Arbitro, come finisce questa partita?
(UnoScacchista)
Premetto che la posizione che vi sto per mostrare riguarda un caso ipotetico, che ritengo interessante per discutere di una specifica regola del manuale ufficiale FIDE degli scacchi. Sto parlando dell’articolo 5, che definisce “La conclusione della partita”. Come è noto, lo spirito di una legge può non essere catturato perfettamente dalla forma in cui è scritta, tanto che, nel caso degli scacchi, la FIDE è dovuta intervenire più volte per evitare interpretazioni dubbie.
Oltre alle definizioni errate della regola di promozione (scherzosamente interpretate dal mio amico Giorgio in “Una serata al “The Good Knight” pub“) è noto il caso di una ipotetica definizione imperfetta delle regole dell’arrocco. Sto parlando del famoso “matto in 3” di Tim Krabbé che vi mostro qui sotto.
Il Bianco muove e dà matto in 3 mosse
Dopo 1. e6, la prima variante è 1… ♔d3 2. e8=♕ gxf3 (altre mosse permettono ♕e2#) 3. O-O-O matto
La seconda variante comprende una sottopromozione: 1… ♔xf3 2. e8=♖! e ora se 2… d4 3. O-O matto
La terza variante è quella più problematica: 1… ♔xf3 2. e8=♖! ♔g2 e adesso? Non sembra ci sia un modo per dare matto, ma in realtà Krabbé sviluppa questo ragionamento: Il Re bianco non ha mai mosso e non è sotto scacco, la Torre in e8 non ha mai mosso e quindi il Bianco può valutare di organizzare l’arrocco! Il punto è che nessuno specifica che, per arroccare, Re e Torre debbano stare sulla prima traversa (argomenta Krabbé), quindi l’arrocco “lunghissimo” con la Torre e8 è possibile. Il Re, seguendo le regole, effettuerà due passi vero la Torre (andando in e3) e la Torre lo scavalcherà posizionandosi nella prima casa adiacente il Re (ovvero in e2). La mossa che dà matto è quindi 3. O-O-O-O matto!!
Una veloce verifica delle regole ufficiali dell’arrocco dimostra che in realtà nella procedura di arrocco è sempre stato specificato che Re e Torre devono stare “sulla stessa traversa”, quindi il problema non è altro che uno scherzo, ma avete capito il possibile effetto di regole scritte avendo in mente una fattispecie concreta senza considerare interpretazioni alternative e inusuali ma tecnicamente legali.
Dopo questa lunga premessa, veniamo al caso in questione. Su X l’utente “Chess_Feed” ha postato qualche giorno fa una posizione volutamente paradossale chiedendo
Perché questo non è uno scacco matto?
Va bene, è chiaro che si tratta di una simpatica battuta perché è facile vedere che il Nero ha una sola mossa per parare lo scacco (1… ♖d5) e che quella mossa dà anche scacco matto al Bianco.
La cosa sarebbe finita lì se il GM Peter Heine Nielsen (famoso allenatore, prima di Anand e poi di Carlsen del quale è ancora il secondo in molte occasioni) non avesse rilanciato la posizione con una domanda rivolta al noto Arbitro Internazionale Chris Bird “Qual è il risultato di questa partita se il Nero abbandona?”
Non è arrivata (ancora) nessuna risposta, ma la domanda mi ha incuriosito. Il buon senso e la pratica suggeriscono che quando un giocatore abbandona non c’è più nulla da discutere, quindi se il Nero, in un momento di obnubilamento, decide di abbandonare in quella posizione, la partita è vinta dal Bianco.
Andiamo però a controllare le “FIDE Laws of Chess” (“Regole degli scacchi FIDE”) attualmente in vigore. Sono quelle approvate dall’Assemblea Generale FIDE il 07/08/2022 e sono in forza dal 1° gennaio 2023. Citerò qui sotto la traduzione ufficiale in italiano disponibile sul sito della FSI.
All’articolo 5 (“La conclusione della partita”) si legge al paragrafo 5.1.2:
“La partita è vinta dal/la giocatore/trice il cui avversario dichiara di abbandonare (ciò termina immediatamente la partita) salvo qualora la posizione sia tale che l’avversario/a non possa dare scaccomatto al/la giocatore/trice con alcuna sequenza di mosse legali. In questo caso, il risultato della partita è una patta.”
A scanso di dubbi sulla traduzione, questo è il testo ufficiale in inglese del paragrafo 5.1.2:
“The game is lost by the player who declares he/she resigns (this immediately ends the game), unless the position is such that the opponent cannot checkmate the player’s king by any possible series of legal moves. In this case the result of the game is a draw.”
La prima parte della regola è quello che tutti conosciamo dalla pratica, ma la seconda parte definisce un’eccezione molto meno intuitiva. Quello che capisco è che, anche se il mio avversario abbandona, non posso vincere una partita a meno di poter dimostrare che con una qualsiasi (anche assurda) sequenza di mosse legali io possa dare scacco matto; se ciò non fosse possibile, la partita è patta anche se il mio avversario ha abbandonato.
Il senso di questa eccezione sembra chiaro: se sono rimasto con Alfiere (o Cavallo) e Re contro Re la partita è patta a prescindere dall’abbandono dell’avversario, perché (articolo 1.4) “L’obiettivo di ciascun/a giocatore/trice è porre il Re avversario ‘sotto attacco’ in maniera tale che l’avversario non abbia più alcuna mossa legale.” Se mi è impossibile raggiungere questo obiettivo non posso vincere la partita.
Nella posizione del diagramma sembra che il Bianco abbia tutte le possibilità di dare scacco matto visto il materiale sulla scacchiera, ma può farlo con una sequenza di mosse legali? In effetti dopo lo scacco in f3, c’è una sola mossa legale che può giocare il Nero, dopo di che il Bianco non ha più mosse legali.
Si può quindi affermare che (adattando il testo del paragrafo 5.1.2) “la posizione è tale che il Bianco non può dare scaccomatto al Nero con alcuna sequenza di mosse legali.” Da ciò consegue che “il risultato della partita è una patta.”
Sorprendente, ma a me sembra un ragionamento corretto e perfettamente coerente con la regola.
Voi (specialmente chi è arbitro) che ne pensate?
secondo me no…..il discorso può essere valido se scade il tempo al nero…. ma se tu abbandoni hai perso
Assolutamente corretto, è patta.