Torino 2006 – Olimpiadi invernali e Olimpiadi degli scacchi – parte 1
(Adolivio Capece)
Stanno per aprirsi i giochi 2026 delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina.
E allora come non pensare alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali che si svolsero a Torino nel 2006, che furono particolarmente importanti per noi scacchisti perché in coda, dal 20 maggio al 4 giugno, vennero organizzate le Olimpiadi degli Scacchi (37a edizione) … un evento grandioso, che ho vissuto in prima persona data la mia funzione di responsabile dell’Ufficio Stampa e che vorrei ripercorrere in sintesi, per raccontarlo a chi non c’era e per ricordarlo a coloro che ebbero la possibilità di parteciparvi come spettatori.
Le Olimpiadi degli Scacchi italiane
Quella che credo di poter definire la più grande avventura di tutta la storia della Federazione in generale e della Società Scacchistica Torinese in particolare incominciò ufficialmente il 10 novembre 2002, a Bled in Slovenia.
Era una domenica, l’ultimo giorno del Congresso mondiale Fide. I delegati di tutti i Paesi affiliati alla Federazione internazionale erano chiamati a decidere la città che avrebbe organizzato le Olimpiadi scacchistiche del 2006. Dopo il ritiro di Nuova Delhi, comunicato il giorno prima, erano rimaste in corsa due candidature: Tallin per l’Estonia e Torino. La scelta dei delegati è stata schiacciante: per 112 voti a 21 l’assegnazione andava a Torino. Per la prima volta in ottant’anni le Olimpiadi degli scacchi si sarebbero giocate in Italia!

In realtà l’avventura torinese era già sbocciata quasi un anno prima. Un po’ sogno, un po’ sfida, un po’ calcolata progettazione. L’idea dell’allora presidente della Società Scacchistica, Michele Cordara, era tanto semplice quanto audace: dovendo Torino ospitare nel 2006 le Olimpiadi invernali, e dovendo attrezzarsi organizzativamente per quell’evento, perché non utilizzarne il lavoro e le strutture, la capacità ricettiva e l’eco internazionale per ospitare, subito dopo, anche le Olimpiadi degli scacchi? Dal Villaggio Olimpico al Centro Stampa, tutto quanto occorreva per accogliere i duemila e forse più giocatori e accompagnatori, i giornali, le televisioni e sperabilmente il pubblico, sarebbe già stato pronto, collaudato, a disposizione. Evidenti le economie di scala, rispetto a una città che debba partire da zero.
L’idea è stata pesata, sezionata, analizzata nei pro e nei contro. Dopo il via libera di Alvise Zichichi, allora presidente della FSI, e il pieno sostegno del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, in sei mesi si sono bruciate le tappe: è stato costituito il Comitato promotore (Michele Cordara presidente, insieme al compianto Bruno Manzardo e a Piero Lionetti e Mario Mastroianni), si è ottenuta l’adesione formale di Comune e Provincia di Torino e della Regione Piemonte, sono arrivati i relativi stanziamenti di fondi, sono stati attentamente preparati il dossier di candidatura, il logo, la strategia di presentazione al Congresso Fide.
Poi la battaglia di Bled, vinta anche grazie a una paziente tessitura di relazioni internazionali.

Negli anni precedenti … e il 2004
In preparazione alle Olimpiadi, Torino organizzò una importante manifestazione biennale intitolata “Scaccomatto” che oltre al lato tecnico, con tornei con Grandi Maestri, tornei per VIP e simultanee con i più noti campioni, coprì gli aspetti culturali del gioco, con conferenze, spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche, mostre e convegni. Da ricordare che nel 1998 “Scaccomatto” in una serata assai affollata nel teatro Museo tenne a battesimo Luciana Littizzetto, ai primi passi come attrice comica.
Degli altri molti appuntamenti di ‘Scaccomatto’ vorrei ricordarne solo due: nel 2002 la simultanea di Karpov con i ‘vip’ e nel 2004 la due giorni di Garry Kasparov il 13 e 14 maggio.
Karpov giocò con personaggi dell’industria e della cultura; fu invitato anche il noto calciatore Davids (Juventus), allora abbastanza assiduo frequentatore della Scacchistica Torinese; ricordo la giornata perché quando si iniziò Davids dichiarò: “Io non gioco: con Karpov perderei e a me non piace perdere.” Ma rimase per tutto il tempo, firmando autografi e rilasciando brevi interviste alle tv intervenute in realtà solo per lui.
Kasparov invece venne a Torino anche per presentare il suo libro “I miei grandi predecessori”; la sera del 13 maggio prese parte alla cena con, tra gli altri, Paolo Fresco, che era il presidente della Fiat, ed Enzo Ghigo, che era il presidente della Regione. Il 14 mattina l’incontro pubblico all’Atrium di Piazza Solferino, affollato al limite della capienza.
Poi il giorno seguente Kasparov andò a Bologna per un altro incontro pubblico dove autografò alcune centinaia di copie del suo libro. Poi Kasparov tornò in Italia, questa volta a Roma, il 16 agosto, ancora per una giornata dedicata ad autografare il suo libro.
Nel 2004 a fine maggio a Frascati, cittadina dei Castelli Romani, si tenne la prima manifestazione pre-olimpica ufficiale con Boris Spassky e Alexandra Kosteniuk, che si esibirono in simultanea con un buon successo di pubblico e riscontro sui media.
Un anno prima delle Olimpiadi (2005):
Pagnoncelli presidente FSI, addio a Bombelli e Paoli
Arriviamo al 2005. Si comincia a respirare aria di Olimpiadi. Il 25 gennaio fu presentato ufficialmente il ‘logo’, fu lanciato il concorso per disegnare la ‘mascotte’ e il 5 marzo fu lanciato il ‘portale’ internet con la campionessa Alexandra Kosteniuk che fu nominata ‘madrina’.

