

1.d4 2.e5 e:d4 3.Ag5 A:d8 Ah4 (??) 4.d3 d:c2 c:b1=T Ab4# 0-1


Partita N.7

1.e4 2.Cc6 d5 3.Cc3 f4 e5 (??) 4.C:e5 Dd6 De6 Cd3# 0-1


Partita N.8

1.Cf3 2.Cf6 Cc6 3.e4 e5 e:f6 4.Ce5 e:f6 De7 Cd3# 0-1


Partita N.9

1.Cf3 2.Cf6 Ca6 3.d3 Ag5 A:f6 4.Cb4 c6 Da5 C:d3# 0-1


Partita N.10

1.e4 2.Ch6 g5 3.De2 h4 h:g5 4.d5 Ag4 A:e2 e5 (??) 5.A:e2 T:h6 Tc6 Ab5 Te6# 1-0


E per le ultime sei partite, se vi va, provate a trovare la serie da soli prima di vedere la soluzione sotto il pulsante colorato.

Partita N.11

1.Cf3 2.Cc6 f6 3.Ce5 C:c6 C:d8 4.Ch6 Cg4 C:f2 C:d1

5.C:b7 e3 Ad3 A:h7 Ag6#


Partita N.12

1.Cf3 2.Cc6 d5 3.Ce5 C:c6 C:d8 4.Ag4 A:e2 A:d1 R:d8

5.Ab5 R:d1 Te1 T:e7 Te8#


A seguire quattro interessanti partite più lunghe e con dei brevi commenti: l’ultima finisce con una spettacolare patta!

Nelle prossime due partite vediamo una perfetta applicazione pratica della regola del matto per impossibilità di controscacco; matto possibile soltanto dopo aver introdotto la nuova regola (rispetto agli Scacchi Scozzesi) che obbliga al completamento della propria serie e che, pertanto, non permette scacchi al Re prima del termine della serie stessa).

Tanto per far conoscere la sua bellezza, ma anche per far capire meglio il concetto.

Partita N.13

1.Ch3 2.d5 Cc6 3.Cg5 C:f7 C:d8 4.R:d8 Cf6 e5 Ac5 5.d4 d:c5 Ag5 Rd2 A:f6+

6.Rd7 Ca5 Rc6 R:c5 Rd4 Cc4# 0-1

Il nero, seppur in grande svantaggio materiale (ha la Donna ed un Alfiere in meno), va all’attacco con il Re (parte dall’8ª traversa e fa ben 4 delle 6 mosse disponibili) e, con l’aiuto di un solo cavallo, vince la partita ! Il bianco, muovendo Rc1 oppure Re1 per sfuggire allo scacco, darebbe a sua volta scacco al Re nero con la prima mossa della sua settima serie e, questo, non è ammesso dal regolamento e la partita è persa per aver preso scaccomatto. Questa partita è stata giocata per corrispondenza via cartolina nel 1993.


Partita N.14

1.Cf3 2.e5 Cf6 3.d4 d:e5 e:f6 4.D:f6 D:b2 D:c1 D:d1+ 5.R:d1 Ce5 C:f7 C:h8 Rd2 6.Aa3 Ab2 A:a1 d5 Af5 Re7 7.c4 c5 c6 c:b7 b:a8=D D:d5 D:f5 8.g6 g:f5 f4 f3 f:g2 g:h1=D D:f1 D:b1 9.Cf7 Cd6 Cc4 Ca3 C:b1 h3 Ca3 Cb5 C:a7 10.Cc6 C:a7 Cb5 Cc3 C:a2 Ad4 A:f2 Cb4 Ac5 Rd6

Adesso guardate bene cosa succede sulla diagonale scura a3-f8.

11. h4 h5 e4 Re2 Rf3 Rg4 Rf5 Rf6 Rg7 Rf8 e5#

11.e3 Re2 Rf3 Rg4 Rh5 Rh6 R:h7 e4 Rg6 Rg5 Rf5 12.Ae3 c5 c4 c3 c2 c1=D Dc4 Ca2 Cc1 Ca2 Cc1 De6#


Partita N.15

1.Ca3 2.Cf6 d5 3.d4 e3 Re2 (?) 4.Af5 A:c2 Rd7 A:d1+

5.R:d1 Ad2 Aa5 A:c7 A:d8

6.e5 A:a3 A:b2 A:a1 T:d8 e4

7.Rc2 Ad3 Ce2 T:a1 A:e4 A:h7 Af5+

Una debolissima serie: il Bianco è ancora in svantaggio di materiale (ha un P per la T); si poteva giocare meglio (ad esempio 7.Rc2 Aa6 A:b7 A.a8 Cf3 T:a1 Ce5+), quanto meno per recuperare del materiale.

8.Rd6 Th8 T:h2 T:g2 Tg1 T:a1 Cc6 Ca5

9.Rb2 R:a1 Rb2 Ac8 A:b7 A:a8 A:d5 A:f7 Ag6 10.Cc6 C:d4 C:e2 Cf4 C:g6 Ce7 Cc6 Cg8 Cge7 Re5

11.Abbandona 0-1


Quella che segue è una partita del 1995, che vi mostro per far vedere una sorprendente serie finale che porta allo stallo!

Partita N.16

1.e4 2.Cc6 d5 3.Dg4 D:c8 D:d8+ 4.R:d8 d:e4 Cf6 h5 5.Cc3 C:e4 C:f6 d4 h4 6.e:f6 C:d4 Cb3 C:a1 Rd7 Ab4+ 7.Ad2 A:b4 a4 Rd2 Ad3 Ce2 Af5+ 8.Rd8 C:c2 C:b4 Cd3 C:f2 C:h1 Cg3 C:f5 9.a5 a6 a:b7 b:a8=A, g4 g:h5 h6 h:g7 g:h8=D+ 10.Rd7 a5 a4 a3 a:b2 b1=D Cg3 C:e2 Db8 D:h8

11.Ae4 Ah7 Re3 Rf3 Rg4 Rh5 Rh6 h5 ! (½ – ½)

Infatti, sia muovendo l’Ah7, sia con Rg5 o Rg7 si metterebbe sotto scacco da solo e, questo, è vietato dal regolamento; il bianco è riuscito a creare questa posizione, al fine di ottenere un’interessante posizione di stallo per autoblocco che, evitando la sconfitta, gli ha fruttato un bel mezzo punto !


Su YouTube abbiamo trovato otto video in lingua inglese, i primi cinque più divulgativi che altro, gli ultimi tre approfondiscono decisamente meglio la variante e quelli realizzati da Doug Hyatt rispettivamente di minuti 11:02 e 12:35 sono decisamente i migliori:

Di questi tempi non poteva mancare un App gratuita per giocare sullo Smartphone, è scaricabile da qui.


Live long and prosper with variant chess! (Lunga vita e prosperità con le varianti scacchistiche!)

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