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La FIDE continua a cambiare regole: ora tocca alla World Cup

(UnoScacchista)
Sembra davvero che, in vista delle prossime elezioni, Dvorkovich e il suo attuale team abbiano deciso di coprire ogni spazio mediatico con frequenti decisioni e modifiche. Abbiamo visto nel breve spazio di tre settimane la proposta di far acquisire l’Elo classico giocando online, poi la squalifica di due anni di Kramnik a seguito dei suoi ripetuti attacchi a noti GM accusandoli (più meno velatamente) di cheating, e subito dopo l’annuncio della candidatura di Dvorkovich per un terzo mandato. Ora tocca alla revisione delle regole per la FIDE World Cup.

E’ notizia di ieri l’approvazione da parte del Consiglio della FIDE di una serie di modifiche al formato della Coppa del Mondo FIDE 2027 e della Coppa del Mondo Femminile FIDE 2027. Sulla base delle raccomandazioni prodotte dalla “Global Strategy Commission” presieduta da Emil Sutovsky, l’obiettivo delle modifiche adottate sono state la riduzione della durata delle manifestazioni (oggi di 27 giorni) e l’aumento dei giocatori coinvolti (206 nel Torneo Open e 103 nel Torneo femminile nell’ultima edizione) e del numero minimo di partite giocate (2 nel formato attuale).


Un nuovo formato a due fasi

Per ottenere il miracolo di far giocare più giocatori in meno giorni, la FIDE ha deciso di riorganizzare le World Cup come manifestazioni divise in due fasi: la prima di qualificazione (con tornei in formato svizzero) e una ad eliminazione diretta (come nelle ultime edizioni) tra i 16 giocatori (per torneo) qualificati.

Al di là della decisione di far precedere la fase knock-out da più di un girone di qualificazione (quattro da 56 giocatori nell’open e due da 56 giocatrici nel femminile), fa molto discutere la cadenza di gioco scelta per far giocare i tornei da 9 turni in cinque giornate: la cosiddetta “Fast Classical” con 45 minuti più un incremento di 30 secondi per mossa. La transizione da scacchi classici a scacchi Rapid sembra ormai quasi completa.

I sedici giocatori qualificati (4 per girone dal torneo Open e 16 per girone dal torneo femminile), si scontreranno nel formato classico in uso fino al 2026. Si tratterà di quattro turni (ognuno programmato su 3 giorni) per un totale di 12 giorni di gioco che, con l’aggiunta di due turni di riposo, portano alla durata totale di 19 giorni.

L’aumento dei giocatori qualificati ha comportato anche la modifica dei percorsi di qualificazione:

  • I primi quattro classificati dell’ultimo FIDE Grand Swiss e del FIDE Women’s Grand Swiss
  • Il vincitore del Campionato del Mondo di scacchi Total Chess 2026
  • Qualificazione tramite il Circuito FIDE
  • Sette qualificati per ogni continente
  • Un posto di qualificazione per il giocatore senior con il punteggio Elo più alto.

Un inseguimento al consenso o un’innovazione giustificata?

Devo ammettere che vedere i giocatori giocarsi l’accesso alla fase knock-out ad una cadenza che, per quanto si possa giocare con le parole, è Rapid mi rende immediatamente negativo nei confronti di questa innovazione. Se gli spareggi Rapid, Blitz e Armageddon sono difficile da digerire, ratificare la qualificazione al Mondiale FIDE a cadenza classica (la World Cup mette in palio le qualificazioni al Torneo dei Candidati) è francamente quasi incomprensibile.

Questa rincorsa affannata della FIDE a chi preferisce giocare a cadenze veloci rischia solamente di far perdere rilevanza al ciclo mondiale, senza per altro conquistare nuovi giocatori. Magari mi sbaglio e ridurre il periodo totale di gioco delle World Cup (per altro aumentando anche il montepremi) è una soluzione gradita ai professionisti, ma le prime reazioni che ho letto da parte di trainers e autori sono molto critiche.

Voi cosa ne pensate?

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3 pensieri su “La FIDE continua a cambiare regole: ora tocca alla World Cup

  1. Non condivido affatto il porre un formato che è, un effetti, RAPID, all’interno di gare volte a stabilire chi gioca meglio nel “tempo lungo”. Né l’aumento esasperato del numero di partecipanti e di partite da giocare.

  2. Mah ! .. Tra un po’ tireranno fuori i dadi o la morra cinese per stabilire chi deve muovere. Tutte queste modifiche mi sembrano cretinate che ben poco hanno anche vedere con lo spirito degli Scacchi (con la S maiuscola!).

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