Da Manuel Aaron a Mishra Swayams e gli altri

Guardi la lista dei partecipanti al “Roma Città Aperta” e ti accorgi subito degli indiani. Tanti. E nessuno di loro qui fa la comparsa, sono tutti davvero in gamba. Anand ha seminato bene, c’è una fila interminabile alle sue spalle e vedremo chi, fra qualche anno, saprà prendere il testimone dell’ex campione mondiale.

Intanto godiamoci le gesta dei molti giovani indiani che in giro per il mondo tengono alto il tricolore “Tiranga”: la bandiera verde, bianca e zafferano con al centro i 24 raggi della ruota blu. Mishra Swayams (nella foto) è uno di loro.

Strano il destino. L’India è stata la patria del Chaturanga, degli “scacchi indiani”, ed ancora fino alla metà del secolo scorso era il “Chaturanga” la versione più seguita in India del nostro gioco.

Ma già in quegli anni era apparso sulla scena un importante personaggio e giocatore che tanto ha saputo dare, al di là dei suoi personali risultati, al movimento indiano e mondiale: Manuel Aaron, nato nel 1935, il primo indiano ad ottenere il titolo di maestro internazionale, bella e nobile figura di propagatore del nostro gioco.

Nel suo circolo di Madras si affacciò per la prima volta nel 1972 un bambino di 7 anni, Viswanathan Anand. Manuel lo seguì e gli pronosticò un luminoso futuro.

E ad Aaron e ad Anand oggi si ispirano moltissimi giovani, ragazze e ragazzi, che stanno rendendo di nuovo l’India, dopo il Chaturanga, la “terra degli scacchi”.

Swayams, allora. Non sarà mai il numero 1, certo, ma sa dire la sua e divertire con il suo gioco aperto e brillante. Maestro internazionale, Elo 2473, Mishra ha 24 anni e viene dallo Stato di Orissa, sul Golfo del Bengala.

Al festival di Roma si sta ben comportando, sempre alle spalle dei primissimi e sulle prime dieci scacchiere. Ieri pomeriggio, 8° turno, ha manovrato abilmente contro un vecchio marpione, il quarantacinquenne GM bulgaro Vladimir Petkov, fino a quel momento imbattuto. Eccolo all’opera.

swayams-petkov
Swayams-Petkov, 9 Dicembre 2016

Vero. La posizione del conduttore dei bianchi è ideale, e il pedone libero “h” è da corsa. Ma il merito è saper arrivare fin qui e poi saper concludere. Mishra non ha incertezze, nonostante gli restino una cinquantina di secondi contro i ben 9 minuti del bulgaro.

44.Tc7+! Re8 (i motori danno migliore 44. … Rd8, ma il risultato non dovrebbe cambiare) 45.h6 Rf8 46.exd6 Te8+ 47.Te7 Td8 48.h7 Rg7 49.d7 1-0, infatti dopo 49. … Rxh7 è decisiva 50.Cc6.

(Foto di Riccardo Moneta)

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