Permettetemi a questo punto di ricordare tre episodi del 2005 non direttamente collegati alle Olimpiadi.
Domenica 20 marzo nel Palazzo delle Federazioni del CONI in via Piranesi a Milano si svolse la Assemblea per eleggere il nuovo Presidente della Federazione, dopo il Commissariamento. Notiamo che il nuovo Statuto non prevedeva più un ‘quorum’ e anzi l’Assemblea diventava quadriennale, seguendo il ciclo olimpico del CIO. Presenti i delegati di 198 Società, 28 per i Giocatori, 15 per gli Istruttori. Fu eletto Gianpietro Pagnoncelli con 202 voti (30 schede bianche e 3 nulle). Nella prima riunione del Consiglio venne assunto come dipendente con la funzione di ‘Segretario Generale’ il milanese Mauro Fiori.
In agosto un grave lutto colpì il mondo scacchistico italiano: la scomparsa dell’arbitro internazionale Lanfranco Bombelli, avvenuta nella notte del 9 agosto a Torino. I funerali si svolsero sabato 13 agosto nello stesso capoluogo piemontese. La Federazione, grazie all’interessamento diretto e personale del Presidente Pagnoncelli, che interruppe le ferie per recarsi a Torino per il disbrigo delle pratiche burocratiche e si assunse l’onere delle esequie, in assenza di parenti.
Persona enormemente stimata e apprezzata nel mondo scacchistico (“avere Bombelli a dirigere i tornei era garanzia di sicurezza e di tranquillità”), Lanfranco Bombelli era nato a Ricaldone (Al) il 13 dicembre 1944. Divenne arbitro nazionale nel 1976 e internazionale nel 1986, consigliere nazionale dal 1990 al 1992 in Federazione, svolse anche incarichi dirigenziali nel consiglio direttivo dell’ASIGC (corrispondenza) e nella Società Scacchistica Torinese. Collaborò alcuni anni anche con l’Arci-Scacchi.
Il 2005 si chiuse con la notizia della morte di Enrico Paoli, avvenuta il 15 dicembre. Era nato a Trieste il 13 gennaio 1908. Imparò a giocare a scacchi a 9 anni. A 18 anni ottenne il brevetto di Capitano di lungo corso. Laureato in Economia e Commercio, quando si trasferì a Reggio Emilia fece il maestro elementare per avere più tempo per giocare a scacchi. Fu nominato Cavaliere della Repubblica per meriti scacchistici. Tre volte campione italiano, nel 1951, 1957 e 1968 (a 60 anni!), autore di studi (ne compose 154 di cui 39 premiati), arbitro internazionale (avevano scelto lui sia Fischer sia Karpov per dirigere il match mondiale del 1975 che poi non si giocò). Maestro Internazionale nel 1951 (quando il titolo fu istituito) andò più volte vicino sul campo alla conquista del titolo di Grande Maestro che poi gli fu attribuito ‘honoris causa’ nel Congresso FIDE di Erevan nel 1996; fu l’ideatore e l’organizzatore per quasi mezzo secolo del Torneo di Capodanno di Reggio Emilia. In occasione dei 95 anni, compiuti mentre giocava nell’Open di Saint-Vincent, il quotidiano La Stampa gli dedicò un articolo in prima pagina.
Per maggiori dettagli e approfondimento rimando al bel post “Gli scacchi sono tutta la mia vita!”
… ma arriviamo al 2006
Dal 20 maggio al 4 giugno 2006 la splendida struttura dell’Oval-Lingotto (due grandi saloni) ospitò le Olimpiadi degli Scacchi (37ª edizione). In gara 150 compagini maschili e ben 106 femminili. Polverizzati quindi tutti i record precedenti, soprattutto nel torneo delle ragazze.
Che emozione vedere il primo giorno tutte le squadre arrivare ordinatamente, prendere posto e attendere il via ufficiale, mentre nell’altro salone si erano formate due lunghe file: una dei giornalisti per le operazioni di accredito, l’altra di una vera marea di scacchisti (in numero quasi incredibile) a fare il biglietto di ingresso!
(segue domani)