I Finali questi sconosciuti: non sempre si vince con un pezzo in più
(Antonio Monteleone)
Si sa, non c’è cosa peggiore negli Scacchi di non vincere una partita che si pensava lo fosse per tante mosse. Per non parlare di quando addirittura questa si perde per una malaugurata svista o per un errore di calcolo.
E quando si arriva al Finale c’è una sorta di errata convinzione che, in fin dei conti, con pochi pezzi sulla Scacchiera, i calcoli da fare siano limitati e tutto dovrebbe essere più facile. Per poi scoprire amaramente che le cose non stanno esattamente così e che basta un niente per infrangere le nostre analisi e i nostri sogni di vittoria.
Diciamo una partita, considerata nel suo complessivo, in cui i due giovani sfidanti si sono affrontati a viso aperto senza paure e cercando di porre l’avversario di fronte a diversi problemi.
Ha iniziato Neamann sacrificando un pezzo nel Mediogioco e ha continuato Gukesh sacrificandolo nel Finale. Cosa entrambi abbiano realmente visto, per affrontare decisioni così radicali, è un mistero. E lo è ancora di più la scelta di Gukesh: cosa lo ha indotto a dare un pezzo su due pedoni? Forse pensava che i suoi due pedoni “f” e “g” passati e uniti, fossero sufficienti per la vittoria? Sarebbe interessante sentire dalla sua voce cosa gli sia passato per la mente in quel momento, con un’unica certezza a sorreggere i nostri pensieri: 1. le precise analisi del nostro “amico elettronico” che dopo la quarantatreesima mossa del Bianco dà la posizione come pari; 2. il giudizio delle “Syzygy endgame tablebases” che, sempre sulla stessa posizione, sentenziano “Tablebases draw”.
E stessa cosa dopo le cinquantunesime mosse del Bianco e del Nero, con il risultato che ha “ballato” da patto a vinto e viceversa, il tutto avallato dai due “simpatici aiuti” di cui sopra.
Insomma, come al solito, tutto apparentemente semplice e alla fine tutto decisamente complicato, con due Top Player che hanno faticato non poco a entrare nei segreti di questa posizione, sbagliando più volte la porta d’ingresso che alla fine si è chiusa definitivamente in faccia a Gukesh, che ricordiamo essere l’attuale Campione del Mondo, lasciandolo con tanta amarezza per l’occasione persa.
Mai come in questo Finale, si avverte l’esattezza del titolo di questa rubrica, con i nostri esploratori che si addentrano in territori spesso familiari ma con nascoste sempre delle sorprese più o meno piacevoli, e allora: “Buone esplorazioni a tutti”!